Il Coronavirus svuota gli aerei | Boom di disdette, caos call center - Live Sicilia

Il Coronavirus svuota gli aerei | Boom di disdette, caos call center

Foto d'archivio

I passeggeri hanno paura. Le defezioni al Falcone e Borsellino. Il 'bollettino' del call center

Palermo
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PALERMO – Il panico da Covid-19 intacca la quotidianità con la stessa rapidità del virus. In questi giorni ne stanno avendo prova le principali compagnie aeree attive anche nellaeroporto Falcone e Borsellino, dove si registrano forti cali dei passeggeri rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Più il Coronavirus dilaga nel Paese, più la ‘macchina’ delle prenotazioni subisce il contraccolpo: i passeggeri hanno paura e fanno presente di non voler più intraprendere i viaggi prenotati, compresi quelli in programma fra mesi, e i call center devono gestire migliaia di casi che non sempre prevedono la ricollocazione o il rimborso totale (qui i dettagli sulle procedure per ottenere i rimborsi).

Così le compagnie corrono ai ripari e tagliano la frequenza dei voli per limitare i danni economici. Nel caso di Alitalia, a quanto si apprende le riduzioni riguardano i voli Palermo-Roma che passano da 14 a 10 al giorno, mentre è in atto fino al 3 aprile un ridimensionamento su scala nazionale dei voli da e per Milano Linate (6 quelli in partenza da Palermo, stando alle ultime informazioni). L’ufficio stampa della compagnia spiega che i passeggeri interessati sono stati avvertiti e riprotetti su altri voli, con la possibilità di rimborso in caso di rinuncia al viaggio. In generale, Alitalia fa sapere che dal 24 febbraio “è aumentato in maniera anomala il tasso di non presentazione in aeroporto di passeggeri prenotati”, e che il ritmo delle prenotazioni ha subito un forte rallentamento.

“Diverse linee guida disincentivanti i viaggi verso l’Italia stanno avendo particolare effetto sulla domanda dai mercati esteri”, spiega ancora Alitalia, che ha “proceduto a cancellare i collegamenti con un grande numero di posti non occupati per l’effetto che il Coronavirus ha determinato nei comportamenti di viaggio dei volatori”. La compagnia precisa che “nel complesso tutti gli interventi di riduzione della capacità intrapresi su oltre 70 rotte nazionali e internazionali sono riconducibili alla minore domanda, dovuta anche all’accresciuto numero di restrizioni ai voli e ai passeggeri provenienti dall’Italia”.

Uno dei punti di riferimento dei clienti di tutta Italia si trova nel capoluogo siciliano: è il call center Almaviva Contact, che gestisce una commessa di Alitalia. Il sito di Palermo fronteggia oltre duecento chiamate in coda per tutto il giorno, col totale delle lavorazioni che si attesterebbe a decine di migliaia di richieste trattate dalla fine di febbraio a oggi. Al netto delle cancellazioni di cui Alitalia si è occupata automaticamente, dal call center confermano che la reazione a catena non parte dalla compagnia ma dai passeggeri: le numerose richieste di cancellazione portano allo svuotamento degli aerei e quindi alla soppressione dei voli.

In questi giorni difficili, i dipendenti di Almaviva cercano di dare ogni delucidazione possibile: “Da un lato la compagnia sta cancellando in emergenza i voli vuoti per un problema di sostenibilità economica, dall’altro lato ci sono clienti che richiedono rimborsi non previsti dalla normativa – spiega Eliana Puma, rsu Fistel Cisl e impiegata nella commessa Alitalia –. La prassi quindi è questa: chi è residente o ha domicilio oppure lavora nella zona rossa riceve il rimborso totale, ma tutto il resto dei passeggeri è soggetto alla politica delle cancellazioni su richiesta personale. Ci sono tariffe che prevedono il rimborso, ma negli altri casi attualmente non si può far altro che restituire le tasse aeroportuali”.

Misure drastiche anche sul fronte Ryanair, con la compagnia low cost irlandese che ha ridotto il numero di voli da e per l’aeroporto di Palermo e starebbe valutando anche una riduzione delle tratte che fanno scalo al Falcone Borsellino. A livello nazionale, attualmente Ryanair ha tagliato il 25 per cento delle rotte almeno fino all’8 aprile.

La diffusione del virus ha determinato un calo delle prenotazioni anche per Volotea, definito “molto significativo in Italia. Sempre nel nostro Paese – aggiunge la compagnia – si è verificato anche un incremento nel numero di passeggeri che non si presentano in aeroporto. Ciò ha portato il vettore a rimodulare la sua offerta, riducendo di 190 voli le operazioni nel suo network, principalmente in Italia e sulle rotte internazionali verso l’Italia”. L’adeguamento annunciato interesserà il mercato fino al 30 aprile ma, data l’evoluzione incerta dell’emergenza, Volotea sottolinea che “almeno fino a quando la situazione del Covid-19 non sarà migliorata, la sua offerta verrà regolarmente adattata”.

La flessione viene registrata anche dalla Gesap, società che gestisce l’aeroporto palermitano. Secondo i dati dell’ufficio statistiche, a febbraio è stato registrato un calo dell’1,41 per cento rispetto al 2019 (372.827 contro 378.156), “anche a seguito del calo tra il 30 e il 40 per cento dei viaggiatori nell’ultima settimana di febbraio, per la brusca frenata globale del traffico passeggeri causata dall’emergenza sanitaria” legata al Coronavirus. Gesap conclude che “il saldo sull’anno rimane comunque positivo con +2,89 per cento”.


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