Irpef, Crocetta si arrende | Poi dice: "Sono stato frainteso"

Irpef, Crocetta si arrende | Poi dice: “Sono stato frainteso”

Il governatore, Rosario Crocetta

Il presidente della Regione: "Ci siamo resi conto che non c'è scelta. L'aumento dell'Irpef rimane. Il rischio, infatti, sarebbe stato quello di non poter erogare circa un miliardo alle imprese".

 

parla il governatore
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PALERMO – Inversione a “U”. Il presidente della Regione Rosario Crocetta completa la sua manovra pericolosa sulla strada che porta all’aumento dell’Irpef. Aumento prima deciso in giunta e annunciato pubblicamente. Poi, smentito poche ore dopo, con tanto di protesta dell’assessore Bianchi che aveva persino messo in discussione, in caso di annullamento del disegno di legge approvato poche ore prima dall’esecutivo, la sua posizione nel governo. Oggi, come detto, la manovra si completa col ritorno al principio: “Abbiamo portato avanti nelle scorse giornate – spiega Crocetta ci cronisti, a margine della conferenza stampa con le autorità libiche e col ministro D’Alia – fitti colloqui col ministero. Alla fine, ci siamo resi conto che non c’è scelta. L’aumento dell’Irpef rimane. Il rischio, infatti, sarebbe stato quello di non poter erogare circa un miliardo alle imprese. Quei soldi serviranno a questo. Mi auguro – aggiunge Crocetta – che si possa trattare di una misura temporanea, che possa essere ridotta o eliminata in seguito alle risultanze del tavolo sul piano di rientro della Sanità, che potrebbe portare nuove entrate per le casse della Regione”.

“Il governo – ha aggiunto il governatore – non ci fornisce alcuna alternativa. Incrementare l’addizionale è una scelta del governo nazionale, non di quello regionale e mi
pare molto difficile che il governo nazionale cambi impostazione su questo. Ne ho parlato stamattina con il sottosegretario Fassina, la tesi della segreteria generale dello Stato è che i trasferimenti alle Regioni sono trasferimenti incerti e quindi non può passare una manovra finanziaria su un dato incerto, quindi non vediamo alternativa, rispetto a questo”. ”Decidano le forze economiche – ha aggiunto – Non possiamo permetterci di rifiutare un miliardo di euro cash, che producono dei risultati enormi nell’economia siciliana”.

Il presidente della Regione, poi, ha affrontato il tema del futuro dei lavoratori degli stabilimenti ex Fiat: ” ”La Fiat – ha detto Crocetta – ha liquidato molto velocemente la vicenda di Termini Imerese, dicendo che non c’erano le condizioni sociali in Sicilia per fare accordi sindacali avanzati. Ne ho parlato coi sindacati e sono pronti a fare contratti diversi, con la flessibilità del lavoro e legati alla necessità economica del momento Fiat che si vive in Sicilia. Ho visto molta apertura da parte dei sindacati e dei lavoratori e a questo punto il re è nudo. La Fiat – ha sottolineato il governatore – deve dirci se di fronte al fatto che si possono trovare investitori in Sicilia, che c’è un governo regionale che sostiene il progetto, che ci sono dei sindacati disposti ad accordi avanzati, tutto ciò che diceva Marchionne può trovare realizzazione in Sicilia, in modo inedito persino in Italia. Non capiamo se questo modello Marchionne è vero oppure è un modello per scapparsene dall’Italia”. Poi il governatore ha detto: ”Per me la Fiat è un interlocutore. Lanciamo anzi una sfida a Marchionne: vuoi fare il Modello Marchionne? Bene in Sicilia lo puoi fare. Se non lo vuoi fare allora è pretestuoso. Abbiamo già fatto a Fiat questa  proposta, in questi giorni li incontrerò”.

In mattinata, la presidenza della Regione Siciliana ha ospitato il tavolo di confronto ”Costruire la democrazia: le sfide della Pubblica amministrazione”, alla presenza del Ministro del lavoro libico, Muhammed Elfituri Ahmed Swelem, su invito del ministro per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D’Alia. Nel pomeriggio Crocetta e i vertici dell’Eni annunceranno un piano di investimento denominato “progetto Gela, una nuova  Raffineria”. L’investimento, per un ammontare di circa 700 milioni di euro,  vuole superare le debolezze strutturali del sito, con un adeguamento e un  potenziamento degli impianti al fine di migliorare la tutela dell’ambiente e  della sicurezza.

IL COMUNICATO: “SULL’IRPEF NESSUNA MARCIA INDIETRO
“In merito alle notizie diffuse dalla alcune agenzie di stampa secondo cui il governo avrebbe fatto marcia indietro sulla contrarietà all’aumento dell’Irpef per il finanziamento del decreto di pagamento delle imprese, voglio precisare che questa notizia è totalmente infondata. Nel corso della conferenza stampa ho detto che la ragioneria generale dello Stato ha rifiutato la proposta della Regione Siciliana di riduzione dei trasferimenti dello Stato a favore della medesima e che tale ragioneria ritiene più adatta la misura dell’irpef. Il Parlamento regionale in atto non può che trovarsi di fronte a una decisione: dover scegliere tra incremento dell’irpef o pagamento alle imprese. Per quel che mi riguarda continuo a trovare insieme all’assessore all’Economia, completamente assurda la misura di implementazione Irpef, per cui, il fatto che il nostro ddl permanga nei termini in cui è stato presentato non vuol dire affatto che abbiamo rinunciato alla speranza di modificarlo, tant’è che proprio mercoledì prossimo, insieme all’assessore all’Economia e al segretario regionale del PD, incontrerò il sottosegretario Fassina, per tentare di trovare una soluzione alternativa all’aumento dell’addizionale irpef. Trovo assurdo, infatti, aumentare l’Irpef in questa fase di grande difficoltà economica, in una regione a cui è stato già imposto di aumentare al massimo tale tassazione. Il ddl presentato è tecnicamente quasi obbligatorio, la permanenza di tale proposta legislativa non vuol dire, affatto, che il governo regionale la guardi con entusiasmo. Tale misura ci viene chiesta dal Governo nazionale e noi cercheremo di cambiarla fino in fondo. Valuteremo assieme a Bianchi e ai gruppi parlamentari, tutte le soluzioni possibili per evitare l’incremento dell’Irpef”.

Il Presidente della Regione Siciliana
Rosario Crocetta

 

 


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