Cavalli, corse clandestine e soldi |I palafrenieri nel rione dei Ceusi - Live Sicilia

Cavalli, corse clandestine e soldi |I palafrenieri nel rione dei Ceusi

Lo fanno per passione, lo fanno perché nel mondo delle corse clandestine scorre un fiume di soldi, lo fanno perché ogni carezza allo stallone equivale a un segno di rispetto nei confronti del proprietario.

CATANIA- Tra i tetti di amianto e le termocoperture delle stalle di Picanello i palafrenieri vicini ai Santapaola e ai Ceusi allevano cavalli. I palafrenieri sono coloro che accudiscono i cavalli. Lo fanno per passione, lo fanno perché nel mondo delle corse clandestine scorre un fiume di soldi, lo fanno perché ogni carezza allo stallone equivale a un segno di rispetto nei confronti del proprietario, anche e soprattutto quando il “padrone” si trova recluso per associazione mafiosa e spaccio di stupefacenti.

La stradina che conduce alla stalla in cui è stato sequestrato un cavallo che ha partecipato alla corsa clandestina della scorsa settimana

Ad ogni vittoria dello stallone, corrisponde una vittoria del gruppo e questo sistema non è sempre analizzabile attraverso il codice penale che individua per determinati comportamenti, una responsabilità.

Nel quadrilatero che si contende il cuore di Picanello è tutto un nitrire, ad ogni ora del giorno e della notte.

Proprio a notte fonda, quando ancora è lontana l’alba, i cavalli vengono preparati per l’allenamento mattutino. Se vogliono vincere devono correre, devono farlo al momento giusto, quando ci sono meno macchine, quando il tratto di circonvallazione che lega Ognina alla via tDuca degli Abruzzi è libero.

Il cortile della stalla

Scalpitano gli zoccoli, ogni giorno si ripete un rito. Il cavallo del boss esce scortato da almeno due scooteroni, sono i fedelissimi, passamontagna, taglio retto. Nel quartiere, tra le bancarelle abusive che circondano il campo scuola durante il mercato settimanale, non si parla d’altro. Di chi è il favorito, di quale cavallo si sta allenando meglio, di chi comanda.

E’ l’essenza di Picanello, il dna di chi è cresciuto a destra di piazza Santa Maria della Guardia guardando verso la circonvallazione.

I “carusi” “passiano” con il pony prima ancora che con il triciclo, per le vie di Picanello. Crescendo impareranno che quel rito della “passiata”, con un cavallo “babbo”, mentre lo stallone è servito e riverito in stalla, è importante per confermare la presenza nel territorio, per salutare, con un colpo d’occhio, lo spacciatore affiliato che attende clienti a due passi dal “ciospo”, il fruttaiolo abusivo che occupa le strisce pedonali del via Regina Bianca, dove nessun vigile urbano si azzerderebbe a intervenire, il sorvegliato speciale che, dietro la finestra al pian terreno, sposta la tendina. E sorride. Una “vuciata” al giovane che alza la saracinesca del centro scommesse, un’occhiata al meccanico che prepara gli scooter dei figli di papà a due passi dallo storico Mc Intosh e, se è tempo di scuola, uno scatto davanti alla Leopardi, dove hanno studiato i Piacenti, i Ceusi.

Il cavallo è lì, sotto quel tetto di ethernit incastonato tra parabole e climatizzatori. Ad ogni angolo della stalla una statua: la madonna, un’aquila. C’è anche una targa, con inciso il nome del proprietario. Per i ragazzi della “squadra” è un santuario.

I “carusi” si riuniscono, organizzano la corsa, se necessario si può anche bloccare il traffico. Grida, gas a manetta, “viremu cu vinci”, vediamo chi vincerà oggi.

Quando la gara finisce, i coetanei dei giovani di Picanello, che abitano a sinistra di piazza della Guardia, guardando la circonvallazione, devono ancora svegliarsi.

Loro, i “carusi”, erano lì, tra sorvegliati speciali e, quando ci sono occasioni importanti, anche latitanti.

I gruppi vicini ai Santapaola e ai Ceusi, mentre le auto iniziano a incolonnarsi all’altezza del Tondo Gioeni, sono rientrati a casa, i cavalli sono nelle stalle già da un pezzo. Più tardi, verso le 11, sarà il turno dei palafrenieri, bisogna accudire il cavallo.

Pettinarlo, cambiare la paglia, prendere il fieno giusto, qualche iniezione di anabolizzanti. Un altro giorno è iniziato.


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