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come dicono in toscana acchiana u patre cu tutti i so figghi
Circa duecento incendi in contemporanea farebbero pensare ad un'armata di incendiari in servizio h24 con fiammiferi controvento alla mano. Del resto la vulgata, è ancora corrente?, raccontava di aspiranti forestali che sollecitavano con “calore” la loro assunzione. Comunque l'”innesco umano” da qualcuno potrebbe essere considerato alibi, giustificazione per non fare: la colpa è sempre del solito ignoto. Aspettando fiduciosi l'esito delle indagini, possiamo dire che in Sicilia c'è bisogno per tutto l'anno di braccia, di un esercito non in armi ma attrezzato contro gli incendi con mezzi di terra e aerei sufficienti nel numero e funzionanti, compresi i droni, arma che fa vincere ogni tipo di guerra. Invece, qui da noi, i rinforzi stagionali mettono mano a ridosso dell'estate quando i fuochi sono già arrivati perché la Regione con i suoi enti non ha fatto, per dirne solo una, le pulizie di primavera. A riprova, a fine dello scorso luglio eravamo già primi per ettari di terra andati in fumo e per il futuro non temiamo concorrenza perché, come scrive Luisella Lionti, “dietro ogni incendio c’è un pezzo di Sicilia lasciato solo, senza prevenzione, senza controlli, senza una risposta coerente delle istituzioni”.
Lagalla non ha scienza e coscienza di quanto i cittadini siano insoddisfatti, direi arrabbiati. Eppure le testimonianze non mancano e i social sono pieni di questi malumori. Se lui invece pensa agli accordi poltici e di palazzo allora il discorso cambia perchè la politica da tempo non è conessa con la realtà.
"io sento forte il mio dovere istituzionale di garantire pulizia e decoro a questa città, ma dovrebbe sentirlo anche ogni cittadino, ogni turista e ogni visitatore”: cioè sta accusando anche visitatori e turisti di essere degli sporcaccioni?
La società è come una famiglia, la responsabilità morale dei problemi dei figli ricade sempre sui genitori. Chi decide di amministrare la vita delle persone, perchè questo è politica, si assume la resonsabilità anche delle loro vita. Gli incendi in questa nuova relatà di caldo, scarsa manutenzione e controllo del territorio non può che favorire l'attività dei criminali. Ma prendersela con i criminali che innescano il fuoco è un alibi ridicolo e criminale a sua volta. Ogni cosa ha una soluzione, il motore è la volontà e il senso morale delle proprie responsabilità La morte di Salvatore ricade perciò sulla coscienza dei nostri governanti.

