Ciapi, province, elezioni: tre guai| Babilonia Crocetta, tutto in 24 ore - Live Sicilia

Ciapi, province, elezioni: tre guai| Babilonia Crocetta, tutto in 24 ore

L’inchiesta contabile, l’impugnativa di Palazzo Chigi, il no del Tar sulla lista. Un caos che è metafora dell’era del governatore gelese.

L'analisi
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PALERMO – Tre schiaffi in 24 ore. Dal Tar, da Palazzo Chigi, dalla Corte dei conti. È “Babilonia Crocetta”. Un caos totale, al tramonto di una legislatura già assai confusa. Tre notizie arrivare nell’arco di una sola giornata, quasi a fare da simbolica sintesi di una intera esperienza di governo. Un venerdì 13 nero, nerissimo, quello di ieri, per il governatore che tra poco lascerà Palazzo d’Orleans.

L’invito a dedurre della Corte dei conti per la vicenda dei fondi destinati agli ex lavoratori degli sportelli multifunzionali, si aggiunge ad altre vicende che hanno costellato questa parentesi. Le assunzioni a Sicilia e-servizi, ma anche i dubbi sul bilancio sollevati dalla Procura generale d’Appello, passando per l’inchiesta sui rifiuti i cui sviluppi rischiano di essere esplosivi: sono tutti opera dei magistrati della Corte dei conti. L’ultima inchiesta, quella che riguarda il progetto “Spartacus” al Ciapi è un po’ lo specchio di questa confusione. Di quella incapacità amministrativa di risolvere alcune questioni (quella di cui si parla, piaccia o non piaccia, coinvolge circa 1.800 lavoratori) e degli inciampi delle giunte guidate dal governatore. Assessori e burocrati “indagati” dalla Corte dei conti insieme a lui, al governatore della legalità che ha inciampato in più di un’occasione contro questi guai contabili.

Ma se la vicenda-Ciapi mette a nudo le “debolezze” amministrative di Crocetta e dei suoi governi, la storia delle ex Province ne fa emergere altre: quelle relative all’effettiva capacità del governatore della rivoluzione di riformare davvero la Sicilia. A dirla tutta, l’impugnativa di Palazzo Chigi all’ultima legge di riforma delle Province (riforma si fa per dire, visto che prevede di fatto il ritorno all’antico) ha come primi responsabili altri soggetti: i deputati che l’hanno voluta, presentata, votata a Sala d’Ercole. Ma l’ultima impugnativa è appunto solo la puntata più recente di una telenovela iniziata non a caso in televisione. Quando il governatore annunciò a tutto il Paese che la Sicilia stava, prima in Italia, “chiudendo” quegli enti spreconi e inutili. Da lì, però, non si è fatto nessun passo avanti, se si escludono i commissariamenti infiniti, e semmai se ne sono fatti molti indietro. Fotografati anche da atti ufficiali come quelli della sezione di controllo della Corte dei conti che ha puntato il dito contro i danni a scuole e strada, oltre che alla inefficienza di alcuni servizi, come quelli dedicati ai disabili. Un disastro, insomma. Da cui ancora non si è usciti, tra l’altro. E che ha, tra ritardi ed errori, aperto le maglie agli interventi di chi vuole “restaurare” l’ente così com’era originariamente. Con l’ultima impugnativa il caos è completo: la legge è impugnata, quindi a forte rischio incostituzionalità, ma vigente; l’Ars non può intervenire per modificarla perché ha chiuso i battenti: il nuovo governo e il nuovo parlamento arriveranno a insediarsi nei giorni vicini alle elezioni fissate dalla stessa legge impugnata. Una Babele.

Insomma, in poche ore sul governatore sono piovute un “avviso di garanzia” della Corte dei conti e una sonora bocciatura della presidenza del Consiglio dei ministri. Ma la giornata nera del governatore non era finita lì. Perché nel frattempo è arrivata dal Tar di Palermo la pronuncia sul ricorso di Crocetta contro l’esclusione della “Lista Micari” a Messina. Altra vicenda-simbolo, altra metafora del caos. Perché la trama che porta a quel finale è una montagna russa di dichiarazioni. Dal governatore che si diceva “certo di essere candidato”, al presidente che faceva “un passo indietro, per lealtà nei confronti del partito”, dal Crocetta che chiedeva un “riconoscimento politico per il Megafono” a quello che diceva di sì alla richiesta di non presentare la lista del Megafono e di far confluire i suoi candidati nella Lista Micari “per evitare una figuraccia al candidato, come mi ha chiesto Renzi”. E così, l’epilogo non poteva che essere degno di questo caos: i documenti che in parte arrivano e in parte restano in macchina, gli orari che ballano sui verbali, il delegato che bussa a una porta chiusa e che poi, a suggello di un’era puntellata di nomine a fedelissimi, entra nell’ufficio di gabinetto del presidente a un mese esatto dal voto. Dentro quel Palazzo d’Orleans che presto Crocetta dovrà lasciare per sempre. Segnando forse con un cerchio rosso quel venerdì 13, quelle 24 ore che furono il compendio della sua esperienza di governo. Una Babilonia Crocetta.

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    Indubbiamente si sta trovando nel mezzo della discarica flatulente che altri avevano nel tempo nascosto.

    Che dire? Non ci resta che piangere su cinque anni negativamente incredibili, rovinosi per la Sicilia. Il simbolo di questi cinque anni è la foto del Presidente della Regione sdraiato vicino al mare nudo, con un giornale sul pube.

    Ma come è finita l’indagine sul castello svevo di augusta?

    Il problema di questa legislatura è stato quello di avere un presidente non accettato in primo luogo dal suo partito di provenienza : un PD che non lo ha nè supportato, nè consigliato e tantomeno difeso. Poi il cerchio magico ha fatto il resto circondandolo di tutti gli scienziati della migliore burocrazia regionale. Un parlamento regionale terrorizzato dalla paura di interrompere la legislatura, dopo le due esperienze precedenti, ha completato l’opera. Da queste macerie può nascere un nuovo Presidente capace di attaccare tutti i pezzi di questo vaso rotto ? Basta un ingegnere per un risanamento conservativo o c’è bisogno di un intervento di demolizione e ricostruzione ? A sentire solo i nomi che hanno messo nel listino viene l’orticaria… Oggi il vero quesito è : A quale candidato Presidente andranno i voti del Megafono ? A un nisseno o a un catanese ?

    Dopo cinque anni di amministrazione si deve concludere che in Sicilia non ci sono leggi che impediscano ad un presidente Crocetta di distruggere la Sicilia e di danneggiare migliaia di famiglie siciliane. E se ci sono queste leggi, esse non sono state applicate.

    Accordando alla sua vanità patologica di restare “in carica” fino alla fine, come lo desiderava lui.

    Speriamo che le sue infinite responsabilità siano tutte oggetto di attenzione dalla magistratura e corte dei conti. Avranno da lavorare ogni giorno per anni…la regione in questi 5 anni è stata governata uno schifo!

    Concordo tutto dell’articolo. Tutti hanno fatto governare costui salvaguardando i loro esclusivi privilegi, i figuri che oggi vogliono riconfermato il posto pubblico. La vicenda tragica della non riforma delle province che ha visto coinvolto e protagonista il PD , quello dei sindacalisti agiati e non dimentichiamo il Cracolici dotto legislatore ed il seguito compiacente. VERGOGNA

    Era partito troppo sparato, adesso avrà tempo per riflettere su ciò che ha combinato

    Chiusura e affondo dei 5 anni che, secondo i proclami e le promesse elettorali del governatore di Gela, avrebbero rivoluzionato la ns isola, spazzato via i privilegi, le nomine e gli incarichi di favore, riportato la legittimità in tutti gli uffici ecc. ecc. ecc. ecc. Risultato? Non possiamo negare l’evidenza che è sotto gli occhi di tutti. Tornerà a lavorare alla raffineria o in uno degli studi che ha favorito ? In alternativa potrebbe andare ad ingrossare la squadra di disoccupati che è riuscito a creare in questi anni con l’appoggio incondizionato della destra e della sinistra. Grazie di vero cuore al governatore Crocetta per TUTTO ma grazie anche, e soprattutto, ai suoi alleati, proprio a quelli che senza vergogna sono tornati a chiederci il voto nonostante non abbiano avuto il coraggio di lasciare le loro poltrone per isolarlo e farlo dimettere. Lo hanno SOSTENUTO sempre invece di scappare. Hanno accettato di tutto e anche di più. Basterebbe solo pensare alla loro accettazione silente di tutte le fasi spregiudicate della sua condotta politica (e NON), quelle più spregevoli e dannose, quelle più imbarazzanti agli occhi del mondo intero, quelle che avrebbero fatto sbiancare chiunque ma non UNO dei suoi sostenitori VERGOGNA. Di certo Crocetta non tornerà ma voi ? Perché non vi limitate, come avete fatto finora, a stargli silenziosamente vicini ? Abbiate pietà della Sicilia. Non tornate MAI più su quelle poltrone!!! Non meritate i nostri voti. Avete dimostrato di essere dei super politici con tutti i siciliani deboli ma molto e troppo deboli con chi poteva mandarvi subito a casa. Fatevi un esame di coscienza e continuate a stare vicini a Saro ma fuori dal Palazzo.

    Questo è ancora niente. Con tutti i danni che Crocetta ha fatto bisogna noleggiargli un Tir e metterli tutti dentro.

    Un applauso a tutti i siciliani che lo hanno votato ed un applauso ancora più forte a coloro che alle prossime elezioni voteranno le liste o i partiti che lo hanno sostenuto durante questi 5 disgraziatissimi anni.
    Grazie per aver reso la Sicilia 10.000 volte peggio di come era già.

    Mi chiedo il perché la Magistratura e la Corte dei Conti hanno atteso cinque anni per poi (?) intervenire. Che nessuno intervento da parte loro é stato fatto per impedire una amministrazione distruttiva sostenuta dagli accoliti di questa croce della Sicilia.

    Isolato in una cella di un monastero di claurura, oppure in un altro tipo di cella, lui ed i suoi accoliti, che sono tantissimi.

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