Donne e lavoro per un futuro| più civile e una società migliore

Donne e lavoro per un futuro| più civile e una società migliore

Donne e lavoro per un futuro| più civile e una società migliore

E’ stato il tema al centro dell’incontro organizzato stamane dal Coordinamento Donne Cgil di Catania e dall'Auser, in occasione della giornata internazionale della donna.

Per l’8 marzo
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CATANIA – La difficoltà di essere donne ieri come oggi. Una perenne lotta racchiusa nella forza e nella ribellione per la rivendicazione di uguali diritti civili e opportunità. Ma molto ancora serve fare. Questo in sintesi il tema al centro dell’appassionante dibattitto organizzato stamane dal Coordinamento Donne Cgil di Catania e dall’Auser. Una giornata non di festa ma di riflessione intitolato “Donne e lavoro, tra passato e futuro” a cui hanno preso parte tantissime donne, uomini e amici della Camera del lavoro etnea.

Per la Giornata della donna il sindacato catanese ha voluto, infatti, puntare i riflettori sul lavoro come “libertà e dignità” per le donne. I lavori hanno avuto inizio con la proiezione di un breve video sul tema donne e diritti; dopo i saluti del segretario generale Giacomo Rota e del segretario Auser, Francesco Battiato, è stata Elvira Colosi dell’UDI ad introdurre il dibattito con una riflessione sui “Settant’anni dal voto alle donne”. L’incontro è stato occasione per fare anche un’attenta analisi storica della condizione della donna a partire dal 1946, anno in cui hanno ottenuto il diritto di voto esercitandolo poi per la prima volta in occasione del referendum istituzionale del 2 giugno. Dalla battaglia delle suffragette fino al 1960, anno in cui venne sancita la parità salariale tra uomini e donne nel mondo del lavoro.

E’ toccato poi a Sara Fagone, ricordare la socialista rivoluzionaria, Maria Giudice. “E’ stata una donna consacrata al socialismo e alla CGIL che ha combattuto contro le diseguaglianze nel lavoro e nella società delle donne. In ciascuna di noi c’è un pezzo di Maria giudice. In sua memoria dobbiamo portare avanti questa lotta”. La seconda parte dei lavori è stata affidata alla segretaria confederale della Cgil, Margherita Patti. “ In onore di queste donne – spiega – vorrei citare la carta dei diritti universali del lavoro, il cui obiettivo è quello di ricomporre i diritti. Il lavoro per le donne è uno strumento di sviluppo della società: la sfida della CGIL è quello di far intendere il lavoro come elemento di ricchezza. Purtroppo donna crisi e mondo economico sono parole difficili da tenere insieme specie in un frangente in cui la donna sta pagando lo scotto più alto.

Basti pensare alla questione della mancanza di equo compenso, di carenza di servizi come gli asili che consentirebbero alle donne di conciliare lavoro e maternità. Ebbene, ritengo, non possa esserci ripresa senza il rapporto fondamentale delle donne. La ricchezza risiede proprio nelle differenza che rendono le donne indispensabili per lo sviluppo positivo della società. E’ necessario, dunque, introdurre politiche di genere che possano aiutare a far superare l’enorme gap ancora esistente” – conclude Patti.

E’ stato poi il momento del focus sul tema “donne migranti e lavoro” con Angela Battista, neo responsabile del Coordinamento Donne Cgil. “La Cgil ha denunciato – dice –v a livello nazionale tutte le vittime di lavoro grigio che lavorano spesso in condizione di forte discriminazione. Le domestiche straniere infatti pagano uno scotto superiore dovuto solo a un pregiudizio etnico, quando invece molte di loro sono preparate e istruite”.

Presente all’incontro anche Angelo Villari, assessore comunale al Welfare. “Siamo consapevoli che l’amministrazione comunale sicuramente possa fare di più. Ma il tema dell’emancipazione femminile è assolutamente al centro del nostre attività . È una battaglia verso la quale continueremo a prodigarci”- conclude Villari. “La donna ha avuto un ruolo importante nella costruzione della costituzione ma ancor poi nella costruzione del nostro paese. Le donne oggi stanno male , sta male il nostro paese e tutto il mezzogiorno il futuro del nostro paese è legato alla spazio che lascia alla sua componente femminile non dimentichiamo che spesso il nostro territorio si è mostrato inadeguato a sostenere i finanziamenti europei. Molto ancora serve fare perché il paese4 guardi sempre più nella direzione delle donne ” – ha commentato la deputata regionale, Concetta Raia.

 

 

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