Correttivi, Comune in ritardo| Bacchettata della Corte dei Conti

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I magistrati mettono nero su bianco lo sforamento dei termini

PALERMO – La Corte dei Conti torna a bacchettare il comune di Palermo. Palazzo delle Aquile ha infatti sì approvato i correttivi chiesti dai magistrati lo scorso agosto, ma lo ha fatto fuori tempo massimo, cioè oltre i 60 giorni che erano stati dati dalla Corte. Un ritardo che ha costretto i magistrati a far rientrare l’esame della delibera nel successivo ciclo di controllo.

La vicenda è stata al centro di una adunanza del 19 dicembre scorso, quando la Sezione di controllo per la Sicilia (presidente Luciana Savagnone, consigliere Ignazio Tozzo e relatore Francesco Antonio Cancilla) si è riunta proprio per censurare il comportamento del comune di Palermo. I magistrati contabili, il 2 agosto 2018, avevano infatti depositato la deliberazione sui rendiconti 2015 e 2016 e sul previsionale 2016 dando all’amministrazione due mesi per approvare una serie di correttivi, quindi entro ottobre.

Ma il comune non ha fatto in tempo. Il 5 ottobre si è limitato a una relazione, ha approvato la delibera in giunta il 14 novembre e in consiglio comunale il 17 dicembre, anche se l’atto è materialmente arrivato a Sala delle Lapidi solo cinque giorni prima. “Il collegio – si legge nella pronuncia dello scorso dicembre, inviata ieri al consiglio, al sindaco e ai revisori – osserva il notevole ritardo con il quale il comune ha provveduto all’adozione delle misure correttive”. “L’assunzione delle misure – scrivono i magistrati – sarebbe dovuta avvenire entro i successivi 60 giorni; per contro la deliberazione consiliare è stata approvata ben oltre il termine. E’ quindi palese il ritardo dell’amministrazione”. Il che fa slittare l’esame al prossimo ciclo di controllo.

“La Corte dei Conti bacchetta il consiglio comunale per il ritardo con il quale sono state adottate le misure correttive, ma in realtà al nostro organo la proposta di deliberazione é stata inoltrata l’11 dicembre – dice Ugo Forello del M5s – Il consiglio, quindi, in soli sei giorni ha affrontato questo importante atto, procedendo alla sua approvazione. Purtroppo, anche in questo caso, il ritardo é da addebitare esclusivamente all’inerzia dell’amministrazione attiva, che in questo caso, così come in tanti altri non é capace di dare risposte adeguate e nei tempi dovuti”.

“Serve un chiarimento sul ruolo del consiglio comunale – ha detto in Aula il capogruppo di Forza Italia, Giulio Tantillo – Chiedo che la Presidenza faccia presente all’amministrazione questa vicenda: vogliamo sapere formalmente dagli uffici quali sono i motivi per cui l’atto è arrivato all’ordine del giorno dopo la scadenza dei termini, la cosa è inaccettabile e non va ripetuta in futuro”.

“La delibera è di agosto, a settembre il sindaco ha incaricato il Segretario generale e il Ragioniere generale di predisporre la delibera – ha detto in consiglioil presidente Totò Orlando – Credo ci sia stato un problema di collezione dei documenti dei vari uffici. Il consiglio ha comunque approvato entro i cinque giorni dall’arrivo della delibera”.

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