Chiesa, la lettera di Luigi Renna: "Superare l'individualismo"

Chiesa, la lettera di Luigi Renna: “Superare l’individualismo”

Seconda epistola pastorale dell'arcivescovo di Catania

CATANIA – L’invito è a mettersi in cammino, seguendo il metodo e lo stile sinodali dell’ascolto per superare l’individualismo e l’irrilevanza del “discorso cristiano” nella società attuale. Ecco la segnaletica offerta dalla seconda Lettera pastorale dell’arcivescovo di Catania, Luigi Renna, dal titolo Camminiamo con il Signore da fratelli per testimoniare il Risorto, che punta a favorire scelte concrete della Chiesa etnea in funzione del cammino sinodale inaugurato da Papa Francesco e sostenuto dalla Cei con il documento Si avvicinò e camminava con loro.

La lettera di Renna

La prima lettera pastorale, pubblicata sempre a fine della scorsa estate, aveva come titolo In ascolto dello Spirito Santo e dei fratelli per essere Chiesa in uscita. Uno strumento rivolto principalmente ai sacerdoti della Chiesa catanese, ma utile anche ai laici impegnati nelle parrocchie e nei movimenti.

Consegnata il 28 agosto, ricorrenza di sant’Agostino (vescovo, filosofo e teologo), l’epistola di quest’anno insiste sulla formazione dei più giovani con l’annotazione sulla “frequenza all’Eucarestia domenicale in forte calo” nel Catanese. Per questo motivo l’arcivescovo si interroga sul perché “tanti giovani battezzati o cresimati entrano, insieme alle loro famiglie, subito dopo la catechesi per i sacramenti nel numero dei non praticanti o dei mai praticanti”. 

Ripartire dal concreto

Ripartire da concreto e parlare a una società sempre più secolarizzata e distante dai contenuti evangelici. “Il discorso cristiano – rileva Renna – appare sostanzialmente insignificante per la maggior parte delle donne e degli uomini di oggi”. Da qui, aggiunge, “l’esigenza di un nuovo discernimento sul tema della formazione alla vita cristiana delle nuove generazioni” e “l’invito a parroci, educatori e catechisti a intercettare le domande dei giovani e far vedere come l’annuncio cristiano possa rispondere oggi ai loro bisogni e ai loro desideri”.

Altro tema della Lettera pastorale è la lotta all’individualismo, cifra di quest’epoca. “Occorre superarlo – scrive Renna – ci aiuterà a sentirci parte del popolo di Dio e a offrire la nostra testimonianza nella società tanto bisognosa di recuperare partecipazione alla vita democratica”.

Partecipare alla vita della città

L’Arcivescovo, inoltre, invita tutti i cristiani a non porre confini alla missione della Chiesa, ad aprirsi al mondo e, citando Papa Francesco, aggiunge: “Nella Chiesa c’è spazio per tutti”. Banco di prova di questo nuovo passo chiesto dall’arcivescovo è quella che si prende cura della città e delle periferie”. E a questo proposito il documento offre anche alcune testimonianze di esperienze in atto. Come il Cantiere sinodale delle persone sorde, attuato già da un anno a Catania. 

O ancora, nel campo socio-politico, il Cantiere per Catania, che viene proposto all’attenzione di tutta la Chiesa italiana in un momento in cui “quello della politica e della partecipazione alla vita democratica del nostro Paese è un ambito della missione della Chiesa” che forse è stato trascurato”. E, invece, il Cantiere per Catania, leggiamo nell’appendice della Lettera pastorale “è un unicum della nostra comunità ecclesiale perché rappresenta il forte tentativo di assunzione condivisa di responsabilità civile, sociale e politica del laicato dell’Arcidiocesi”. 


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