Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Se la logica fosse di casa all’ARS, qualcuno vedendo i disastri oltre che a indignarsi, comincerebbe ad agire, purtroppo uno dei primi che “dovrebbe” subire i “tagli” è la CACCIA direi di sospenderla ad escusione dei circoli privati o la caccia in ogni dove degli Ungulati e maiali selvatici o rinselvatichiti, almeno per 5 anni, ma mi accontenterei almeno per 1 anno il divieto assoluto di cacciare, i secondi a pari merito i Pascori e i pascoli abusivi nei comuni e nei demani regionali, non è sufficiente elevare multe, io propenderei per il sequestro vendere tutti gli animali trovati nei pascoli senza autorizzazione all’incanto o darlo alle associazioni di beneficenza, ma ovviamente tutto questo va a cozzare contro interessi e raccomandazioni varie, quindi a settembre riaprirà la caccia e ovviamente nello stesso periodo dopo le prime piogge è ovvio che vi sarà erba tenera e gli animali saranno li beati a pascolare senza che nessuna autorità che interviene, ovviamente tutti gli altri vincoli delle zone percorse da incendi non saranno esclusi no?