Di Maio lascia il M5s: "Da oggi uno non vale l'altro" - Live Sicilia

Di Maio lascia il M5s: “Da oggi uno non vale l’altro”

Tace Conte. Ma il suo portavoce Casalino attacca.
POLITICA
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ROMA – La maggioranza di governo ritrova l’unità intorno al premier Draghi sulla risoluzione a favore del sostegno all’Ucraina incassando 219 sì al Senato, e Luigi Di Maio lascia il Movimento 5 stelle, che da oggi – annuncia – “non sarà la prima forza politica del Parlamento”.

Con lui 60 deputati e 11 senatori che firmano la creazione del nuovo gruppo parlamentare ‘Insieme per
il futuro’. ‘Irresponsabile picconare il governo – dice il ministro degli Esteri, rimarcando che “da oggi uno non vale l’altro’.

Tace Conte. Ma il suo portavoce Casalino attacca: ‘L’aggressione contro di noi sarà un boomerang’.

Intanto oggi il presidente della Camera Fico ha annunciato il Aula la costituzione del gruppo ‘Insieme per il Futuro’, la nuova componente che fa capo a Di Maio. Ne fanno parte 51 deputati, 50 hanno lasciato il M5s e uno viene da Coraggio Italia.

Il premier Draghi ha poi fatto alla Camera comunicazioni in vista del Consiglio Europeo di domani e venerdì che hanno ripercorso il discorso fatto ieri al Senato.

Nel pomeriggio il voto sulle risoluzioni.


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Commenti

    Una curiosità, ma gli elettori che nel 2018 avevano votato per questi 60 deputati ed 11 senatori che hanno seguito Di Maio e che, almeno in teoria, li avevano votati in quanto portatori in parlamento dell’ideologia 5 stelle e grillina sono d’accordo con la scelta effettuata dai loro rappresentanti politici e soprattutto sono disposti a seguirli d’ora in avanti in questa nuova avventura politica essenzialmente basata sul culto della personalità del ministro degli esteri?…….

    io direi che da sempre voi dei cinque stalle non valete una cicca per essere educato..

    Coerenti BUFFONATE da un TRADITORE

    Ei fu ……. Il M5S ovvero il movimento della delusione , il movimento che si fece partito,
    quello delle due legislature e via , ma dove ! Ormai ci hanno preso gusto , e chi li
    schioda più . Scaltri loro , poco prima della scadenza delle due legislature ,
    invece di dimettersi tutti , tanto hanno finito il loro percorso , cosa fanno ,ne
    fanno uno nuovo e si ricomincia , agli italiani si può fare di tutto

    Il Pd, già Ds e Pds e Pci, ha da sempre rinunciato a fare i conti con se stesso. Così, passata l’era dell’accettazione e dell’imboscamento tra mentite spoglie, ha cercato come l’edera, pianta rampicante per eccellenza, sempre un sostegno a cui aggrapparsi. L’Ulivo non è stato il primo esperimento ma è stato il più riuscito. Anche se, per come sono andate le cose, sempre di un mezzo fallimento si è trattato. Con l’arrivo in parlamento della tribù dei 5s, però, il miracolo sembrava avvenuto. Quella gente, che poi si trovava lì così numerosa anche perché abusivamente si era abbeverata alla loro fonte, poteva diventare creta nelle loro mani. E, l’occasione gliel’ha data proprio Salvini quando, disassociandosi dalla maggioranza che sosteneva Conte 1 per dare “velocemente la parola agli elettori”, ha lasciato il campo libero alle varie anime della sinistra di riabbracciarsi. Benedicente Mattarella. Ma questa è già storia vecchia. Con 5s e Pd che non sembrano avere un domani.

    Da oggi uno non vale l’altro………….c’è il prendi due e paghi uno……..

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