Crocetta, Polizzotto e i dirigenti | La Corte dei conti torna alla carica

Crocetta, Polizzotto e i dirigenti | La Corte dei conti torna alla carica

Commenti

    Per tutto il resto c’è MARSHCARD….!!!

    Premetto che il periodo dell’amministrazione Crocetta sia tra i più bui, perchè inutile, della sicilia come lo si penserà di quello attuale, vista l’incapacità al fare, io non capisco questi magistrati della Corte dei conti. Possibile che ci piangiamo da oltre 20 anni questa classe dirigente inutile regionale, che non c’è modo di metterla da parte e la Corte, sulla loro inutilità e sovrastima, lo sà bene, e quando uno di questi viene messo da parte lo difende pure. Con tutte le ragioni che potete avere, ma, cara Corte, studiatevi, invece, come fare per smaltire al più presto questo gravoso danno per le casse di tutti i siciliani, che abbiamo ancora n. 1200 dirigenti regionali.

    FRANCA
    Ti dico di più
    Ogni manovra per ridurre i dirigenti, che di fatto si autoriducono andando in pensione, sembra fatta a scapito dei funzionari, per non creare vuoti che possano riempire loro.

    Io sono uno dei tanto vituperati 1482 dirigenti regionali, cosa volete farmi? esilio, confino, eliminazione, prigionia……decidete voi dato che veniamo sempre considerati come il male assoluto.

    Non pensare che c’è sempre qualcun’altro che può fare il tuo lavoro.
    Invece se sei uno che “lavora” seriamente e vieni frenato dall’alto, denuncialo.
    Non sono un dirigente regionale ma un semplice dipendente e ti posso assicurare che di lavoro c’è ne in abbondanza ma, incredibile, nessuno lo fa svolgere. 1000 motivi per non fare andare avanti la macchina regionale proprio perchè c’è sempre un ordine dall’alto (non da Cristo) che dice di attendere.
    Non prendiamoci in giro, il lavoro è bloccato dai dirigenti in su.

    Di bravi e competenti dirigenti regionali ce ne sono ed anche parecchi, come in tutte le categorie di dipendenti, del resto. L’unica differenza con il personale impiegatizio è però il costo: tenere in vita una postazione dirigenziale, anche di unità operativa di base, costa molto di più di quel che costa un dipendente di qualifica inferiore….e spesso tale spesa non è affatto giustificata dal servizio reso alla collettività. Quindi una vera riforma delle strutture organizzative dei dipartimenti regionali sarebbe quella che tenesse conto delle reali necessità di uffici per rendere efficiente l’amministrazione e non già prevedere un numero di strutture pari (se non addirittura superiore….) a quello dei dirigenti in servizio. E coloro che, in tale ipotesi e a seguito di selezione interna, dovessero rimanere privi di struttura? Continuerebbero a svolgere incarichi di responsabilità dirigenziale (quindi anche con poteri di firma dei provvedimenti) ma percependo soltanto la retribuzione di base della qualifica, priva cioè delle indennità di posizione e di risultato. Sarebbe già un bel risparmio per le casse regionali…..

    Con tutti i danni che Crocetta ha fatto questo è quello irrisorio. Pensate a quelli più importanti che ci porteremo addosso per molti,molti anni.

    La Sicilia merita questo e altro.Se eleggi un Presidente della Regione como Crocetta è ovvio e palese che ti devi aspettare il disastro, il fallimento.Basta vedere e leggere la storia delle Province e ci si rende conto del personaggio,della sua incompetenza,inaffidabilità,inadeguatezza,ignoranza.

    Salvatore (dirigente regionale) spargersi di cenere non serve perchè siete semplicemente uomini e donne fortunate che per come siete divennjati la maggior parte di voi dirigenti, per quello che fate e per quanto noi vi paghiamo non giustifica il servizio reso alla collettività. quindi abbiate almeno l’umiltà del silenzio. da nessuna parte del mondo normale si vede un agronomo fare quello che dovrebbe fare un laureato in economia o un ingegnere fare quello che deve fare un laureato in legge. ma la colpa non è vostra ma anche di una Corte che un giorno ammette il divario, l’approsimazione e la scarsa professionalità di una macchina regionale e dall’altro l’aiuta a restare in vita.

    le scchifezze che i politici hanno fatto nell’attribuire o revocare gli incarichi dirigenziali sono tante e se la Corte si mettesse ad approfondire ne vedremmo delle belle

    Cara franca, ritengo che tu abbia ragione, ma non è la Corte dei Conti che deve studiare come mandare a casa politici e burocrati inetti.
    Che siano i siciliani al momento del voto!?

    Sulla persona non mi esprimo, anche perché non ho il piacere di conoscerla.
    Ma onesta intellettuale impone di ricordare che la categoria dei dirigenti regionali, a cui lei dice di appartenere, ha in se un peccato originale discendente dalla legge 10/2000. Legge sbagliata ma voluta proprio dai dirigenti regionali che ha creato la perfetta sudditanza della categoria dalla politica più becera.

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Si, lasciamo in pace i morti, i paradossi, le prospettive infernali, stiamo e restiamo nel merito. Io, nel mio piccolo ,visito la storia, quella degli ultimi cinquan'anni nei quali ho vissuto, e cerco di trarre da essa suggerimenti. La domanda che mi faccio è questa: l'evasione fiscale, la corruzione, le tre mafie in Italia, il conflitto di interessi, l'inerzia e l'ianadeguateza della clesse politica, per citare alcune delle tante piaghe di questo paese, sono dovute alla magistratura e alla complessità della gestione dei suoi organi rappresentativi? Dico questo, mi chiedo questo perchè questa riforma sembrerebbe essenziale per rimuovere e risolvere i guai di questo paese e i magistrati sembrano i primi responsabili dei principali problemi.

Si può certamente dissentire dalle posizioni politiche dell’on. La Vardera, ci mancherebbe altro! La pluralità delle idee è il sale della democrazia. Ognuno ha le proprie idee ed ognuno ha maturato le proprie esperienze. E l’esperienza, a chi come me è avanti con l’età, certamente suggerisce che La Vardera è un populista, ma non uno qualunque cui ci siamo abituati a vedere in politica; si tratta, invece, di un soggetto dal grande spessore, di notevole astuzia e di grandi capacità: insomma, un vero e proprio “animale politico”. Ha, di fatto, compreso che si sarebbe potuto ritagliare un “grande spazio” (e così farà) fra i delusi della condotta delle Istituzioni e di potere catturare consenso nel grande bacino degli amareggiati che non vanno più nemmeno a votare. Ciò che si presenta come la condotta opportunista per il consolidamento del consenso, però, se ci interroghiamo, è il frutto del malgoverno di destra e sinistra (più destra che sinistra) che si alternano nei vari governi e che, comunque, rispondono alle consuete vecchie logiche spartitorie che hanno ucciso i siciliani (molto spesso, conniventi). Per farla breve, certamente, non sono un illuso, ma credo di avere il dovere morale di dare fiducia ad un giovane di 32 anni che conduce la sua battaglia (mettendoci la faccia), in generale, con il giusto intendimento di riportare le Istituzioni e la politica al servizio del cittadino e non, come accade al momento, per fini diversi. Sarà vero? Non lo so; anzi, nessuno lo sa. L’unica cosa vera, al momento, è che chi è parlamentare, di destra, di sinistra, o di altri “cespugli”, certamente non è, come dovrebbe essere, al servizio della gente.

Una strada maledetta e senza corsia di emergenza, svincoli ed innesti pericolosissimi, manti stradali inesistenti, velocità di assassini che non hanno la minima comprensione, la politica colpevole che si tiene ancora distante con gravi responsabilità. Gli enti preposti che si arroccano su progetti e progetti.

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