Corte dei Conti, condannato l'ex direttore Iacp di Catania

Corte dei Conti, condannato l’ex direttore Iacp di Catania

Condannato presidente Iacp
Calogero Punturo dovrà risarcire l'istituto delle case popolari con 153 mila euro.
LA SENTENZA
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CATANIA (CT) – I giudici della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, presieduta da Giuseppa Maneggio, hanno condannato l’ex direttore dello Iacp di Catania Calogero Punturo a risarcire l’istituto delle case popolari con 153 mila euro. Sono stati assolti i commissari Natale Zuccarello, Gaetano Laudani, Concetta Carla Luisa Foti, Calogero Beringheli.

Secondo quanto accertato dalla procura contabile diretta da Gianluca Albo, l’ex direttore “aveva proceduto a liquidarsi – si legge nella sentenza – con atti a propria firma, somme a titolo di trattamento economico e aveva corrisposto alla dirigenza nel corso degli anni somme eccedenti il limite di centomila euro”. La difesa del direttore ha affermato che quanto liquidato era nel pieno rispetto delle norme e il potere di vigilanza della Regione sugli Iacp non si estende al trattamento economico dei dipendenti e dei dirigenti che risulta costituzionalmente sottratto alle competenze legislative regionali e conseguentemente affidato, quanto ai principi generali, alla legislazione esclusiva dello Stato.

Secondo i giudici “le norme sanciscono in maniera inequivocabile – si legge nella sentenza – il principio della onnicomprensività del trattamento economico dei dirigenti che, alle funzioni svolte (indennità di funzione) ed ai risultati raggiunti (indennità di risultato). E sancito dalle norme anche l’esclusività delle prestazioni dei dirigenti pubblici e di onnicomprensività del relativo trattamento economico, nei confronti di tutte le Amministrazioni”.

Per i giudici “sussiste l’antigiuridicità della condotta dell’ex direttore che ha provveduto a liquidarsi, unilateralmente e in violazione dei riferiti precetti normativi, l’indennità di posizione ad interim per il 2015 e per il 2017. Anche per quanto riguarda il danno correlato all’indebita percezione dell’indennità di risultato per il 2014, il Collegio ritiene illegittima l’erogazione, risultando violato l regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi”. La sentenza di primo grado sarà appellata. (ANSA).


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