PALERMO – Sui dehors è ancora scontro. Gli uffici del Suap hanno infatti elaborato una bozza di modifica al regolamento che riguarda sedie e tavoli all’aperto di bar e negozi a Palermo: un tema incandescente, che vede contrapposti spesso residenti e commercianti. Ma la bozza, su cui nei prossimi giorni si esprimerà il consiglio comunale, suscita già le prime polemiche.
A chiedere un incontro ai capigruppo di Sala delle Lapidi è Confimprese, che lancia l’allarme: “Le modifiche previste potrebbero causare la chiusura di decine di imprese – dice il presidente Giovanni Felice – Ci sono pesanti penalizzazioni per le attività di somministrazione che negli incontri con le varie commissioni non sono state superate e ad oggi non è dato sapere quali siano le proposte delle associazioni che sono state accolte. Nella bozza in discussione – continua Felice – esistono elementi di discriminazione nei confronti di altre categorie produttive che si tramuteranno in costi eccessivi ed inutili per le imprese del settore”.
Confimprese lamenta incongruenze e un testo eccessivamente sbilanciato a favore dei residenti. “Addirittura si prevede che a mezzanotte i clienti debbano andare via – dice il presidente di Confimprese – Ciò che maggiormente ci preoccupa è l’atmosfera di ostilità nei confronti di una categoria che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di questa città. Offrire alla clientela la possibilità di degustare cibi e bevande all’aperto non è un servizio accessorio, ma rappresenta l’offerta di un servizio che condiziona il successo o meno dell’azienda, questo “servizio” è considerato dalla clientela locale e turistica, alla stregua della qualità e bontà di cibo e bevande anche in virtù della qualità media, assolutamente di valore, offerta dai gestori”.
Adesso la parola passa al consiglio comunale, che sarà chiamato a mettere la parola fine su una vicenda che si trascina praticamente da anni. Un dibattito che si preannuncia rovente. “Vorremmo anche capire se ci sono situazioni di conflitti di interessi da parte di alcuni consiglieri – conclude Felice – Per esempio, potrà votare chi risiede in centro storico?”.
“Non conosco i dati di Felice – dice Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia – ma so con certezza che non vi è alcuna azienda a rischio per la scadenza della norma transitoria. Il regolamento va modificato e credo sarà uno dei primi atti che affronterà il consiglio”.

