Disavanzo recuperato, ma la Sicilia ha i soliti problemi: cosa dice la Corte dei Conti

Cammino “virtuoso” della Sicilia sul disavanzo. I nodi personale e sanità

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Il giudizio della Corte dei conti sul Rendiconto 2023

PALERMO – La Regione Siciliana negli ultimi anni ha intrapreso “un cammino virtuoso, con risultati molto positivi”, soprattutto sul fronte del “massiccio recupero del disavanzo” che si era creato dal 2020 al 2023. È quanto riconosce la presidente delle sezioni riunite della Corte dei conti per la Regione Siciliana, Maria Rachele Aronica, nel giudizio di parifica al Rendiconto 2023. Aronica ha ricordato che il disavanzo di quasi sette miliardi registrato per l’esercizio 2020 si è ormai ridotto a novecento milioni di euro. Un risultato “frutto soprattutto – sottolinea – del notevole incremento delle entrate”.

La Parifica al Rendiconto 2023, gli aspetti positivi

Oltre all’accertamento dei saldi di finanza pubblica e all’esame della gestione da parte delle Sezioni riunite, nel corso del giudizio è stato evidenziato il miglioramento della gestione amministrativa avviato dal governo regionale. Tra gli aspetti positivamente valorizzati figurano la riforma della dirigenza regionale, il percorso amministrativo finalizzato alla realizzazione dei due termovalorizzatori, l’incremento della spesa per investimenti e l’aumento delle entrate derivato dai bonus edilizi, dalla spesa del Pnrr e dalla capacità del governo di aumentare la capacità di spesa dei fondi europei.

Rendiconto 2023, le criticità: spesa per il personale e sanità

Il Rendiconto 2023 è stato approvato parzialmente, ma restano sul tavolo alcune “criticità”: in primis quelle riguardanti la spesa per il personale. Negli ultimi anni si è ridotta tuttavia “incide fortemente – rileva Aronica – sul bilancio regionale”. La lente d’ingrandimento della Corte dei conti si sofferma soprattutto sulle spese per il personale forestale e per quello delle società partecipate, senza dimenticare “i costi sostenuti da enti e istituti regionali con contributi assegnati dalla Regione” proprio per queste finalità.

La Corte dei conti: “Occhio alle società partecipate”

Si tratta di un aspetto che, secondo la presidente della Corte dei conti, “non è trascurabile”. I dipendenti della galassia delle Partecipate, rispetto alla quale il governo ha da poco approvato un piano di razionalizzazione, costituiscono infatti “circa la metà del personale di ruolo della Regione”. “I lavoratori assunti con il sistema della garanzia occupazionale e destinati presso le strutture regionali del Corpo forestale e l’assessorato dell’Agricoltura hanno determinato, nel 2023, una spesa di circa il 40% di quella per i dipendenti regionali”, osserva Aronica.

E proprio sul settore forestale, dalla Corte dei conti arriva un suggerimento alla politica. “occorrerebbe una riforma” per un impiego più proficuo delle risorse umane”. Sulle Partecipate, invece, l’invito è ad una “maggiore attenzione”.

Corte dei conti, sezione di Controllo

“Serve un’analisi del fabbisogno di personale della Regione”

In generale, sul tema del personale, dalla magistratura contabile siciliana arriva un auspicio: la Regione dovrebbe elaborare “un’analisi adeguata dei suoi fabbisogni quantitativi e qualitativi”, per poi passare “ad un’efficace programmazione delle assunzioni” e ad una “razionale e produttiva allocazione del personale”. Pianificazione e programmazione “in cui si tenga conto dei bisogni veri dell’Amministrazione – ancora Aronica – anche in termini di professionalità adeguate alle esigenze dell’Amministrazione stessa”. tutte mosse “essenziali per un fruttuoso utilizzo del personale”.

Sanità, il nodo dei Livelli essenziali di assistenza

La seconda nota dolente è la sanità, che con il personale rappresenta “un altro settore nevralgico e preponderante per la spesa della Regione”. Oltre il 55% della spesa regionale impegnata nel 2023 arriva da questo settore che, in Sicilia, è ancora alle prese con un piano di rientro del disavanzo. “La Regione ha conseguito l’obiettivo del riequilibrio economico finanziario del bilancio sanitario – osserva Aronica – tuttavia, nel 2023, risulta inadempiente riguardo all’erogazione degli obiettivi Lea”.

Si tratta dei Livelli essenziali di assistenza, cioè le prestazioni e i servizi sanitari che il servizio sanitario deve garantire gratuitamente o con ticket a tutti i cittadini. L’obiettivo principale dei Lea è garantire l’equità e l’universalità dell’accesso alle cure, assicurando uniformità di assistenza su tutto il territorio nazionale.

Cosa sono i Lea (Livelli essenziali di assistenza)

I Lea sono suddivisi in tre grandi aree: Prevenzione collettiva, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. La Sicilia risulta inadempiente per le prime due aree, mentre per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera “ha conseguito punteggi soddisfacenti ed in progressivo miglioramento”.

Aronica: “La sanità siciliana ha sete di medici e infermieri”

Da Aronica anche una precisazione che incrocia il tema del personale con quello della sanità. “La spesa del personale delle aziende sanitarie è aumentata per l’incremento del personale con contratti flessibili che a tempo indeterminato”, soprattutto alla luce delel stabilizzazioni dei lavoratori utilizzati durante la pandemia Covid, tuttavia il nodo delle carenze d’organico “non è risolto”. Nella sanità siciliana, infatti, secondo la Corte dei conti, continuano a mancare medici e infermieri.


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