Covid, medici sospesi uno su quattro ha deciso di vaccinarsi - Live Sicilia

Covid, medici sospesi uno su quattro ha deciso di vaccinarsi

Più di mille rimangono a casa senza poter esercitare la professione
CORONAVIRUS
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Il DL 44 impone di sospendere i medici non vaccinati contro il Covid e uno su quattro di quelli sospesi ha deciso di vaccinarsi, in modo tale da tornare ad esercitare la professione. A comunicarlo è la Fnomceo, Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri che riceve via via il flusso di dati dagli Ordini provinciali.

Su 106 totali, sono 84 gli Ordini che hanno comunicato almeno una sospensione. Sospensioni che, sinora, sono state 2365, delle quali 598 revocate per avvenuta vaccinazione. Rimangono sospesi, attualmente, 1767 professionisti su 468.000 iscritti agli albi dei medici e degli odontoiatri.

“Il quadro si va via via completando, e aumentano, sia in valore assoluto sia in percentuale rispetto al totale dei sospesi, i colleghi per i quali la sospensione dagli Albi è servita in qualche modo da ‘pungolo’ – osserva il Presidente della Fnomceo, Filippo Anelli -. All’appello mancano 22 Ordini, che non hanno ancora ricevuto i nominativi degli iscritti sospesi. Altri Ordini ne hanno ricevuto solo una parte. È facile pensare che, con molta probabilità, questi professionisti stiano ancora esercitando la professione. L’invito è quindi a concludere al più presto l’iter per la sospensione e la comunicazione dei nominativi agli Ordini per gli opportuni adempimenti”.

“Questa pandemia, che ci tiene ancora in grande apprensione per lo sviluppo della quarta ondata, soprattutto in Europa, mostra come il virus che causa Covid non sia domato e come le terribili conseguenze, nel nostro Paese, siano contenute solo grazie all’alta adesione alla campagna vaccinale – aggiunge -. Per i sanitari, questa vaccinazione è oramai considerata un requisito essenziale per l’esercizio della professione, così come definito dalla legge: non può esserci medico che non crede all’efficacia del vaccino. Per questo servono norme chiare e adeguate, di facile e uniforme attuazione, in modo tale che il messaggio sulla validità del vaccino parta proprio dai professionisti della salute, testimoni della sua straordinaria efficacia”.

“I dati elaborati oggi dalla Fiaso ci dicono che il 42% degli operatori sanitari ha già ricevuto la dose booster – conclude Anelli -. Dobbiamo accelerare e dobbiamo far sì che i medici che, senza motivi clinici, non si vaccinano non possano esercitare la professione. Per questo serve un sistema semplice e chiaro per individuarli, in modo da poter intervenire”.


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