(RI) Il consiglio comunale accantona la delibera sulla Tarsu e dà mandato al sindaco Diego Cammarata di perseguire le azioni necessarie al salvataggio di Gesip, sperando nell’intervento della Regione e del tavolo interministeriale di giovedì. Questa notte, al termine di una seduta-fiume, maggioranza e opposizioni hanno trovato un accordo che ha permesso a Sala delle Lapidi di uscire dall’impasse e di scaricare la patata bollente al primo cittadino e al governo nazionale, approvando un atto di indirizzo che contiene poco o nulla ma che rappresenta una prima risposta ai lavoratori che dalla mattina stazionavano di fronte Palazzo delle Aquile.
Una protesta silenziosa ma imponente che ha vissuto qualche momento di tensione quando, in serata, alcuni lavoratori hanno bloccato il traffico all’altezza dei Quattro Canti per poi farlo riprendere regolarmente. Tanta la delusione dei dipendenti che adesso guardano alla Regione, che in questi giorni dovrebbe decidere se trasformare l’anticipazione di spesa in finanziamento straordinario permettendo il pagamento di una mensilità, e al tavolo romano dal quale dovrà venire una soluzione strutturale per la Gesip e le società partecipate.
La seduta si è aperta senza troppi problemi per il centrodestra, che ha dimostrato compattezza fino a tarda notte mantenendo, a differenza dei giorni scorsi, almeno venti consiglieri in Aula. I lavori sono proseguiti a rilento, tanto che i lavoratori hanno chiesto che una loro rappresentanza incontrasse i capigruppo per sbloccare la situazione: proposta respinta al mittente all’unanimità per il timore che i consiglieri potessero essere condizionati dalla piazza. La seduta è così proseguita fra urla e schiamazzi, con il centrodestra deciso ad approvare la delibera, nonostante i numeri a sfavore, e il centrosinistra a fare ostruzionismo. Una situazione di stallo dalla quale si è usciti solo grazie a un compromesso fra le parti che ha previsto l’accantonamento della delibera Tarsu, che verrà ripresa martedì prossimo con la discussione degli emendamenti e che comunque sarà approvata prima del bilancio, e l’approvazione di un atto di indirizzo, che comunque si sarebbe dovuto esitare, con il quale si incarica il sindaco di adottare i provvedimenti necessari per la Gesip e permette ai consiglieri di prendere tempo.
Sala delle Lapidi tornerà a riunirsi la prossima settimana, anche a causa dei referendum, e toccherà al governo dare una risposta ai lavoratori entro la fine delle ferie forzate. Se così non fosse, la tensione tornerebbe alle stelle e le dimissioni del primo cittadino, secondo qualche consigliere, potrebbero non essere un’idea così peregrina.
E la protesta continua
Stamane, intorno alle 7, un gruppo di operai si è barricato dentro il cimitero dei Rotoli, ma l’intervento della polizia ha bloccato la protesta. Continua, invece, il presidio davanti a palazzo delle Aquile, sede del municipio. Lo spettro dei licenziamenti è più vicino. L’iter è stato avviato. Senza risposte – o meglio, senza miracoli – la Gesip è destinata ad affondare.
Traffico in tilt in via Maqueda, a Palermo, dove un gruppo di operai della Gesip ha bloccato il traffico all’altezza dei Quattro Canti. Il blocco stradale è stato rimosso, ma “la situazione a piazza Pretoria è caotica, non abbiamo alcun interlocutore – dice Piero Lo Cicero della Rsa Filcams-Cgil della Gesip – e non è escluso che saranno intraprese altre azioni di protesta a partire dal pomeriggio”. Da questa mattina è in corso un presidio davanti all’ingresso di Palazzo delle Aquile, sede del Comune.

