Sicilia, Catania: "Schifani riveda le scelte su Airgest" - LiveSicilia.it

Catania: “Schifani riveda le sue scelte sulla governance di Airgest”

Nicola Catania
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Commenti

    Ma quale ‘provincia’!!! Catania è sindaco di Partanna, un paese da cui si arriva molto prima a Punta Raisi che a Birgi. Si attivi, piuttosto, per migliorare i collegamenti, anche ferroviari, sul territorio, invece di auspicae la conservazione di carozzoni mangiasoldi

    Il sindaco-impresario di Partanna dopo che non ha fatto versare neppure un euro dal Comune di Partanna (a differenza di altri Comuni della Provincia) per l’aeroporto di Birgi ora pretenderebbe di mettere in discussione la nomina di Vito Riggio (già presidente dell’ENAC e tra i massimi esperti italiani di gestioni aereoportuali che, sicuramente, eviterà alla Regione di perdere altri milioni di euro nell’aeroporto di Birgi) fatta dal Presidente Schifani sostenuto dal partito nel quale è confluito recentemente il sindaco-impresario di Partanna dopo varie ed antitetiche peregrinazioni politiche pur di stare attaccato alla poltrona. Evidentemente la coerenza è elastica come la convenienza oppure diventare deputato appena eletto può indurre in errore facendo prendere posizioni boomerang che, riflettendoci bene, sarebbe stato meglio evitare (a proposito: come mai ha preso più voti a Castelvetrano che nella sua Partanna ?).

    Il Grande Toto’ come nel famoso duetto del vagone treno col deputato on. Trombetta avrebbe detto: “Ma mi faccia il piacere…”

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La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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