PALERMO – Dal piano per il Sud all’utilizzo del pastazzo di agrumi, dalla continuità territoriale per i voli siciliani alla possibilità di reperire fondi per le infrastrutture, sono quattro le misure ottenute dal gruppo Grandi Autonomie e Libertà del Senato.
PASTAZZO. Il gruppo ha presentato un emendamento, accolto dal governo, che disciplina l’utilizzo del pastazzo di agrumi. Nel provvedimento si legge che entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto del Fare “il ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, d’intesa con il ministro dello Sviluppo Economico e con il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, emana un decreto ministeriale contente disposizioni che consentano la produzione, la commercializzazione e l’uso del pastazzo quale sottoprodotto della lavorazione degli agrumi ad uso agricolo e zootecnico, sottraendolo in modo definitivo dalla disciplina dei rifiuti”.
PIANO PER IL SUD. Sono poi tre gli ordini del giorno accolti dall’Esecutivo. Si parte dal Piano per il Sud strutturato e dettagliato per far fronte alla crisi economica puntando su lavoro per i giovani, sgravi per le imprese e interventi infrastrutturali che colmino i ritardi del Sud Italia. L’ordine del giorno parte dai dati dell’ultimo rapporto Svimez che fotografa livelli di Pil più bassi al Sud che nel resto d’Italia (nel 2012 il Pil italiano è diminuito del 2,4% scendendo nel Mezzogiorno del 3,2%), il rischio povertà delle famiglie con un crollo dei consumi, la situazione sempre più difficile delle industrie e l’aumento di disoccupati, soprattutto donne e giovani. Per questo si rende necessario “un Piano complessivo e definito per il Paese che veda nel Mezzogiorno un volano per l’intero sistema Italia”.
Il provvedimento si snoda in 10 punti e prevede un nuovo Piano per il Mezzogiorno che abbia durata pluriennale. Si parte da misure che consentono ai datori di lavoro che assumono lavoratrici dipendenti di ogni età la concessione per il 2014, 2015 e 2016 di un credito d’imposta d’importo pari al 70% dei costi salariali sostenuti nei 30 mesi dopo l’assunzione, passando per l’adozione di un “Piano straordinario pluriennale per l’integrazione lavorativa dei giovani laureati del Mezzogiorno” e arrivando all’istituzione di un Fondo per la riduzione del costo del credito nel Mezzogiorno. Ma non solo: si chiede di autorizzare Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise alla contrazione di mutui presso la Cassa Depositi e Prestiti per il finanziamento di programmi straordinari di piccole e medie imprese e valutare la predisposizione di un intervento per le infrastrutture che risolva il ritardo del Mezzogiorno rispetto al resto d’Europa secondo le indicazioni date dall’Unione europea per la realizzazione dei Corridoi europei.
TRATTE AEREE. Un altro ordine del giorno, riformulato e poi accolto dal governo, chiede all’Esecutivo di imporre oneri di servizio pubblico per le tratte aeree che collegano gli aeroporti di Palermo, Comiso e Catania con Roma, Napoli, Milano e Venezia. Il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti inizialmente non aveva accolto l’ordine del giorno, ma il senatore Antonio Scavone, intervenuto davanti all’Assemblea, ha spiegato quanto sia “diventata onerosa la tariffa oggi applicata dalle compagnie aeree, nell’ordine di centinaia e centinaia di euro, che di fatto rendono impossibile lo spostamento di un normale cittadino”. Secondo la riformulazione, l’ordine del giorno impegna “il governo a valutare, nel rispetto delle compatibilità di finanza pubblica l’opportunità di attuare e applicare per la Regione siciliana quanto previsto dall’art. 16 del Regolamento (CE) n. 1008/2008”. Il senatore Scavone ha accettato la riformulazione chiedendo però l’inserimento della considerazione “dell’equilibrio tra l’onere previsto e l’esigenza in materia di sviluppo del territorio interessato così come previsto nel primo comma dell’articolo in questione”. Nello specifico, l’ordine del giorno fa riferimento all’art. 16 del Regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio europeo secondo cui “uno Stato membro può imporre oneri di servizio pubblico riguardo ai servizi aerei di linea effettuati tra un aeroporto comunitario e un aeroporto che serve una regione periferica all’interno del suo territorio”. Le rotte aeree dagli aeroporti siciliani (Palermo, Catania e Comiso) per Napoli, Roma, Milano e Venezia sono, si legge, “essenziali per lo sviluppo socio economico della Sicilia” e “bisogna riconoscere ai siciliani la continuità territoriale, oltre che la stessa libertà di movimento di cui godono gli altri cittadini dell’Unione”. Prendere un treno per Napoli, Roma, Milano e Venezia infatti richiede “tempi di percorrenza abbondantemente superiori alle 3 ore con frequenze insufficienti e orari inadeguati”. Di contro, però, “le tariffe aeree oggi praticate dalle compagnie che operano dagli aeroporti siciliani non sono economicamente accessibili a tutti”. Per questo, l’ordine del giorno impegna il Governo ad “attuare ed applicare con opportuni provvedimenti per la Sicilia e segnatamente per gli aeroporti di Palermo, Comiso e Catania, quanto previsto dall’art. 16 del Regolamento CE n. 1008/2008, in termini di oneri di servizio pubblico, per le tratte aeree da e per Roma, Napoli, Milano e Venezia”.
AUTOSTRADE. Infine, un ordine del giorno sulle infrastrutture. Nello specifico, il governo si impegna ad attribuire le risorse non utilizzate del “Fondo per il finanziamento di infrastrutture cantierate o cantierabili” per la strada statale Palermo-Agrigento; la tratta autostradale Marsala-Mazara e la tratta autostradale Nord Sud Mistretta-Gela.
A sottoscrivere le misure, durante la discussione nell’Aula di Palazzo Madama, Mario Ferrara (Grande Sud), Antonio Scavone (Mpa), Giovanni Mauro (Grande Sud), Giuseppe Compagnone (Mpa), Laura Bianconi, Giovanni Bilardi, Lucio Barani, Luigi Compagna e Paolo Naccarato

