PALERMO – Undici ore di interrogatorio. Carmelo Scelta risponde alle domande del giudice Walter Turturici, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Enrico Sanseverino.
Si difende a tutto campo. Non è lui il perno del sistema per l’affidamento clientelare di consulenze per milioni di euro in aeroporto, così come gli viene contestato dai pubblici ministeri Leonardo Agueci, Luca Battinieri e Claudia Ferrari. Dice che lui, in quando direttore generale, non aveva potere di spesa né di attribuzione di incarichi. Tutte le consulenze passavano al vaglio del consiglio di amministrazione, dell’amministratore delegato e del collegio sindacale.
Come dire, atri e non lui sarebbero i responsabili del giro di incarichi milionari per la progettazione del nuovo aeroporto Falcone e Borsellino. Una ricostruzione che cozza con le conversazioni intercettate dell’ex direttore generale, che ha anche smentito che sia stata sua la decisione di spacchettare il piano in una miriade di microprogetti per aggirare la norma che obbliga a celebrare una gara con evidenza pubblica. Scelta si trova agli arresti domiciliari.

