Click day rinviato, le reazioni: "Non sappiamo se ridere o piangere"

Click day rinviato, le reazioni | “Non sappiamo se ridere o piangere”

Lo stop per problemi tecnici scatena gli attacchi al governo regionale. "In un paese normale andrebbero a casa"
BONUS SICILIA
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PALERMO – In una ventina di minuti, l’attesissimo click day per ottenere il Bonus Sicilia è passato da opportunità per le imprese a ghiotta occasione per attaccare il governo regionale. Stamattina nulla è andato come previsto, col sito sul quale provare ad aggiudicarsi i finanziamenti a fondo perduto che è risultato inaccessibile per una “problematica tecnica”. Così, mentre la Regione attende un resoconto dettagliato dal fornitore del servizio, arrivano le prime reazioni a caldo.

I cinquestelle: “L’avevamo detto”

“Altro che click day, è stato crack day: il governo regionale è presuntuoso e incompetente – tuonano i parlamentari siciliani del Movimento cinque stelle –. L’assessore Turano e tutti i responsabili di questa genialata devono andare a casa con grande vergogna e non farsi più vedere dai siciliani. Abbiamo avvisato ogni giorno il governo Musumeci che la modalità di assegnazione dei fondi alle imprese colpite dalla crisi derivante dalla pandemia sarebbe stato un flop e così è stato. Solidarietà massima alle aziende”.

“Proprio ieri – spiega il capogruppo M5s Giorgio Pasqua – avevamo reso noto come le domande caricate sul portale della Regione Siciliana dalle imprese risultavano mescolate con dati di altre aziende. Il sistema era in sostanza andato in crash ancora prima del click day. Oggi l’epilogo di un disastro annunciato con il sito in tilt e le aziende inferocite”. Mercoledì 7 ottobre la Commissione attività produttive avrà in audizione l’assessore Turano, su richiesta delle deputate cinquestelle Jose Marano, Ketty Damante e Valentina Zafarana. “Tra le altre cose – dicono – chiederemo conto all’assessore di quanto è costata questa procedura alle tasche dei contribuenti siciliani e ovviamente degli imprenditori”.

Il Pd fra ironia e toni duri

Dall’Ars arriva anche l’aspra critica di Giuseppe Lupo, capogruppo del Partito democratico, secondo cui “il click day si dimostra oggi il fallimento annunciato dal Pd e da tutte le associazioni d’impresa, colpevolmente ignorato dall’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano e dal presidente Nello Musumeci. Un governo di dilettanti allo sbaraglio, che dovrebbe dimettersi subito, che sta massacrando le attività produttive”.

“Le imprese siciliane ringraziano sentitamente la Regione e il presidente Musumeci – ironizza il segretario regionale dem, Anthony Barbagallo – che avrebbe dovuto vigilare affinché tutto, almeno stavolta, funzionasse alla perfezione. Oggi aziende e imprenditori erano davanti al computer in attesa del fatidico momento e alle 9 prima il sistema è divenuto inaccessibile, poi la comunicazione che il click day viene spostato all’8 ottobre. È una Regione allo sbando – aggiunge Barbagallo – che appena ieri aveva diffuso un comunicato per tranquillizzare tutti sull’efficienza del sistema, che non aveva subito alcuna intrusione. E oggi l’ennesima brutta figura della Regione. L’unico a non accorgersi di tutto questo è proprio Musumeci che evidentemente alle brutte figure è oramai abituato”.

“Non sappiamo se ridere o piangere – commenta su Facebook Antonello Cracolici, deputato regionale del Pd –. Dopo i proclami, all’ora X il sistema del click day è saltato per aria. Si scopre che ci sono problemi tecnici. Si rinvia a giovedì? Un’altra dimostrazione della incapacità del sistema Regione. È venuto il tempo che il governo esca dalla bolla della propaganda e faccia un bagno di umiltà ammettendo che non riesce a governare”.

Fava: “Ora un passo indietro”

Claudio Fava, presidente del Gruppo misto e dell’Antimafia regionale, sostiene che “le scuse accampate e le rassicurazioni fornite dall’assessorato regionale alle Attività produttive sono prive di fondamento: il sistema del click day scelto per l’assegnazione delle somme del bonus Sicilia alla piccola e media impresa si conferma una lotteria”. Fava aggiunge che, anche una volta risolti i problemi tecnici, “solo una richiesta su cinque otterrà risposta positiva, confermando che la sopravvivenza di migliaia di aziende dipenderà dal caso e dalla velocità di connessione. A tutto questo si aggiunge la beffa di una piattaforma già in crash dopo pochi minuti, tanto da dover rinviare a giovedì l’avvio della procedura. Altri giorni di ritardo, in attesa che il governo regionale trovi, come sempre, nuovi capri espiatori: il destino, la collera degli dei, l’anno bisestile… Assessore Turano e presidente Musumeci, un passo indietro per favore”.

La Lega chiede di più

Francesca Donato, europarlamentare della Lega, accusa il governo regionale di una mancanza di ‘polso’: “L’assessore Turano guardi in faccia il vero problema e smetta di ignorare le richieste, più volte avanzate dalle associazioni di categoria, in merito all’esigenza di una procedura che consenta a tutti gli aventi diritto di partecipare al bando in condizioni eque. Le scuse adesso non bastano. Serve invece individuare un metodo di ripartizione efficace ed equo, e pretendere dal governo Conte gli stanziamenti necessari a coprire il fabbisogno reale di sostegno alle piccole e medie imprese”.

Secondo Donato poi “è evidente, comunque, che le ragioni alla base della scelta del click day sono di tipo economico. Gli importi disponibili sono scarsi e per questo si è scelto di premiare solo chi arriva primo. Ma è proprio questo l’aspetto più iniquo: la Regione siciliana non può avallare l’abbandono del comparto produttivo isolano, ma deve pretendere dal governo nazionale i fondi necessari per sostenere le proprie piccole imprese”.

Professionisti, industriali, sindacati

Sui social esprime forte disappunto anche Fabrizio Escheri, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Palermo: “In un paese normale i responsabili di questo flop andrebbero a casa”, si legge in un suo post su Facebook.

“Il giorno del click day è arrivato e, come purtroppo temevamo, è stato subito un flop – dice il vicepresidente vicario di Sicindustria, Alessandro Albanese –. In Sicilia il sistema del click day è diventato per gli imprenditori un vero e proprio calvario. Anzi peggio. Sicindustria continua pertanto a ribadire la necessità di una maggiore efficienza ed efficacia nei processi di assegnazione delle risorse pubbliche – aggiunge Albanese – e una valutazione dei progetti da finanziare non sulla base di un sistema troppo spesso malfunzionante e basato solo sulla rapidità di un click, ma su criteri di ammissibilità e selezione oggettivi per progetti produttivi capaci di generare ricchezza”.

Tutt’altro che positivo anche il riscontro di Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai: “Un flop annunciato, frutto di una condotta politico-istituzionale slegata dal territorio e dalla realtà”, affermano i rappresentanti regionali delle quattro associazioni di categoria Nello Battiato, Giuseppe Pezzati, Maurizio Pucceri e Orazio Platania. Secondo loro il governo Musumeci è “reo di non avere dato ascolto e riscontro alla richiesta di sospensione del bando, le cui criticità e anomalie sono state solennizzate oggi con il click day andato a vuoto.

Vanno subito cambiati i criteri e le modalità di accesso al contributo a fondo perduto – sottolineano Battiato, Pezzati, Pucceri e Platania – se si vuole davvero dare un aiuto serio e concreto alle imprese che sono state penalizzate dal lockdown durante l’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia. Come organizzazione datoriale abbiamo provato a fare cambiare idea al governo regionale, spiegando nei dettagli le gravi incongruenze e i paletti incomprensibili contenuti nel bando, anche perché riteniamo poco serio destinare il Bonus Sicilia solo sulla base della velocità con cui si clicca”.

Sul disastro click day si abbatte anche la furia dei sindacati. “Errare è umano ma perseverare è diabolico – commenta Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia –. La Regione siciliana si ostina con questi catastrofici click days. Finanziare senza nessun criterio di merito, solo sulla base della velocità, è sbagliato oltre che una pia illusione. Lo diciamo da troppo tempo, devono essere adeguate sul serio le infrastrutture e le procedure informatiche reperendo e valorizzando le professionalità necessarie. Dato che i soldi ci sono bisogna spenderli ma per raggiungere degli obiettivi precisi”.


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Commenti

    125 milioni diviso 56.000 imprese accreditate fa all’incirca 2.200 euro a testa.
    Diano un piccolo contributo a tutte e ne escano fuori con dignità. Dopo il flop di oggi nessuno accetterebbe un criterio di assegnazione generato da un sistema informatico che fa acqua da tutte le parti.

    Musumeci, Turano & C., convocate la banda musicale della Forestale e vi fate suonare “Una marcia in fa”.

    Se ne usciranno con la immediata cacciata del dirigente generale.

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