CATANIA – Oggi il Presidente del Consiglio e Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi sarà a Catania. Alle ore 12,30 in piazza Duomo si terrà la manifestazione di protesta di studentesse e studenti, precari, lavoratrici e lavoratori, collettivi, movimenti e soggetti politici. Con lo slogan “disoccupazione, sfratti, precarietà. Cacciamo Renzi dalla città” saranno in piazza i soggetti sociali che stanno subendo gli effetti della crisi e delle scelte antisociali e di devastazione ambientale del Governo.
L’approvazione del Jobs Act che precarizzerà ancora di più il lavoro e annullerà i diritti di lavoratrici e lavoratori, l’approvazione del decreto Sblocca Italia che apre la strada alla cementificazione del territorio e alle trivellazioni nel nostro mare, i tagli previsti in finanziaria per istruzione, sanità ed enti locali (solo il Comune di Catania subirà 10 milioni di euro di tagli), un tentativo di riforma della scuola che vuole privatizzare ancora di più l’istruzione pubblica, sono misure inaccettabili che vanno bloccate. Il Governo Renzi va cacciato.
Nonostante i continui tentativi del Capo del Governo di depistare cittadini e giornalisti rispetto ai luoghi e agli orari della sua visita, a Catania avverrà la contestazione. Renzi non è ospite gradito della città di Catania.
Critico anche Luca Cangemi, di Rifondazione comunista. “Le parole con cui il presidente del Consiglio ha presentato la sua visita a Catania rispondono a un format collaudato ma che si sta logorando per l’uso eccessivo. La caratteristica renziana fondamentale si conferma la menzogna: si afferma che ci saranno controlli ambientali più stringenti nel momento in cui, si dà via libera, in Sicilia, alla devastazione ambientale e alla rapina di suolo e sottosuolo, si parla di scelte industriali quando l’unica politica industriale in atto è la distruzione dei diritti di lavoratori e lavoratrici, si parla di cambiamenti in Europa quando il semestre italiano di presidenza europea non ha condotto a nessun risultato. L’ottimismo di Renzi non può nascondere che Catania, così come tutto il mezzogiorno, paga e pagherà un prezzo sociale e civile altissimo alle politiche del suo governo dai tagli agli Enti Locali alle privatizzazioni, dall’attacco al contratto nazionale alla devastazione di scuola e sanità. Il presidente del consiglio non è il benvenuto”.

