PALERMO – L’inchiesta sul giro di droga a Misilmeri conferma che Sperone e Guadagna sono due fra le piazze principali della vendita all’ingrosso. ”Vado a prendere due pachi di croccantini”, diceva Salvatore Baiamonte, l’uomo che avrebbe riempito di hashish il paese in provincia di Palermo. Il suo percorso è stato monitorato fino ad un casa di via Li Puma, quartiere Sperone, che Pizzo aveva trasformato in centrale dello spaccio.
Quando Pizzo finì nei guai giudiziari, Baiamonte cambiò zona e fornitore: il suo punto di riferimento per gli approvvigionamenti era la casa di Matteo Algozzino in via Guadagna. La droga acquistata veniva custodita in un magazzino in via dell’Ulivo, a Misilmeri, lontano da occhi indiscreti. Baiamonte vi faceva tappa spesso. Vi si tratteneva qualche minuto, giusto il tempo di ritirare le dosi da consegnare agli spacciatori. I clienti non mancavano: i carabinieri della compagnia di Misilmeri hanno monitorato seicento episodi di spaccio. Tra consumatori anche dei minorenni. E ora le indagini della Procura si concentrano sul livello più alto, su coloro che rifornivano i due grossisti palermitani.

