Centrodestra in frantumi, fumata nera per la giunta Lagalla

Centrodestra in frantumi, fumata nera per la giunta Lagalla

Commenti

    Centrodestra in frantumi mi sembra un po di parte e fuori luogo come articolo….fatevene una ragione i palermitani non vogliono la sinistra perché imporre una minoranza? Mu sa di fascismo

    Ma Saverio Romano non faceva l’imprenditore e avvocato d’affari ormai?

    Credevo di ricordare che diceva questo a Report…

    …Magiche le elezioni, a fare promesse siamo i campioni… e poi? Poi, niente. Tutto è fermo al 12 giugno. Una per tutte non una bara in meno.
    Ma oggi il sindaco ha toccato il fondo. Si trattava semplicemente di aggiungere un posto (o due) a tavola, ma ha preferito dire di no a un’opera di misericordia, dare da mangiare agli affamati.

    Panelleria sociale…

    con la dittatura e l’imposizione della meloni su chi deve governare e non lascia spazio a nessuno sara’ sempre peggio .. ne vedremo delle belle quando governera’ addio democrazia.

    U pupu cu l’uovo si è mostrato in tutta la sua interezza scartandosi ….. rimpiangeremo HOLLANDO faceva qualche minchiata di troppo , ma era almeno di cultura …….ed onesto.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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