Il cortometraggio "Antonino": storie di minori a rischio

Il cortometraggio “Antonino”: storie di minori a rischio

Le dichiarazioni del presidente del tribunale dei minori di Catania, Roberto Di Bella

CATANIA – Mancano poche ore all’anteprima di Antonino. Il cortometraggio scritto e diretto da Angelo Campolo. Che sarà proiettato giovedì 24 ottobre alle 13 alla Casa del Cinema (Sala Cinecittà, Villa Borghese), nella vetrina NUOVO IMAIE delle Giornate della Festa del Cinema di Roma.

Appuntamento poi alle 19:00 al The Cineclub (Via Lidia 46, Roma) per una nuova proiezione e talk, moderato dalla giornalista Valeria Usai. Con Angelo Campolo, ci saranno Giuseppe Ministeri e Mariaclara Spartà di Gran Mirci Film. E agli attori e attrici Lorenzo Nocella, Irene Muscarà e Giovanni Moschella.

Il cortometraggio “Antonino”

Antonino racconta un incontro fragile e tenace. Quello tra un ragazzo che ha smesso di credere e avere fiducia negli altri e un artista, chiamato a condurre in un laboratorio teatrale per adolescenti in messa alla prova. Che decide di restare, anche quando sembra impossibile. In una stanza silenziosa, un ragazzo tiene il mondo chiuso negli occhi bassi e nelle braccia conserte.

Si chiama Antonino e il suo silenzio è un racconto in attesa di voce. Di fronte a lui, Angelo prova ad avvicinarsi con attenzione. Cercando nelle parole e nei gesti un punto d’incontro, uno spazio possibile tra due vite che si osservano per capirsi.

“Il desiderio di restituire verità”

“Penso ad Antonino come un film che interroga anche chi educa. La cronaca racconta la tragedia dei casi di minori che si macchiano di reati, ma c’è un “prima”, un antefatto, su cui oggi più che mai è necessario intervenire ed è urgente raccontare per poter comprendere a fondo le cause che hanno portato a quell’epilogo – spiega l’autore, attore e regista Angelo Campolo –. Il film nasce dal desiderio di restituire la verità di relazioni imperfette ma sincere, quelle che ogni giorno si costruiscono dentro comunità, uffici e laboratori lontani dai riflettori.

Ho cercato di tradurre questo in una forma semplice, quasi documentaristica, nel rispetto delle persone e delle realtà in cui tutto è nato”. Antonino è un invito a guardare senza paura, a restare accanto a chi cerca una seconda possibilità, e a scoprire che, a volte, basta un gesto, uno sguardo, una parola per cambiare una vita.

Protagonista del cortometraggio, Antonino, (nome di fantasia) oggi adulto e padre, ripensa così a quell’esperienza: “Quel laboratorio me lo ricordo bene, è stata una delle esperienze più particolari della mia vita. Mi fa piacere sapere che la mia storia abbia ispirato un film. All’inizio non capivo il senso di quegli esercizi, poi con gli altri ragazzi abbiamo capito quello che ci stava proponendo Angelo e siamo diventati una squadra.

Spero che il corto faccia pensare ai giovani che, come il me allora, a volte fanno cose senza riflettere. Oggi cerco di insegnare a mio figlio amore e rispetto per la famiglia – aggiunge -. Non è facile lasciarsi alle spalle i problemi con la giustizia, soprattutto quando sei un ragazzino. Ma cerco sempre di impegnarmi e di meritarmi l’affetto delle persone che mi stanno vicino”.

Il film nasce dal lavoro di teatro sociale della DAF Project, che da anni accompagna ragazzi in percorsi di messa alla prova, restituendo loro la possibilità di raccontarsi attraverso l’arte.

Liberi di scegliere

“Il teatro sociale della DAF Project è da anni un formidabile supporto per il progetto Liberi di Scegliere – racconta Roberto Di Bella, ideatore del progetto e presidente del Tribunale dei Minori di Catania –. La professionalità, le capacità empatiche e relazionali di Angelo Campolo hanno consentito di allargare gli orizzonti culturali di tanti ragazzi “difficili” e apparentemente irrecuperabili. A Catania, come a Reggio Calabria e in altre località del nostro Paese – continua il giudice Di Bella – tanti ragazzi hanno scoperto talenti che pensavano di non possedere.

Hanno utilizzato lo strumento del teatro sociale, accompagnati dalla delicatezza di Campolo, per esternare le loro sofferenze ma anche le loro speranze di riscatto. Sono ancora impressi nella mente di tutti noi operatori della Giustizia le lacrime di commozione, al termine degli spettacoli. Di ragazzi che non hanno mai ricevuto in vita loro un applauso o un riconoscimento.

Un’opera d’integrazione sociale e rilancio culturale, prima ancora che rieducativa, che deve essere assolutamente sostenuta. Il teatro sociale dovrebbe entrare stabilmente nei progetti della Giustizia minorile e non solo. Un progetto – conclude – che ha dimostrato e dimostra quotidianamente che non esistono giovani irrecuperabili. E che la mancanza di opportunità culturali è la genesi di tante situazioni di disagio”.

In linea con questo percorso, Angelo Campolo condurrà nei prossimi giorni una serie di incontri in diretta dalla sua pagina Instagram, per dialogare sui temi del film: dai percorsi di messa alla prova alla responsabilità educativa, confrontandosi con chi ogni giorno accompagna i giovani verso il riscatto.

Il primo appuntamento è per mercoledì 22 ottobre alle 15, insieme a Nino Lo Presti, psicologo, psicoterapeuta e giudice onorario del Tribunale per i Minorenni di Messina.


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