"Calunniò De Gennaro e Narracci" | Ciancimino condannato a 6 anni - Live Sicilia

“Calunniò De Gennaro e Narracci” | Ciancimino condannato a 6 anni

Massimo Ciancimino

Pena più pesante della richiesta dell'accusa per il testimone del processo sulla Trattativa.

IL PROCESSO
di
7 Commenti Condividi

PALERMO – Sei anni di carcere. La condanna per Massimo Ciancimino, imputato per calunnia, è pesante. Il tribunale, presieduto da Valentina Amelia e Maria Balbo oltre i 5 anni e 9 mesi chiesti dal pubblico ministero di Caltanissetta, Stefano Luciani.

Ciancimino jr avrebbe accusato ingiustamente Gianni De Gennaro, sostenendo che avesse informazioni riservate a Vito Ciancimino tramite il conte Romolo Vaselli, imprenditore edile, considerato un prestanome dell’ex sindaco mafioso di Palermo.

L’imputato, teste chiave a Palermo nel processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, avrebbe pure ”incolpato, sapendolo innocente”, Lorenzo Narracci, uomo dei servizi segreti, piazzato da Ciancimino jr al centro delle relazioni fra il padre, Bernardo Provenzano e altri prezzi grossi di Cosa nostra. È la torbida storia in cui nei racconti del figlio di don Vito ha fatto capolino il fantomatico signor Franco o Carlo, figura ormai entrata nella mitologia dell’antimafia.

Ciancimino, che al processo sulla Trattativa è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa, si trova in carcere per scontare la condanna definitiva per avere nascosto della dinamite nel giardino di casa. In primo grado a Bologna è stato condannato a tre anni e mezzo per calunnia nei confronti di un altro agente dei servizi segreti, Rosario Piraino.

Ciancimino jr dovrà anche risarcire con 180 mila euro De Gennaro e Narracci. Si erano costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Franco Coppi, Francesco Bertorotta, Michele La Forgia e Pietro Pistone.

 

 

 

 


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

7 Commenti Condividi

Commenti

    Da non sottovalutare che la condanna è stata inflitta dal Tribunale di Caltanissetta.
    Quindi facciamo un passo indietro: la Procura di CL aveva deciso di arrestarlo e, per garbo istituzionale aveva avvisato quella di PA, cioè Ingroia, il “grande fruitore” delle rivelazioni rateali cianciminesche. Che accadde? Beh, accadde che Ingroia batté sul tempo i colleghi nisseni e provvide lui ad arrestarlo… In mani altrui il giovanotto avrebbe potuto, come dire? squinternarsi. Scoppiò una guerra tra le due Procure, risolta con la intermediazione di Piero Grasso.
    A PRESENTE E FUTURA MEMORIA.

    Vedo un futuro per lui in una di quelle nuove formazioni politiche che si stanno formando, di sicuro successo…

    A proposito, in considerazione che è anche un validissimo collaboratore di giustizia, ma ha fatto sapere ai magistrati dove sono depositati i tantissimi miliardi acuumulati dal padre e ancora non rinvenuti? O intende rivelarlo in esclusiva al giornalista Michele Santoro come ospite d’onore in qualche suo futuro programma televisivo.

    adesso lo candideranno come martire del pentitismo.

    La Procura di Palermo è stata la prima a indagare e arrestare il figlio di Ciancimino. Quindi trovo ingenerose le accuse di anello al naso a Ingroia e agli altri valorosi magistrati della Procura di Palermo.

    Brutto personaggio

    Rifletta: oggi Ciancimino è stato condannato a Caltanissetta (come ho avuto l’accortezza di segnalare all’inizio del mio commento. Ciò perché il giudice naturale per quel reato era quello di Caltanissetta. La Giustizia non è come la Milano-Sanremo di ciclismo, in cui vince chi arriva primo. Ha altre regole. Se ne faccia una ragione. Io ho raccontato soltanto una parte dei fatti (fatti, non giudizi miei) e sono stato generoso perché avrei potuto ricordare particolari amari. E non mi inviti a farlo perché non lo farò.
    Saluti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *