Quel No spinto dal vento grillino | Il voto nei fortini siciliani M5s - Live Sicilia

Quel No spinto dal vento grillino | Il voto nei fortini siciliani M5s

A Porto Empedocle il 78,6% di voti contrari alla riforma costituzionale. Cancelleri: "I siciliani hanno bocciato anche Crocetta e il Pd".

Il referendum
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PALERMO – Ida Carmina, sindaco di Porto Empedocle da cinque mesi e mezzo, rilegge il dato del No nel suo comune e sorride: “Il 78,6% di contrari alla riforma costituzionale rabberciata voluta da Renzi, è un messaggio chiaro che vuol dire anche voglia di partecipazione”. La città di Camilleri è una delle otto roccaforti del Movimento cinque stelle in Sicilia, dove il vento grillino continua a soffiare forte. Il 71,6% raggiunto dal fronte del No nell’Isola trova una delle sue ragioni nell’impegno dei Cinquestelle nel ‘Tour-No’ con i propri deputati regionali e in una serie di incontri e banchetti informativi. C’è un filo rosso che mette insieme il successo elettorale grillino alle ultime Amministrative e l’onda d’urto che ha travolto la riforma Boschi in Sicilia: un legame che non sembra risentire dello scandalo firme false che ha investito il Movimento a Palermo, dove sono indagati in 12 tra semplici attivisti e deputati. Giancarlo Cancelleri, in pole per la ricandidatura alla Presidenza della Regione, è subito passato all’incasso: “Il dato siciliano non è solo la bocciatura del governo Renzi ma soprattutto del suo maggiore sponsor nell’Isola, il governo del Pd e di Rosario Crocetta – è stato il ragionamento del primo capogruppo M5s all’Ars -. Adesso dimissioni e parola ai cittadini”.

Porto Empedocle, dove pochi giorni fa il Consiglio comunale ha dovuto dichiarare il dissesto, vince la palma del Comune siciliano targato M5s con la più alta percentuale di contrari alla riforma. Al secondo posto Bagheria, dove amministra Patrizio Cinque e dove il No ha raggiunto il 74,6%. “Nonostante il disastro finanziario di chi ci ha preceduto, anche da noi tira un’aria nuova di riscatto e consapevolezza”, spiega Carmina, che quest’estate ha vinto il ballottaggio con una percentuale molto simile a quella raggiunta dal No nella cittadina in provincia di Agrigento: a sceglierla era stato il 71,3% degli empedoclini. “Il 4 dicembre non si è votato per un partito ma per la difesa della Costituzione – ancora il sindaco di Porto Empedocle – ma è vero che esiste un filo che collega tutto: il giudizio negativo sul governo nazionale ma anche sull’esecutivo Crocetta e sul Pd siciliano”. Situazione identica anche nella vicina Favara, che a giugno ha eletto Anna Alba al ballottaggio con il 71,7%: nelle 35 sezioni in cui hanno votato i favaresi il No ha toccato quota 74,1%. 

I No superano la soglia del 70% anche ad Alcamo, città simbolo del Movimento cinque stelle made in Sicily. Qui nel 2013 Beppe Grillo toccò la percentuale più alta in Italia: oltre il 48% alla Camera, mentre al Senato il dato del M5s superò il 45%. Il voto alle Amministrative di giugno la naturale conseguenza di un trend iniziato quattro anni fa. “Nelle nostre sezioni il fronte del No è al 71,9%, un dato straordinario – sottolinea Domenico Surdi, l’uomo che ha scalzato il Pd dalla sala comandi di un comune che un tempo era feudo del centrosinistra – ma la cosa più importante è che i cittadini siano tornati a votare. Con il 63,4% Alcamo ha registrato l’affluenza più alta della provincia di Trapani. “E’ la prova che i cittadini hanno capito l’importanza di esprimere il proprio parere – ancora Surdi – e di partecipare in prima persona alla vita politica”. Alcamo è però soltanto quinta nella speciale classifica referendaria delle città Cinquestelle siciliane, preceduta da Grammichele: nella città dell’ex governatore Raffaele Lombardo, che a giugno ha eletto al primo turno Pippo Purpora, i contrari alla riforma hanno raggiunto quota 72%.

Sotto la soglia del 70% le altre tre città siciliane a guida M5s: Augusta, Pietraperzia e Ragusa. Nella cittadina siracusana, dove Cettina Di Pietro guida l’amministrazione comunale da un anno e mezzo, il fronte del No è al 68,7%. A Pietraperzia, nell’Ennese, i contrari alla riforma rappresentano il 65% dei votanti: anche qui il sindaco M5s, Antonio Bevilacqua, è in sella da giugno 2015. Chiude la classifica Ragusa, dove il risultato del Sì è leggermente più alto: nella città in cui Federico Piccitto governa da tre anni  mezzo, infatti, i voti favorevoli sono stati il 37,6%. Il No è al 62,4%: si tratta di oltre 15 punti percentuali in meno rispetto a Porto Empedocle, ma anche nel sud-est della Sicilia il vento grillino continua a soffiare.

 


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