Catania, la confessione choc: "Ho ucciso mia madre" - Live Sicilia

“Ho ucciso mia mamma”: la confessione choc

Il quattordicenne è capitolato e ha raccontato al gip cosa è accaduto lunedì sera in via Di Giacomo
L'OMICIDIO DI VALENTINA
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CATANIA – “Ho ucciso la mamma, i vestiti sporchi di sangue li ho nascosti. Vi dico dove sono…”. Il quattordicenne, arrestato per l’omicidio della madre Valentina Laura Giunta, ha vuotato il sacco già martedì pomeriggio ai magistrati di via Franchetti. Un interrogatorio drammatico quello che ha portato poi al fermo spiccato dalla procuratrice dei minorenni Carla Santocono. Ieri pomeriggio durante l’udienza di convalida il giovane indagato ha risposto alle domande della gip Maria Agata Russo evocando minuto dopo minuto la lite scoppiata nella casa di via Di Giacomo e le coltellate inferte al genitore alla spalla, al collo e al fianco. “Mi voleva allontanare da papà e dal nonno”, ha mormorato alla giudice quando ha chiesto il perché.

Da tempo il quattordicenne viveva con i nonni paterni “perché aveva intenzione di allontanarsi dalla madre”. Una donna che “avrebbe continuato ad avere un atteggiamento protettivo nei confronti del figlio”. Tutto questo nonostante “le ostilità della famiglia del padre” da tempo detenuto “per gravi reati, anche contro la persona”. Un padre che il quattordicenne descrive come “un leone” sui social. La gip dei minorenni dopo una breve camera di consiglio, ieri pomeriggio, ha convalidato il provvedimento per omicidio volontario. Il ragazzino, tra pochi mesi avrebbe compiuto quindici anni, segue quindi le orme del padre e del nonno (di cui porta il nome) e finisce dietro le sbarre.

Lunedì sera, dopo le coltellate, ha lasciato il corpo della mamma sul pavimento della cucina ed è fuggito.
I poliziotti hanno trovato la donna in fin di vita: alle 23 è arrivata la chiamata alla sala operativa della Questura di una “persona gravemente ferita a San Cristoforo”. È stata la sorella a chiedere aiuto. I sanitari del 118 purtroppo non hanno potuto fare nulla: diciassette minuti dopo la mezzanotte il cuore di Valentina ha smesso di battere.  La 32enne è stata uccisa “con un’arma da punta e taglio al collo, al fianco e alla spalla sinistra che le cagionava la lesione di grossi vasi sanguigni con shock emorragico, che ne determinava la morte”, ha scritto il medico legale nella primissima relazione dopo l’ispezione cadaverica esterna. I poliziotti hanno rintracciato il quattordicenne solo la mattina. Ha trovato rifugio in una casa vicino al teatro dell’omicidio. Quando ha visto arrivare gli agenti ha immediatamente capito di non avere scappatoie: ha accompagnato gli investigatori dove aveva nascosto gli abiti macchiati del sangue della mamma e poi si è seduto davanti ai magistrati assieme al suo avvocato di fiducia. A quel punto è capitolato, raccontando una storia drammatica e controversa.

La mamma sarebbe stata condannata senza possibilità di appello perché aveva deciso di separarsi dal padre con cui aveva avuto una lunga convivenza e due figli.
Il più piccolo di 10 anni adesso è con i nonni paterni. Valentina, che aveva venduto la casa e aveva lasciato via Di Giacomo da mesi prendendo con il padre una casa in affitto, aveva paura. Lunedì sera era tornata solo per chiudere gli ultimi pacchi e far trovare tutto pronto per il trasloco. Era stata staccata anche la telecamera di sorveglianza, messa anche per le tante aggressioni subite da parte dei familiari dell’ex. Il quattordicenne era lì per una serie di motivi, tra cui un cane che teneva nella vecchia casa dei genitori. Sono volate parole, come altre volte. Ma l’epilogo lunedì sera è stato tragico. I familiari di Valentina chiedono però che le indagini non si fermino. C’è il sospetto che possa esserci qualcun altro coinvolto nell’efferato delitto. E non solo il quattordicenne. 


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