PALERMO – Pioggia di domande per la guida dei 17 dipartimenti della Regione Siciliana. Sono circa seicento le istanze giunte al dipartimento della Funzione pubblica e del personale in risposta all’interpello pubblicato a fine gennaio, che metteva in palio le poltrone da superburocrati in scadenza proprio questo mese.
Dirigenti generali, la grande corsa
Il termine ultimo per la presentazione delle domande è scaduto il 3 febbraio. A questo punto gli uffici stanno ultimando le verifiche sui requisiti di ciascuno degli aspiranti dirigenti generali che ha presentato domanda per diventare, o restare, ‘superburocrate’.
I dipartimenti più gettonati
Pesca e Sviluppo rurale i dipartimenti con il maggior numero di richieste: circa una quarantina ciascuno, secondo quanto apprende LiveSicilia. Almeno dieci le opzioni indicate mediamente da ciascun dirigente che ha risposto all’avviso per potere guidare uno dei 17 dipartimenti in palio.
Alcuni dipartimenti dovranno necessariamente cambiare guida dopo cinque anni, anche se per alcune figure particolarmente apprezzate da Palazzo d’Orleans potrebbero arrivare delle deroghe. È il caso di Salvo Cocina, capo della Protezione civile regionale, che ha nelle mani dossier delicati come la siccità. Certa anche la riconferma di Silvio Cuffaro alle Finanze, mentre non dovrebbero esserci difficoltà per Vincenzo Falgares alla Programmazione. In bilico, invece, la posizione di Dario Cartabellotta all’Agricoltura.
Schifani: “Certa burocrazia troppo lenta”
Il governatore Renato Schifani, intanto, da Catania, dove sta assistendo ai festeggiamenti per Sant’Agata, ha lasciato intendere ancora una volta di non essere soddisfatto del lavoro di una parte degli attuali dirigenti generali. “Io e i miei collaboratori andiamo a 300 all’ora mentre registro un sistema amministrativo e burocratico che viaggia a 50 all’ora”, le parole di Schifani a Telecolor. Il presidente della Regione ha parlato di “un sistema incrostato” dove “una parte della burocrazia non ha entusiasmo”, aggiungendo: “Certe volte mi sento un marziano”.
Chi non balla al valzer dei dg
Il valzer dei dirigenti generali non riguarderà Antonio Cono Catrini e Alberto Pulizzi, unici due dirigenti di seconda fascia. Il primo è già stato confermato dalla Giunta per altri due anni all’Autorità di certificazione dei programmi cofinanziati dalla commissione europea. Il secondo al momento guida la Pesca. Tutti gli altri, compresi i dg uscenti, arrivano dalla terza fascia e dovranno superare l’esame della politica. Fuori dalla contesa il neonato dipartimento del Cerimoniale, che è stato affidato a Francesco Di Chiara.
Dirigenti generali, la procedura
Ultimate le verifiche sulle domande e sui requisiti, l’elenco completo degli aspiranti dirigenti generali verrà trasmesso alla segreteria della Giunta. Sarà il governo, infatti, a nominare formalmente ogni singolo dirigente alla guida dei dipartimenti sulla base anche delle preferenze degli assessori. Il giorno decisivo dovrebbe arrivare la prossima settimana.
I 17 dipartimenti in palio
Queste le 17 posizioni in gioco, con gli attuali capi: Protezione civile (Salvo Cocina); Programmazione (Vincenzo Falgares); Attività produttive (Carmelo Frittitta); Beni culturali (Mario La Rocca); Finanze (Silvio Cuffaro); Innovazione tecnologica (Vitalba Vaccaro); Famiglia (Maria Letizia Di Liberti); Funzione pubblica (Carmen Madonia); Autonomie locali (Salvatore Taormina); Formazione professionale (Maurizio Pirillo); Istruzione (Giovanna Segreto); Agricoltura (Dario Cartabellotta); Sviluppo rurale (Fulvio Bellomo); Pesca (Alberto Pulizzi); Ambiente (Patrizia Valenti); Urbanistica (Calogero Beringheli); Corpo forestale della Regione (Giuseppe Battaglia).

