PALERMO – L’incarico della discordia è stato revocato. Il commissario straordinario dell’ospedale Civico di Palermo, Roberto Colletti, accoglie l’input della Procura regionale della Corte di Conti e annulla la delibera con cui Alessia Nasta era stata nominata per un anno, fino al prossimo dicembre, dirigente amministrativo alla sezione Affari generali. Il caso, però, potrebbe non essere isolato. È la stessa Nasta ad avere sottolineato l’esistenza di “fattispecie analoghe” alla sua.
Alcune settimane fa i magistrati contabili hanno avviato un’inchiesta sulla promozione di Nasta da collaboratrice a dirigente dell’ospedale Civico, attingendo da una graduatoria del Policlinico. Il nuovo incarico annuale, che prevedeva circa 18 mila euro di retribuzione in più, era stato conferito dall’ex commissario Grazia Volo poco prima della scadenza del suo mandato, con il parere favorevole dei direttori amministrativo e sanitario. Un incarico giustificato con la carenza di 10 amministrativi in pianta organica.
Il pubblico ministero Marcella Tomasi aveva chiesto a fine febbraio se l’incarico fosse stato “revocato in autotutela viste le plurime segnalazioni”. Il nuovo commissario Colletti ha chiesto chiarimenti alla diretta interessata, ma ha ritenuto che “le argomentazioni non consentono di superare le criticità evidenziate dalla Procura della Corte dei Conti”. Da qui la revoca.
La partita, però, non è chiusa. Nasta, infatti, nelle sue deduzioni ha evidenziato casi analoghi al suo e così Colletti ha chiesto al settore Risorse umane di attivarsi. Sembrerebbe che, in effetti, ci siano state altre nomine attingendo da graduatorie di altri ospedali. Si tratterebbe di medici e infermieri, i cui incarichi servono per garantire i livelli minimi di assistenza. Casi diversi, dunque. Sono gli unici? Di questo si sta occupando sia il nuovo management del Civico che la Procura contabile.

