Truffe nel lockdown, condannato lo 'Scarface' catanese - Live Sicilia

Truffe nel lockdown, condannato lo ‘Scarface’ catanese

La sentenza del gup di Rovigo.
INCHIEStA ZONA ROSSA
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CATANIA – È arrivata la condanna per William Cerbo, lo ‘scarface catanese’ accusato di una serie di truffe – precisamente quattordici quelle elencate dalla magistratura veneta – durante il lockdown nei confronti di importanti marchi alimentari. Il gip di Rovigo, Raffaele Belvederi, ha inflitto una pena di 3 anni nei confronti dell’imputato siciliano accusato di associazione a delinquere finalizzato alle truffe con ruolo di promotore e organizzatore. Il pm aveva chiesto una pena di 3 anni e 2 mesi con le generiche prevalenti sulle aggravanti. Cerbo era stato destinatario di un giudizio immediato, ma il suo legale – l’avvocato Alessandro Coco del foro di Catania – ha chiesto l’accesso al rito abbreviato che si è concluso con una condanna. Il penalista è soddisfatto della decisione del giudice per le udienze preliminari ma annuncia che dopo aver letto le motivazioni, che arriveranno tra 30 giorni, presenterà ricorso in appello, in quanto “determinati rilievi della vicenda nel suo complesso andavano meglio valorizzati dal giudicante – commenta – sicché è legittimamente auspicabile che dinanzi alla Corte di Appello di Venezia possa tale condanna essere ulteriormente ridotta”.

Questo processo è frutto dell’inchiesta denominata Zona Rossa della Finanza di Padova. Gli investigatori hanno scoperchiato il sistema realizzato attraverso società riconducibili a Cerbo, che sarebbero state intestate a personaggi di comodo. Le società truffaldine si sarebbero presentate sul mercato acquistando a prezzi vantaggiosi e con dilazioni di pagamento prodotti agroalimentari, edili ed elettronici da alcuni buyer. Forniture che puntualmente non non sono state saldate. La merce finiva in un capannone di Brescia, poi sottoposto ai controlli della Finanza.

Quando i finanzieri di Padova sono andati a Milano, nel suo appartamento extralusso, per ammanettarlo hanno trovato alle pareti alcuni quadri raffiguranti scene del film Scarface. William Cerbo non ha mai perso la sua fissazione per Tony Montana, il personaggio interpretato da Al Pacino nel film di Brian De Palma, nemmeno dopo i guai giudiziari a Catania. Si chiamava proprio Scarface l’inchiesta che nel 2014 lo ha portato in carcere con l’accusa di associazione mafiosa. Era considerato il braccio finanziario di Nuccio Mazzei, capomafia catanese e figlio del boss Santo. Ed è proprio questo legame con il clan dei carcagnusi che ha portato qualche giorno fa ad emettere tre interdittive nei confronti delle aziende coinvolte nel blitz Zona Rossa.

In appello William Cerbo è stato condannato a 8 anni per mafia, bancarotta fraudolenta e corruzione (pena ridotta rispetto ai 14 anni del primo grado). La sentenza è stata impugnata e il prossimo 30 novembre ci sarà l’udienza davanti alla seconda sezione penale della Cassazione. L’ultimo atto dell’operazione Scarface. 

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