LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – Venti migranti sono sbarcati in nottata a Lampedusa (Agrigento) dopo essere stati soccorsi a 120 miglia dalle coste libiche. Cinque persone, subito dopo l’approdo, sono state trasferite, in elisoccorso, all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Fra i cinque c’è anche una donna che ha subito un aborto.
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Ed è di una donna trentenne originaria del Mali il cadavere sbarcato oggi a Pozzallo (Ragusa) insieme ad altri 299 migranti dalla nave “Vos Hestia” che li ha soccorsi nel Canale di Sicilia. Sulla nave anche i due figli della donna: un bambina di 8 anni e un maschietto di 6 che sono stati affidati all’Istituto delle suore del Sacro cuore di Ragusa. Il cadavere è stato trasferito nella sala mortuaria dell’ospedale civile di Ragusa. Tra i migranti sbarcati anche una donna in gravidanza ricoverata nell’ospedale di Modica.
Intanto sempre oggi è stato individuato lo scafista di una imbarcazione grazie ad un selfie: si tratta di un tunisino, Msarra Ben Ammar, 39 anni, che è stato inchiodato dall’immagine scattata con uno smartphone da uno dei passeggeri a bordo che inizialmente non avevano collaborato con gli investigatori. Il barcone era stato soccorso due giorni fa da una motovedetta della Guardia di Finanza a Sud di Lampedusa; la polizia aveva avviato le indagini per risalire allo scafista.
Quando gli investigatori hanno trovato nello smartphone di un giovane migrante il selfie con l’immagine del tunisino al timone, anche gli altri testimoni che erano accanto a lui non hanno potuto fare altro che ammettere l’evidenza. Lo scafista è stato fermato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e rinchiuso nel carcere di Ragusa.


