Un embrione “ibrido”, nato dalla combinazione di cellule staminali umane e suine, che un giorno potrà portare alla produzione di organi trapiantabili: è il risultato di un progetto di ricerca condotto dal Salk Institute of Biological Studies e descritto sulla rivista “Cell”. Gli scienziati americani hanno iniettato cellule staminali umane nell’embrione di un maiale, poi impiantato nell’utero di una scrofa per permettergli di crescere. Dopo quattro settimane, le cellule staminali si erano sviluppate nei precursori di vari tipi di tessuti, inclusi cuore, fegato e neuroni.
“Questo è un importantissimo primo passo verso lo sviluppo di embrioni animali con organi umani funzionanti”, ha detto il ricercatore Juan Carlos Izpisua Belmonte, professore del Salk Institute of Biological Studies. “L’obiettivo finale è produrre tessuti o organi funzionanti trapiantabili, ma siamo ancora lontani”, ha aggiunto.

