Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?


Qualcuno per favore da villa Grande a Roma informi Gianfranco Miccichè sulla nuova linea politica intrapresa da Forza Italia anche nell’ottica delle future elezioni politiche del 25 settembre p.v. in vista delle quali il centro-destra unito non può permettersi di creare sconcerto nel proprio elettorato disorientandolo con fisime del tutto inutili. Chi non dovesse essere d’accordo con questa nuova linea è liberissimo di potere raggiungere i fuoriusciti nonchè irriconoscenti nei confronti di Silvio Berlusconi ex ministri Renato Brunetta, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna. Nessuno è indispensabile…….
È Micciché a doversi cercare un seggio a Roma e andare lontano dalla sicilia
Berlusconi deve avere il coraggio di buttare fuori Miccichè.
A lavorare!
De Luca vi farà sparire