Crocetta ci ripensa e dice sì a Renzi | In Sicilia due termovalorizzatori

Crocetta ci ripensa e dice sì a Renzi | In Sicilia due termovalorizzatori

Crocetta ci ripensa e dice sì a Renzi | In Sicilia due termovalorizzatori

Approvato in conferenza Stato-Regioni il decreto sugli inceneritori col parere favorevole del governatore che nei giorni scorsi aveva prima presentato una proposta alternativa, quindi parlato di "abuso". Faraone: "Basta chiacchiere, finalmente si fa sul serio".

 

PALERMO – È arrivato l’ultimo via libera. In Sicilia sorgeranno due grandi termovalorizzatori. Oggi la Conferenza Stato-Regioni ha di fatto ratificato la decisione presa già pochi giorni fa. In quell’occasione, si è deciso di attendere qualche giorno per eventuali controproposte delle Regioni.

Oggi, come detto, è arrivato il via libera al decreto del governo Renzi. Ma c’è una sorpresa. L’esecutivo di Crocetta ha dato il proprio parere favorevole allo schema nazionale. Nonostante nei mesi scorsi avesse dapprima avanzato una proposta alternativa, quella di sei piccoli termovalorizzatori. Quindi, tramite il governatore aveva protestato: “Il governo Renzi – ha detto Crocetta due settimane fa – non imponga maxi termovalorizzatori, ci lasci stabilire in accordo con i comuni le dimensioni delle strutture”, mentre all’agenzia Adnkronos il presidente parlava di “abuso assoluto”. Un abuso evidentemente “sanato”, visto che oggi, dopo il fuoco e le fiamme, è arrivato il sì anche della Regione siciliana.

Un via libera condiviso con quasi tutte le altre Regioni d’Italia (contrarie solo Lombardia e Campania) che hanno quindi approvato le norme dell’articolo 35 dello Sblocca Italia nella parte riguardante la realizzazione di una rete nazionale di termovalorizzatori che copra il fabbisogno delle Regioni ancora scoperte in relazione al trattamento dei rifiuti.

L’annuncio è arrivato nel pomeriggio dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. “Abbiamo raggiunto un buon risultato, abbiamo avuto tutti pareri favorevoli salvo Lombardia e Campania che hanno espresso parere negativo – spiega Galletti all’agenzia Dire – non era un passaggio facile l’applicazione dell’articolo 35 dello Sblocca Italia”. Di fatto, “con questo articolo, si rompe il principio dell’autosufficienza dello smaltimento dei rifiuti a livello regionale e si crea una rete unica di smaltimento a livello nazionale- aggiunge il ministro- questo ci aiuta molto ad impostare un lavoro serio e ci serve anche per contrastare le infrazioni comunitarie cui l’Italia è esposta”.

“Finalmente si fa sul serio, basta chiacchiere. Anche la Sicilia si avvia seriamente a risolvere la questione dei rifiuti, una questione al collasso e ostaggio di totem ideologici sbandierati per ostacolare il progresso. Finalmente il via libera definitivo in Conferenza Stato-Regioni all’articolo dello Sblocca Italia che riguarda la realizzazione di inceneritori”. Questo il commento del sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone. “La Sicilia – continua – entra a far parte di una rete nazionale virtuosa e programmata che consentirà di lavorare in maniera seria e allo stesso livello degli altri paesi europei. Un primo passo per il cambiamento è stato fatto. Proseguiamo in questo percorso, dicendo addio alle discariche, potenziando la raccolta differenziata, dicendo sì a impianti di recupero energetico, basati su moderne tecnologie e a impatto zero. Proviamo a guardare i rifiuti non come elemento a perdere ma come risorsa su cui investire”.

La notizia del via libera a due termovalorizzatori in Sicilia già nei giorni scorsi aveva suscitato un coro di reazioni negative, anche interne al Pd. Oltre alle proteste del presidente della Regione, infatti, si erano detti contrari, tra gli altri, l’assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici, che aveva parlato di “proposta giunta da chi non ha idea di cosa sia la Sicilia. Spero se ne rendano conto”, e il deputato nazionale Franco Ribaudo che aveva puntato il dito contro l’assessore “renziano” Vania Contrafatto: “Se l’immobilismo dell’assessorato regionale all’energia ed ai rifiuti è servito a tenere lo stato di ‘emergenza’ per arrivare oggi al commissariamento del settore da parte del Governo nazionale, attraverso il quale realizzare gli inceneritori in Sicilia, – ha detto – l’obiettivo è stato raggiunto. Chi ripropone oggi quelle vecchie soluzioni vuole un ritorno al passato”.

La nota di Mariella Lo Bello

“La nostra idea è quella di mini impianti, due nelle aree metropolitane di Palermo e Catania, il resto aggregando gli altri territori – dice l’assessore regionale alle Attività produttive Mariella Lo Bello – In questo modo si riducono anche i costi di trasporto che lieviterebbero se dovessimo puntare su due mega-termovalorizzatori”.

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