Ceramica di Caltagirone, avviato l'iter per il marchio IGP

La ceramica di Caltagirone verso il marchio IGP: sarà la prima in Sicilia

Ceramica di Caltagirone
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Novità in vista anche per la ceramica di Santo Stefano di Camastra
IL RICONOSCIMENTO
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5 min di lettura

La ceramica di Caltagirone è a un passo dal riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta (IGP), destinata a diventare la prima certificazione europea per un prodotto artigianale siciliano non alimentare. Dopo il parere favorevole della Regione Siciliana, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato la domanda di registrazione e il relativo disciplinare. Via libera, dunque, alla fase nazionale dell’iter che proseguirà davanti all’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. L’istanza è stata presentata dall’Associazione Produttori Ceramica di Caltagirone nell’ambito del nuovo sistema europeo dedicato ai prodotti artigianali e industriali.

Ceramica di Caltagirone, l’annuncio al roadshow

L’annuncio è stato dato alla Camera di Commercio di Palermo nel corso del roadshow “L’Italia che crea. Tra tradizione e innovazione”. L’iniziativa è stata promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme alla Commissione Europea, all’EUIPO, alla Regione Siciliana, alla Camera di Commercio Palermo Enna e alle principali organizzazioni del comparto produttivo. Il riconoscimento consentirebbe alla ceramica di Caltagirone di diventare un modello per la tutela e la valorizzazione delle produzioni artigianali siciliane.

Anche Santo Stefano di Camastra guarda all’IGP

Importanti novità riguardano anche la ceramica di Santo Stefano di Camastra, nel Messinese. Il distretto è stato infatti selezionato dall’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) per partecipare a un progetto pilota internazionale dedicato alle indicazioni geografiche dei prodotti artigianali. L’iniziativa accompagnerà i produttori nella costituzione dell’associazione di tutela, nella redazione del disciplinare di produzione e nell’avvio della procedura per ottenere la futura Indicazione geografica.

Urso: “Sicilia cuore pulsante del Made in Italy”

Nel messaggio inviato al roadshow di Palermo, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha evidenziato il valore strategico del nuovo sistema di tutela. “La Sicilia rappresenta uno dei cuori pulsanti del Made in Italy”, ha sottolineato. “E’ una terra nella quale il talento, la cultura del lavoro e il legame con il territorio hanno dato vita, nei secoli, a produzioni che il mondo ci riconosce e ci invidia – ha spiegato – Oggi queste eccellenze hanno finalmente uno strumento in più per essere tutelate e valorizzate”. Ed ancora: “Le nuove indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali rappresentano una scelta strategica difendere ciò che rende unica l’Italia proteggere il lavoro delle nostre imprese e trasformare il patrimonio delle tradizioni in un motore di sviluppo innovazione e competitività”.

“Non si tratta solo di riconoscere un prodotto – ha aggiunto – ma di rafforzare un territorio e una comunità una filiera produttiva significa dare valore al lavoro di migliaia di artigiani che custodiscono competenze uniche che rappresentano una parte essenza della nostra identità nazionale”. “Mi auguro che l’esempio di Caltagirone possa incoraggiare molte altre realtà siciliane italiane a intraprendere lo stesso percorso. Le nostre ceramiche, i manufatti artistici delle lavorazioni tradizionali le produzioni di eccellenza raccontano l’Italia meglio di qualsiasi slogan sono cultura, impresa, lavoro identità”, ha concluso.

Tamajo: “Un passaggio decisivo”

Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo. “Oggi celebriamo un traguardo che premia il lavoro di squadra tra istituzioni, imprese e territorio”, ha esordito. “La pubblicazione della domanda e del disciplinare da parte del Mimit – ha proseguito – rappresenta un passaggio decisivo verso il riconoscimento della ceramica di Caltagirone Igp, che punta a diventare la prima ceramica siciliana a ottenere questo importante marchio europeo”. “È un risultato che tutela un patrimonio di storia, arte e saper fare, rafforzando la competitività delle nostre imprese artigiane e valorizzando il made in Sicily sui mercati nazionali e internazionali”, ha concluso.

Cartabellotta: “Impatto simile al pomodoro di Pachino”

Il dirigente generale del Dipartimento Attività produttive della Regione Siciliana, Dario Cartabellotta, ha sottolineato le potenzialità economiche della nuova certificazione. “L’Unione europea da un paio di anni ha esteso lo strumento anche alle produzzioni artigianali e al ‘no food’ in generale, abbiamo in corso di registrazione come indicazione geografica la ceramica di Caltagirone e a ruota ne stanno seguendo altri”, ha detto. “Quindi se guardiamo a quanto accaduto con il pomodoro di Pachino o il cioccolato di Modica possiamo comprendere quale potrà essere l’impatto a livello di sviluppo economico e commerciale”, ha concluso.

Un nuovo sistema di tutela per l’artigianato

Il roadshow è dedicato al nuovo Regolamento europeo 2023/2411, che introduce per la prima volta un sistema di Indicazioni geografiche anche per i prodotti artigianali e industriali, estendendo uno strumento finora riservato alle produzioni agroalimentari. Attualmente la Sicilia conta 67 prodotti agroalimentari certificati, prevalentemente vini e formaggi, con un valore economico stimato in oltre 350 milioni di euro nel 2024 e una crescita superiore alla media europea.

Nathalie Berger, direttrice per il coordinamento della competitività della Direzione generale Mercato interno della Commissione europea, ha spiegato: “Il regolamento protegge come indicazione geografica i prodotti la cui qualità, reputazione o caratteristiche siano legate al territorio di origine, dove deve avvenire almeno una fase della produzione e crearsi una parte sostanziale del valore. Copre una gamma ampia di lavorazioni: fra le altre, pietre naturali, oggetti in legno, gioielli, tessuti, pizzi, vetro, porcellana, cuoi e pelli”.

“La procedura di registrazione si articola in due fasi – ha continuato – una nazionale e una europea affidata all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), e le domande sono presentate di norma da associazioni di produttori”. “La tutela non riguarda solo il nome apposto sul prodotto, ma si estende a etichettatura, pubblicità, commercio elettronico e nomi di dominio, con l’obiettivo di rafforzare la lotta alla contraffazione e agevolare l’accesso ai mercati”, ha aggiunto. Dal 1° dicembre 2025 le domande possono essere presentate attraverso il portale dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.


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