Covid, errori e dubbi | La macchia della scienza

Covid, errori e dubbi | La macchia della scienza

Commenti

    Caro Roberto a volte capita che gli uomini pur di parlare, pur di soddisfare il desiderio della medaglietta al collo “c’ero anch’io” sono pronti a dire la propria anche quando questa non ha alcun fondamento esperienziale. Vedi, per esempio, ti racconto la storiella del “prodotto”. Praticamente se tu chiami un operaio per un problema di “umidità” sul muro di casa, lui ti dirà che c’è un prodotto che si passa e ti risolve il problema In poche ore. Oppure, hai i balconi che si scrostano o l’inferriata che si ossida? Nessun problema: c’è il prodotto. Quando però chiedi come si chiama il “prodotto” e dove lo vendano, ti diranno…ma ce l’aveva il ferramenta di via…..mio fratello l’ha comprato…..mio cugino che vive in Germania mi ha detto che c’è una ditta….comunque eventualmente può provare da “Leluamellen” (tutto unito). Ora, purtroppo, in contesti un po’ più organizzati, può essere accaduto tutto questo….ma caro fratellino….è la vita. Ma una cosa ti dico a quattr’occhi:《 il Covid mi ha insegnato a guardare la gente negli occhi e adesso so di che colore sono quelli tuoi…..(prodotto permettendo)….》

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Voto segreto all’Ars: “I soldi del Ponte per la ricostruzione dopo il ciclone Harry” Da cittadino penso penso che ci sono situazioni difficili in cui è necessario fermarsi e riflettere. I ponti sono stati sempre una sfida per l''uomo ma non sempre la sfida è la stessa, la storia ce lo insegna. Oggi la sfida è quella del cambiamento climatico, della tutela ambientale . Rinunciamo al ponte e accettiamo la sfida della tutela ambientale. La nostra vita, salute e sicurezza, dipende in gran misura dai nostri governanti, abbiano coraggio e prospettiva; rileggano la storia della "Val di Noto".

consapevoli che da sempre è esistito il disinteresse per le vicende dell'isola, avremmo dovuto essere ancora più parsimoniosi e attenti nello spendere le risorse nostre e gli aiuti ( pochi oggi, in passato sovente consistenti ) del Governo centrale. Andando dietro nel tempo, ricordiamo quanto sia costata la ricostruzione del Belice; qualche fonte attendibile sostiene che la sola Gibbellina nel tempo abbia assorbito più fondi che l'intero Friuli rimesso ( realmente ) in sesto dopo il terremoto; peraltro successivo a quello siciliano del '68 . L'episodio di questi giorni, in cui La Vardera ha fatto approvare uno stanziamento di un milione, facendo leva su un dispositivo provocatoriamente farlocco, è ulteriore riprova che i soldi vengono spesi come se fossero "utili", un esubero oltre alle necessità ordinarie e straordinarie di una Regione povera, abitata da gente tra la più povera della comunità europea. Quando poi accadono catastrofi straordinarie, dimentichiamo che abbiamo perso in credibilità nei confronti di un Governo centrale che, a sua volta, ha il sacco quasi vuoto perchè deve farei conti con altre furberie ( tutto il mondo è paese ); le mascherine a tempo di COVID acquistate a peso d'oro, la finanza creativa generatrice di truffe dovuta al Superbonus, i costi delle inutili sovrastrutture della burocrazia di Stato ( es. le Province che vanno e vengono a secondo degli umori politici ), i salvataggi di Montepaschi ed Alitalia etc. etc. le tante cose che conosciamo e che dovrebbero insegnare che l'oculatezza nello spendere i pochi soldi che abbiamo è una virtù che non possiamo più trascurare. Ragion per cui, anche se la Magistratura non sanzionerà i responsabili di alcune più recenti vicende su cui sono in corso indagini, etica e buon senso ci dice che non possiamo continuare a finanziare le sagre paesane della salziccia, gli improbabili eventi culturali di Agrigento città della Cultura e tante altre iniziative in contrasto con il principio del rigore. Meno che mai stanziare qualche milione per una mostra fotografica in occasione del festival di Cannes che ai fini dell'immagine promuove solo quella di una Sicilia allegra e spendacciona.

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