PALERMO – Un confronto aperto sulle idee per il futuro della città e sul percorso politico verso le elezioni comunali del 2027. È questo il senso dell’iniziativa “Fare Palermo 2027”, il cantiere promosso dall’associazione “Cose Nuove”, progetto dell’area Left Wing legata al deputato del Partito Democratico Matteo Orfini e in Sicilia rappresentata da Antonio Rubino.
L’incontro, che ha visto la partecipazione di oltre cento tra esperti e operatori del territorio, si è articolato in dieci tavoli tematici dedicati ai principali nodi della città: mobilità, lavoro, sostenibilità, sicurezza, scuola, diritti, cultura e turismo, sport e sociale. Ad aprire i lavori è stata la portavoce di “Cose Nuove”, Chiara Puccio.
L’appuntamento ha rappresentato anche un momento politico significativo: allo stesso tavolo si sono ritrovati esponenti delle principali forze del cosiddetto campo largo. Tra i presenti, oltre a Orfini e Rubino, anche Steni Di Piazza per il M5S, Davide Faraone per Italia Viva, Fabio Giambrone per AVS, la segretaria provinciale del PD Teresa Piccione e il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera.
“Abbiamo deciso di anticipare di un anno la discussione su Palermo per evitare disastri futuri”, ha spiegato Rubino. “Ora bisogna definire rapidamente il perimetro della coalizione e la guida della sfida al centrodestra. Per noi le primarie restano lo strumento principe: il candidato sindaco non si sceglie in 30 ma in 30 mila”.
Sulla stessa linea Orfini, che ha invitato il centrosinistra a non considerare la Sicilia “persa in partenza”. “Se vogliamo tornare a vincere dobbiamo aprirci alla società e far scegliere alle persone. Eravamo favorevoli alle primarie per il segretario regionale del PD, a maggior ragione lo siamo per il candidato sindaco di Palermo”.

