CATANIA – Un anno di lotta. Sono state le piccole gioie che hanno dato “la carica” necessaria per ripartire il giorno dopo. Ettore Panascia racconta i suoi primi dodici mesi come direttore dell’unità operativa di Anestesia e Rianimazione del Policlinico di Catania. Un incarico che è arrivato in piena pandemia. Precisamente nel corso della seconda ondata che ha messo a dura prova la tenuta del sistema sanitario siciliano. Ed è proprio la terapia intensiva la zona di trincea in questa guerra che – purtroppo – continua a lasciare vittime in campo. Ma l’equipe del primario non molla. Nemmeno quando tutto sembra disperato.
Ettore Panascia è anche il responsabile dei due posti letto – gli unici per tutta la Sicilia Orientale – di ventilazione extracorporea Ecmo. “Ci sono stati momenti in cui ne usciva uno e ne entrava subito un altro”, racconta. E con un piccolo brivido alla schiena ammette: “Siamo riusciti a salvare molte vite. Non c’è niente di più appagante per un medico”.
Ci sono stati momenti anche molto duri. “Le dico con grande sincerità che la perdita della giovane mamma di Pachino ci ha lasciato un grande dolore a tutti. Così come l’anno scorso la scomparsa del 29enne”. Ettore Panascia mostra tutta la sua umanità mentre guarda le sue mani e racconta quei momenti di abbattimento e delusione.
Ma un medico non può farsi fermarsi, perché c’è sempre un paziente che ha bisogno di cure. Ma alla morte non ci si abitua mai. Mai.
Un’altra luce in questo tunnel buio – che pare interminabile – è stato l’evento dedicato a Jack Giustolisi, l’atleta catanese salvato dopo un lunghissimo calvario. “Le devo confessare che mi sono emozionato”, racconta Panascia. Che però vuole guardare al futuro: “I numeri non sono quelli dello scorso anno. E sicuramente il vaccino non fa arrivare in terapia intensiva. Ora la mia speranza è che il covid diventi endemico e quindi meno aggressivo”.
“Al momento al reparto di Rianimazione del San Marco sono ricoverati 7 pazienti, al reparto di Malattie Infettive sono occupati 13 posti. In terapia intensiva ci sono per lo più persone non vaccinate o anziani con comorbidità che hanno concluso il ciclo vaccinale almeno da 4 mesi”, spiega ancora Panascia. Da giovedì al reparto Ecmo è arrivato un 60enne non vaccinato che era ricoverato al Cannizzaro. “Il paziente è monitorato. Il polmone resterà a riposo per almeno una settimana e poi decideremo come proseguire”, spiega Panascia. “Ma le ripeto i numeri ci dicono che la situazione al momento è sotto controllo. Siamo lontani da quanto avvenuto l’anno scorso. Questo periodo ricordo che era devastante. Una vera e propria tragedia”.
Il 2022 potrebbe essere l’anno per vincere la guerra contro il Covid? “Speriamo”.

