"C'è da fare un regalino..." | Storie di racket e paura

“C’è da fare un regalino…” | Storie di racket e paura

“C’è da fare un regalino…” | Storie di racket e paura

Il blitz di Misilmeri. Le voci del racket raccontate in presa diretta. Chi erano gli uomini del pizzo.

Il blitz antimafia di Misilmeri
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PALERMO – “I lavori se li devi fare, li dobbiamo fare noi, oppure ci dai diecimila euro nel caso in cui li volessi fare per i fatti tuoi …”. Francesco Muratore era stato piuttosto chiaro con il titolare di un bar-ristorante a Bolognetta. Pretendeva di gestire i lavori di ampliamento dell’attività commerciale oppure di incassare una consistente somma di denaro.

E sarebbe stato sempre Ciaramitaro, stavolta con l’aiuto di Giosuè Cucca, a prendere di mira il titolare di una macelleria di Marineo. Come? Disegnando croci sulla saracinesca, lasciando dei crisantemi davanti all’ingresso, e per evitare denunce, scrivendo un messaggio “Fatti i cazzi tuoi”.

Un terzo uomo, Rosario La Barbera, sarebbe entrato in gioco nell’estorsione ai danni del gestore di un distributore lungo la statale Palermo-Agrigento: “Sei il nuovo gestore? C’è da fare un regalino a Pasqua e a Natale”. Un regalino da 300 euro che salirono a 500 nel caso di un pescivendolo. “Abbiamo bisogno per i carcerati, mi devi dare 500 euro”, avrebbe Alessandro Ravesi all’ambulante. Tutti i commercianti hanno ammesso, di fronte all’evidenza, di avere subito le richieste di denaro.

 

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