Delfino arenato sulla spiaggia |"Sarebbe ancora vivo se..." - Live Sicilia

Delfino arenato sulla spiaggia |”Sarebbe ancora vivo se…”

Un lettore racconta i momenti del salvataggio del delfino nel litorale di Agnone, tra Catania e Siracusa, e denuncia il disinteresse delle autorità competenti.

lettera in redazione
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La scorsa notte (verso le 23:00), trovandomi in compagnia di amici presso la spiaggia di Agnone Bagni (Siracusa), con altre persone abbiamo rinvenuto un cucciolo di delfino “arenato” ma ancora in vita (si trattava di un maschio di “Stenella”). Il piccolo è successivamente morto (alle 3:00) anche grazie al MANCATO/INESISTENTE/SUPERFICIALE INTERVENTO della Capitaneria di Porto di Augusta (contattata decine e decine di volte nel corso della notte).

Molti “civili” si sono gettati in acqua per aiutare il povero animale in difficoltà, senza preoccupazione alcuna circa le pessime condizioni del mare (una donna, la sig.ra Vecchio, proprietaria del Ristorante “il Triangolo”, ha abbandonato la propria clientela per tuffarsi in acqua, uscendo solo dopo oltre due ore ma con il delfino tra le braccia).

La Capitaneria di Porto ha inviato due giovani marinai, i quali si sono inspiegabilmente limitati ad “osservare” i tentativi di salvataggio posti in essere dalla “gente comune” (questi ultimi hanno ripetutamente rischiato la propria vita al fine esclusivo di salvare un povero animale in difficoltà. Ciò soprattutto in considerazione delle critiche condizioni meteo della scorsa notte). Nessuna direttiva. Nessun consiglio. Nessun intervento! Solo l’utilizzo ad intermittenza di una (e dico UNA) torcia, per permettere ai poveri soccorritori di non perdersi tra le onde.

Vani sono stati i numerosi tentativi posti in essere da tutti noi e volti a sollecitare un pronto e concreto intervento da parte di soggetti “qualificati”.

Solo promesse perché nessuno è mai intervenuto!

Due carabinieri della compagnia (presumo) di Agnone hanno dimenticato di indossare la divisa per aiutare uomini e donne nel trasporto del pesante animale.

La carcassa dell’animale è stata prelevata dall’Istituto zooprofilattico di Palermo solo in data odierna (alle ore 16:00).

Fa riflettere che nel 2016 non siamo ancora attrezzati per far fronte ad esigenze di tal genere (mancanza di “personale qualificato”). Il delfino sarebbe ancora vivo se la Capitaneria di Augusta avesse inviato personale diverso dalle due “anime pie” (successivamente scomparse).

Allo stesso modo, fa “male” il disinteresse mostrato dalle autorità. In realtà, provo un pizzico di vergogna.

Un Vostro lettore.

 


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Commenti

    mi associo la vergogna è pure per noi di contrada vaccarizzo già nel passato abbiamo sofferto dopo innumerevoli segnalazioni per l’indifferenza della capitaneria di porto di augusta quando la sant’angelo scaricava fango e liquami provenienti dal corrente acquicella durante i lavori della nuova Darsena di Catania a 100 mt dalla battigia …. a nulla è valso il nostro disagio la sera di ferragosto quando una tendopoli è sorta nell’ ex lido the king l’abbiamo segnalato ma la capitaneria di porto ha invece posto sotto seguestro penale due legni dritti e fogliame a mo’ di capanna con una tavola da surf …. per aver occupato 2 mq di demanio ….. resto perplessa …. sull’operato di questi uomini del mare in divisa…..

    La preoccupazione e per il delfino ……. Non per i centinaia di migranti che sono morti nel nostro mare , ma per un delfino ……. Ma fatemi il piacere.

    persona veramente intelligente.

    Attenzione a non fomentare il sensazionalismo e la demagogia. So da fonti certe che la Capitaneria di Augusta, dopo aver inviato prontamente una pattuglia da terra con le uniche risorse umane disponibili (erano le 23!), ha contattato ben tre veterinari, nessuno dei quali era disponibile a recarsi sul posto. In ogni caso, a detta dei tre professionisti, in base ai sintomi mostrati dal cetaceo, l’animale non sarebbe sopravvissuto a lungo, quatione di poche ore (come in effetti è stato). Per non lasciare nulla di intentato, la Capitaneria ha inviato una motovedetta, che è stata impossibilitata a giungere sul posto per le avverse condimeteo (mare forza tre) e una forte risacca nel luogo dell’avvistamento.
    Un pò di rispetto per chi ogni giorno salva vite umane.

    Concordo con quanto scritto da Mario circa il rispetto obbligato nei confronti di chi, giornalmente, salva vite umane!
    Tuttavia, in seno alla lettera aperta si specifica qualcosa di diverso, ovvero l’assenza di “personale qualificato” sulla spiaggia di Agnone (per come scritto proprio dallo stesso Mario):
    Mario asserisce (grazie a fonti certe) che “Nessuno dei tre veterinari era disponibile a recarsi sul posto”; inoltre, scrive che “… a detta dei tre professionisti, in base ai sintomi mostrati dal cetaceo, l’animale non sarebbe sopravvissuto a lungo, questione di poche ore (come in effetti è stato)”.

    Come riescono i tre professionisti a specificare che l’animale sarebbe (comunque) morto … “senza” aver mai visto e visitato lo stesso?
    Nessuno dei tre veterinari era disponibile. Hanno effettuato telefonicamente una diagnosi senza aver visto l’animale.
    L’Istituto zooprofilattico di Palermo interviene solo dopo 12 ore per rimuovere la carcassa dell’animale.
    Conseguentemente, sembra chiara la totale assenza di “personale qualificato” presso la spiaggia di Agnone (i tre veterinari non si sono mai presentati). Circostanza, quest’ultima, specificata proprio in seno alla lettera aperta al giornale.
    È possibile che nel 2016 non siamo ancora attrezzati per il salvataggio di un delfino (in presenza di “personale qualificato” ma non disposto ad intervenire)?

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