PALERMO – Boss di vecchia conoscenza, personaggi emergenti della criminalità organizzata, insospettabili commercianti: sono i nuovi signori della marijuana.
Francesco Lo Iacono, partendo da Partinico, avrebbe fatto i soldi con la droga. Parola dello zio, oggi pentito, Sergio Macaluso. Tanti soldi, con cui “sta costruendo due ville con piscina a Partinico di almeno 400/500 mila euro”, ha messo a verbale lo scorso 27 aprile il neo collaboratore di giustizia.
A Lo Iacono facevano riferimento i boss di mezza città. Innanzitutto quelli di Resuttana, di cui Macaluso è stato il reggente: “… prima che venissi arrestato mo nipote ci ha venduto un sacco di erba, che ci consegnò suo suocero, di Lo Iacono… in tutto saranno stati nell’ultimo periodo un 25 chili di erba… una volta ne portò dieci chili e mi disse che c’era Francesco Nania in macchina”.
Macaluso ha accusato ancora una volta il nipote, in carcere per un danneggiamento, a cui ha attribuito il ben più grave ruolo di mandante di due omicidi commessi a Partinico.
Dal nipote Macaluso avrebbe saputo “che diede 10 chili di erba pure a Tommaso Lo Presti a Ballarò… ”. Lo Presti è il capomafia di Porta Nuova detenuto ormai da anni.
Il neo pentito no ha risparmiato accuse neppure nei confronti di un altro parente: “Mio cognato Corrado diverse volte in passato si è fornito di erba con una persona di Borgo Nuovo che questo si chiama Ciccio Tarantino che è stato arrestato nell’operazione con Alessandro D’Ambrogio… come cocaina era molto avanti… si riforniva da Stefano Giaconia”. Il cognato avrebbe investito nella droga i “300 mila euro” che aveva ricevuto “dall’assicurazione perché ebbe un grosso incidente e acquistava erba da Francesco e da Fabio”.
Nomi su nomi, alcuni sono di insospettabili. Come “il proprietario di un bar” nella zona della stazione centrale “che acquistò mi sembra tre chili di erba”. Sono solo una parte dei segreti di Macaluso, reggente del mandamento di Resuttana e oggi collaboratore di giustizia.

