Politeama, Cateno De Luca conquista Palermo

Cateno De Luca, sold out e strategie: con chi starà alla fine?

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Sud Chiama Nord riempie il Politeama, a Palermo

ConchistaràCatenoconchistaràCatenoconchistaràCateno... La domanda aleggia, si diffonde con l’eco, nei sussurri, si ripete, nel teatro Politeama pienissimo, in un ambiente che, per temperatura, renderebbe glaciali, nella competizione, i famosi pomodorini di Fantozzi.

A teatro è sold out

Ma non importa, tantissimi sono qui – partecipanti paganti all’evento di lancio del ‘governo di liberazione’ – e se ne fregano, con rispetto parlando, dell’afa.

Sono qui perché ci credono, perché sperano in uno strapuntino, perché pensano che l’ex Scateno sia il politico forte del momento? Le motivazioni saranno varie. Intanto sono qui. E ci sono – nella kermesse coordinata dalla bravissima Roberta Giuffrè – perché vogliono masticare politica. Avere riferimenti e parametri politici, dopo troppe divagazioni sul tema.

Con chi starà Cateno?

Sì, ma chi starà Cateno? Lui lo ripete, sgolandosi, per l’ennesima volta: “Non stiamo con nessuno, stiamo dalla parte della Sicilia. Gli altri, se condividono il programma, possono provare a stare con noi, a certe condizioni”. Può permetterselo, il Deluchismo è un fenomeno politico in ascesa: “Arriveremo al venti per cento”. Già adesso Sud chiama Nord sarà dirimente per la prossima disfida su Palazzo d’Orleans.

Ecco perché, nel dibattito allargato, uno degli appuntamenti, con esponenti dei partiti, sia Anthony Barbagallo (Pd) che Luca Sbardella (FdI) osservano Cateno con attenzione professionale, magari, forse, qualcosa di più. E c’è chi giura: “Cateno ha l’accordo con Fratelli d’Italia. Altrimenti, una potenza dei meloniani, come il commissario Sbardella, non sarebbe qui”.

Ma c’è anche Luigi Sunseri, figura di spicco dei Cinque Stelle. E c’è chi giura: “Cateno ha l’accordo con M5s, altrimenti Sunseri… etc etc etc“. Certo, tutti aprono. Sbardella si dice interessato. Barbagallo si dice interessato.

Perfino, Gandolfo Lo Verde, coraggiosissimo coordinatore regionale di Controcorrente, vedetta lavarderiana in avanscoperta, usa parole garbate. Sicuramente perché è una persona educata, forse, chissà… Eppure, commenta qualcuno, una sfida Cateno-Ismaele sarebbe uno spettacolo da sbigliettamento, visti i precedenti in cui non se la sono mandata a dire.

Il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno

Applausi per Galvagno

C’è, in prima fila, con gli altri, il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno. Prima riceve parole al miele e gratitudine “per l’amicizia” dall’anfitrione. Poi, è protagonista di un applauditissimo intervento in cui illustra la sua proposta di ‘limitazione del voto segreto’. Sono tanti i protagonisti del parterre degli ospiti, in un delirio di sudore e giacche da strizzare, che seguono lo show fino alla fine. Tra gli amici, gongolano Laura Castelli, Danilo Lo Giudice e Federico Basile, sindaco di Messina.

E Cateno? E Cateno fa Cateno. Con la voce, innanzitutto, raggiungendo degli acuti alla Luciano Pavarotti nella Turandot (“Vinceroooooò”). Dietro le quinte, i suoi seguono i sobbalzi con attenzione, sotto la regia della bravissima Valeria Brancato.

Il governo di liberazione

Ma questo De Luca versione iron man non lo fermi. Incalza, a costo di annegare nella camicia bagnatissima. Chiede di staccare la spina al governo Schifani e che si vada celermente al voto. Presenta il ‘governo di liberazione’. Pone i paletti nella selezione delle candidature, con un manuale anti-arrampicatori. Pungola i giovani “perché non basta essere giovani”, affinché “siano una classe politica migliore”. Riconosce che “da soli non si va da nessuna parte”.

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Finisce con la rincorsa per baciare Cateno, nel pomodorino rovente, come se fosse lo sposo alla fine del ricevimento. La sposa sarà la Sicilia, sotto le volte di Palazzo d’Orleans? Da qui ad allora ne vedremo di cose da raccontare, però si capisce che lui ha già l’anello di fidanzamento in tasca.

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