Dalla sanità ai beni culturali | Il doppiogiochismo dell'Ncd

Dalla sanità ai beni culturali | Il doppiogiochismo dell’Ncd

Dalla sanità ai beni culturali | Il doppiogiochismo dell’Ncd

Il partito di Alfano protesta contro i tagli agli ospedali voluti (anche) dal suo ministro. Mentre attacca Crocetta, ma governa con lui.

PALERMO – Apre e chiude, ammicca e discute, cerca un nuovo centrodestra e va a sinistra. Somiglia a una canzone di Franco Battiato, il destino del partito di Alfano. Quel “ballo del potere” che sa di annacamento, utile comunque a non andare giù. Anche a costo di farsi piccoli piccoli.

Da un lato il ministro dell’Interno lascia una porticina aperta al Cavaliere, accennando a futuri “tagliandi” ai quali sottoporre sia il governo Renzi che l’esecutivo Crocetta, dall’altro fissa col premier giunto nell’Agrigentino che fu anche suo, un’intesa elettorale che passi dal referendum.

In Sicilia, intanto, il suo partito protesta contro i tagli agli ospedali siciliani, mentre a Roma condivide il governo col Ministro della Sanità che quei tagli ha suggerito. Di lotta e di governo. Anzi, spesso né l’uno, ne’ l’altro. Il Nuovo centrodestra saltella da un piede all’altro puntando, semplicemente, alla sopravvivenza.

Ma il giochino, o meglio il “doppiogiochino” inizia a infastidire gli alleati. Proprio quel Pd con cui Alfano ha deciso di correre (si fa per dire), pur di ritagliarsi, magari con un nuovo rammendo alla legge elettorale, un posticino per l’avvenire. Le urla di alcuni parlamentari dem, due giorni fa, sono state udite persino dal parcheggio di Palazzo dei Normanni. E l’oggetto delle lamentele non era esclusivamente l’assessore alla Sanità Baldo Gucciardi, giunto all’Ars per riferire sul Piano dei tagli, quanto quel balletto che ormai in tanti, tra i democratici, considerano “insopportabile”: “Noi interveniamo sugli ospedali per adeguarci ai requisiti della Lorenzin, riceviamo gli insulti dei sindaci, e poi i politici del Nuovo centrodestra addirittura protestano…”. Questo il succo del disagio che è anche elettorale. “Anche noi siamo capaci di fare come loro”, minaccia qualche altro parlamentare Dem. Tradotto: “Adesso iniziamo a raccontare che questi tagli sono il frutto delle decisioni del Ministro Ncd”.

Il balletto non si ferma. E così, nei giorni scorsi ecco piovere le proteste accorate del parlamentare regionale alfaniano (più schifaniano, dovremmo dire, se solo Schifani non fosse già tornato a Forza Italia) Pietro Alongi: “Nessuno tocchi il Giglio di Cefalù”. E soprattutto ecco le lamentele del sottosegretario Simona Vicari, che ha ribadito: “Il Giglio di Cefalù non si tocca”, sollevando la reazione persino del presidente della Regione Crocetta, assopito fino al minuto prima. Ma non solo. Il doppiogiochino Ncd non va giù a nessuno. Sono usciti allo scoperto anche i parlamentari regionali Pd come Concetta Raia, ad esempio: “Mi meraviglia che il senatore Firrarello ora denunci e paventi chiusure di reparti e di piccoli ospedali – ha detto – quando a voler imporre questo nuovo modello di sanità nell’intero Paese e in Sicilia sia proprio il suo ministro di riferimento, la Beatrice Lorenzin appunto. Vorrei ricordare – ha aggiunto Concetta Raia – che è il partito del senatore Firrarello responsabile di questa trovata, dell’elaborazione di questo ‘modello’ che fa chiudere gli ospedali, blocca i concorsi a chi non applica il decreto restrittivo e fa virare la sanità pubblica sempre più verso quella privata. Tutto questo non si può accettare”.

Ma Ncd abbozza e rilancia. Sempre con la Vicari: “Gucciardi ha promosso l’ospedale di Salemi, il suo paese”. Come se la Lorenzin, il “loro” ministro della Sanità non esistesse. Il gioco è sempre quello insomma. Ed è recitato anche in Sicilia, dove i politici del Nuovo centrodestra, nei giorni dispari puntano il dito contro lo sfacelo del governo Crocetta e nei giorni pari amministrano col proprio assessore Carlo Vermiglio i Beni culturali siciliani. Un assessore che per lungo tempo è apparso orfano di padre politico. Quando spuntò nella lista della giunta Crocetta, i politci Ncd sembravano guardare altrove, fischiettando come se loro non c’entrassero nulla.

Fino a quando, almeno, hanno deciso di uscire allo scoperto. La classica toppa peggiore del buco: “Siamo insoddisfatti del lavoro di Vermiglio” hanno detto, tra gli altri, il segretario regionale Francesco Cascio e il sottosegretario Giuseppe Castiglione. Risultato? Nulla. Vermiglio è sempre lì. Ncd è sempre nella giunta di Crocetta. In attesa del prossimo “tagliando”, ovviamente. In attesa del prossimo balletto e di una prossima poltrona.

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