CALTANISSETTA – “Oggi vado dai pm di Palermo e gli do una polpettina”, così diceva in un’intercettazione telefonica nel 2009 Massimo Ciancimino al giornalista Lirio Abbate. L’intercettazione, depositata nel processo Borsellino quater che si tiene a Caltanissetta, è stata contestata al testimone-imputato questa mattina al processo sulla trattativa Stato-mafia dal difensore del generale Mario Mori, l’avvocato Basilio Milio. Ciancimino ha detto di non ricordare queste affermazioni. Milio ha letto diverse dichiarazioni fatte da Ciancimino in cui si parla di “polpette” e “polpettine” da dare anche ai giornalisti. Prima dell’inIzio del controesame di Ciancimino, aveva fatto dichiarazioni spontanee il boss Totò Riina che ha parlato della sua rinuncia a seguire l’udienza del 27 maggio. Il capomafia avrebbe firmato diverse carte e non si sarebbe accorto che tra quelle c’era la rinuncia. “Pensavo fosse la nomina dell’avvocato”, ha detto. (ANSA)
Il figlio di non Vito ha detto di non ricordare.
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