CATANIA – “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”. Il giudice Paolo Borsellino con queste parole ha voluto delineare uno dei capisaldi della lotta alle mafie e al contrasto all’illegalità diffusa. La cultura alla legalità deve partire dalla formazione della nuova classe dirigente e quindi delle nuove generazioni. I giovani devono conoscere e capire i fenomeni mafiosi, comprenderne l’evoluzione e la trasformazione per poterla “allontanare”. Oggi all’istituto “Duca degli Abruzzi di Catania” (viale Artale D’Alagona, 99) ospiterà una giornata di approfondimento “Come si nutre la Mafia”. La scuola come luogo di dibattito, di riflessione ma anche di ricordo per le vittime di mafia. A conclusione dell’incontro si procederà anche all’intitolazione dell’aula riunione dell’Istituto alla memoria di Simonetta Lamberti, la bimba uccisa nel 1982 da un sicario della Camorra. L’obiettivo del killer era il padre, il giudice Alfonso Lamberti.
Tra i relatori ci sarà anche l’avvocato Manfredi Zammataro, segretario regionale dell’Associazione Codici Onlus. “Incontri come questi sono fondamentali per promuovere la cultura della legalità. Purtroppo gli ultimi fatti di cronaca dimostrano che la cultura mafiosa è ancora molto radicata a Catania e nei comuni dell’hinterland e i giovani, purtroppo, sono tra i protagonisti principali”. La riflessione di Zammataro parte da due casi di cronaca: lo striscione “di chiara cultura mafiosa” rimosso dal Questore qualche giorno fa a San Cristoforo e il caso dell’inchino al boss durante i festeggiamenti di Santa Barbara arrivato sul tavolo della Commissione Antimafia regionale. “E’ necessario – aggiunge l’avvocato – confrontarsi anche sulla pericolosa evoluzione che la mafia ha subito in questi anni”. La relazione della Direzione Nazionale Antimafia da poco presentata in Parlamento analizzando gli scenari criminali legati a “Cosa nostra siciliana” e in particolare quella catanese “parla di strategia dell’inabissamento”. La mafia si è trasformata, adattandosi ai tempi e sta approfittando della crisi economico-finanziaria. “Dobbiamo allontanare l’idea della mafia dei cento morti ammazzati degli anni Novanta, la criminalità organizzata oggi cerca legami tra i colletti bianchi e i funzionari delle istituzioni. Cerca alleati nei posti del potere per raggiungere gli obiettivi criminali”- commenta Zammataro. All’appuntamento saranno presenti la dirigente dell’Isis “Duca degli Abruzzi” Bridida Morsellino, la referente dell’istituto nautico per la Legalità Elisabetta Giustolisi, Angela Procaccini madre della piccola Simonetta Lamberti, il sostituto procuratore di Catania Alessandro Sorrentino, Dario Montana dell’associazione “Libera”, Giuseppe Agosta dell’associazione “Alfredo Agosta”, il presidente della Commissione Antimafia del’Ars Nello Musumeci e altri rappresentanti delle istituzioni civili, sociali, scolastiche e militari. Un ringraziamento speciale sarà conferito all’artista Gaetano Porcari e ai rappresentanti del vivaio “Feudogrande”.

