CATANIA. “Sono felice di avere trascorso questi giorni a bordo della nave per difendere i diritti delle persone. Ma non posso dire di essere felice e soddisfatto di questa situazione”.
Il responsabile operazioni di Sos Humanity, Till Rummenhohl, parla ai giornalisti presenti al Molo 25 del Porto di Catania. La sua nave, con ogni probabilità, ripartirà nel pomeriggio.
“Abbiamo fatto di tutto per loro perché potessero scendere e chiedere asilo come è loro diritto – prosegue-. Abbiamo anche chiesto di cancellare il decreto del governo italiano perché ingiusto e illegale, tutte le persone in emergenza in mare devono essere salvate e accolte come prescrive la legge marittima”.
Ma ora la partita diventa di più ampia portata. Anche nella mattinata di oggi si sono susseguite le prese di posizione in una Catania che, però, pare avere assistito quasi distaccata a quanto è accaduto in questi giorni.
“Ha vinto il coraggio della verità che ha riconosciuto nel volto di queste persone quello di uomini e donne con una inalienabile dignità e per noi cristiani, sempre e comunque, fratelli – ha spiegato L’Arcivescovo Luigi Renna – il buon senso delle istituzioni; l’opera dei medici che hanno agito secondo scienza e coscienza, a cui va immensa riconoscenza di tutti; l’opera, fedele alla propria alta vocazione, della Protezione civile e della Croce Rossa.
Ora guardiamo al futuro perché tutto ciò che è avvenuto in questi giorni a Catania sia prevenuto ed inizi una nuova stagione, a livello nazionale ed europeo, nella quale la qualità della nostra civiltà sia anche sinonimo di accoglienza responsabile e condivisa di chi fugge in cerca di speranza”, prosegue. “Nell’incontro seppur fugace di domenica sera sulla banchina del porto, ho percepito – dice Renna – che una umanità dolente, così simile ai vinti del nostro Giovanni Verga, sullo stesso mare dei Malavoglia, chiedeva di vincere una partita difficile quella della vita, che può essere affrontata solo con una legislazione lungimirante ed una solidarietà capace di affrontare le urgenze”.
“Al porto di Catania ha vinto l’abbraccio”. Lo afferma la comunità di Sant’Egidio che esprime “gioia per l’avvenuta accoglienza degli ospiti delle navi Humanity1 e Geo Barents”. “Ha prevalso il buon senso – aggiungono dalla comunità superando il criterio di selettività sperimentato a Catania e permettendo finalmente l’abbraccio tra chi accoglie e chi è accolto. “Siamo sinceramente contenti e grati per la reazione di tanti cittadini catanesi – afferma il presidente Emiliano Abramo – che in questi giorni si sono riversati al porto a presidiare ed inneggiare all’accoglienza: studenti, associazioni, il vescovo Renna e l’imam di Catania, parlamentari, singoli cittadini, persino bambini! Catania si conferma città umana e solidale”.
Nel frattempo, resta la questione politica. Ed al di là delle scaramuccie a salve e di rito di questi giorni, al di là della palla buttata dall’altra parte del campo, l’impressione è che quello dei migranti in rotta verso le coste siciliane venga utilizzato volutamente come terreno di battaglia tra le coalizioni.
In nome e per conto di un panorama politico complessivo ancora alla ricerca di una propria identità.
