"E' vero quello che dice Berlusconi | Questa crisi non è visibile" - Live Sicilia

“E’ vero quello che dice Berlusconi | Questa crisi non è visibile”

Il cardinale Romeo
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“La crisi non è visibile. E’ vero quello che dice il premier Silvio Berlusconi la gente adotta ancora uno stile di vita superiore alle sue possibilità e non ha preso coscienza del valore del denaro. E affolla le pizzerie e si sposta in aereo e in auto senza pensare ai costi che deve sostenere”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo commentando le parole del presidente del Consiglio nella conferenza stampa al termine del G20 a margine di un convegno su federalismo fiscale. “Cosi non andiamo lontano – ha aggiunto – basta sostare cinque minuti in un autogril per rendersi conto del movimento di denaro che si spende anche per cose futili”.


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Commenti

    Occorre prendere coscienza della crisi in atto,
    e condurre una vita sobria e parca, prima che
    sia troppo tardi.
    Occorre che i consumatori gestiscano con oculatezza
    i prpri denari.
    Ristorat pieni? si!
    Ma c’è chi si muore di fame, ci sono famiglie che
    vivono la povertà con pudore e dignità.

    Vengano a casa mia tutt’e due, il prelato e l’unto, che gliela mostro io la crisi.

    state tranquilli, chi doveva prendere coscienza della crisi lo hagia’ fatto da tempo, quando se ne accorgeranno anche gli “altri”, forse si prenderanno provvedimenti, ma nn ci credo molto,tanta fortuna per tutti

    Ma l’unto non è lo stesso che ha messo in giro una pubblicità finanziata dalla presidenza del consiglio che diceva: “spendi che l’economia gira”?
    Alla fine sono girate altre cose, lui si è arricchito e continua spingendo a spendere attraverso lotterie e videogiochi.
    In tutto questo la chiesa italiana dove è stata? Semplice, a parte qualche prete e qualche vescovo notoriamente non allineati e non servili, la chiesa, e mi riferisco a vari Bertone, Bagnasco in primis, ha banchettato con l’unto. Hanno distrutto la scuola pubblica per farsi finanziare quella privata in cambio del silenzio, predicano di pagare le tasse, essere onesti ma loro non pagano l’ICI sulle attività commerciali e se qualcuno lo glielo fa notare dicono che servono per aiutare il prossimo. Intanto la chiesa italiana è una delle più ricche in patrimonio e affitta a prezzi esorbitanti, quando, come a Roma, sfratta la povera gente per fare affari con i vari bertolaso, lunardi e soci.
    Il cardinale predica bene ma razzola male. Sia la chiesa a dare l’esempio, schierandosi dalla parte di chi perde il lavoro, di chi non arriva a fine mese, di chi è costretto ad avere una sanità di serie b perché non può permettersi le cure a pagamento. Come diceva un grande vescovo, ritorni ad essere la chiesa del grembiule e allora sì che sarà credibile. Altrimenti rimangono solo parole.

    EMINENZA, MA DOVE VIVE????

    Qualcuno mi aiuta a coniare nuovi termini? Tra quelli conosciuti non ne trovo uno adatto a commentare una simile assurdità.

    Non intendo polemizzare con nessuno ma da palermitano che vive a Palermo vorrei aggiungere:
    E tutte quelle pseudo-agenzie di scommesse che hanno invaso il territorio, quasi, anzi senza quasi, a volerlo controllare, sono sempre pieni di scommettitori (per scommettere non ci sono solo le partite della domenica).
    E i BINGO ? dentro non li ho mai visti ma fuori le auto in sosta sono sempre numerose, a qualunque ora della giornata.
    E le macchinette ? le slot machine per intenderci, che sono distribuite ovunque, ci trovi sempre qualcuno appollaiato sugli sgabelli a giocare.
    E non dimentichiamoci di tutti i gratta e vinci che si vendono.
    E il gioco del lotto ? particolarmente il 10 e lotto istantaneo ?
    Girate un pò tra questi locali e vedrete tanta gente che scommette soldi a iosa quotidianamente.
    Capisco benissimo che cercare di arricchire è il sogno di tutti ma la domanda nasce spontanea: ma tutti questi soldi da dove provengono se alla fine c’è la crisi e manca il lavoro ?

    ma cosa può dire un uomo del vaticano, visto tutti i favoritismi che il nano ha fatto al vaticano. Sempre più distante da questa chiesa falsa e ipocrita

    Forse Berlusconi si riferiva ai politici italiani, di qualunque ordine e grado, nazionale, regionale, provinciale e locale, e ai ristoranti di Montecitorio…ai loro figli…ai loro nipoti…ai nipotini della RAI, che hanno il coraggio di chiedere agli italiani la non privatizzazione del carrozzone…ai professori universitari…ai generali…ai prefetti….ai questori…ai magistrati..insomma a tutti quelli che vivono sulle spalle di circa 59 milioni di persone.

    Adesso e chiaro L’Arcivescovo Paolo Romeo a votato per Silvio Berlusconi, infatti come lui non vede no la crisi, ma la fame. Complimenti Arcivescovo le puo candidarsi a Sindaco di Palermo con il PDL.

    Eminenza …grigia…anzi..buio pesto.
    LA Sua ,Eminenza ,Accettabile solo come battuta..e pure pessima.

    I palermitani si vergognano di questa SUa affermazione.

    Un cattolico

    Ma che articolo interessante, ne resto edificato…
    A proposito, è possibile sapere l’autore di queste poche righe che stanno facendo tanto rumore per nulla???
    Insomma qualcuno mi sa dire dove finisce la trovata ad effetto e dove inizia l’articolo?
    Grazie di vero cuore a chi sarà tanto buono da volermi aiutare…

    Giuseppe

    cattolico e prete per giunta…spero che anche questo non sia una colpa…

    il mons. romeo ha pienamente ragione, perchè ancora non abbiamo capito la portata di questa crisi e, aggiungo, con il “commissariamento” di oggi da parte della ue e del fmi verranno applicate (leggasi imposte) tutte una serie di misure che ridurranno il popolo alla fame e alla disperazione… grecia docet
    ps. sarebbe opportuno evitare di colpevolizzare il solo B. per questa disfatta dell’italia, perchè i primi colpevoli siamo noi e io mi metto per primo.
    in bocca al lupo

    Giuseppe

    io non vedo dove sta lo scandalo nelle parole dell’Arcivescovo. io credo che lui viva a Palermo e che i locali sono strapieni tutte le sere è una verità inconfutabile. ha qualcuno da fastidio l’aver messo tutto questo in relazione a quanto affermato da Berlusconi, ma ha anche e sopratutto messo in guardia rispetto ad un futuro che non ci vedrà andare lontano, e questa è una cosa che dice Bersani, forse per par condicio avrebbe fatto bene citarlo. ma restano comunque i dati sul modo di spendere in maniera dissennata che lascia trasparire un futuro per nulla incoraggiante

    ..per coloro che ancora non avessero compreso ,e sembrano gia’ troppi /molti: nessuno mette in dubbio il tono parenetico del Card Romeo.ma dar ragione a Berlusconi …e’ una boiata pazzesca.
    Anche perche’ gia’ diceve Gesu’ :non prendete ne’ bastone ne’ bisaccia,non servono doppi mantelli.Se si fosse limitato a citare Gesu’ non avrebbe detto nulla di offensivo.
    MA citare Berlusconi…..il gran …..d’Italia ..insomma….ce ne vuole !

    questa sera ho capito finalmente cosa è successo: il popolo dei precari dei disoccupati ha ceato la crisi … sembra assurdo ma sembrerebbe così. La crisi l’ha creata la pizza che qualcuno mangia al posto della bistecca cucinta a casa!!! ma da non credere! ma veramente ancora crediamo alle barzellette dei tanti silvio e monsignori.
    LA CRISI L’HANNO CREATA LE TANGENTI CHE TUTTI I POLITICI E FUNZIONARI SI SONO MESSI IN TASCA. LA PALERMO DI NOTTE PULLULA DI AFFILIATI DELLA POLITICA E TUTTI LO ANNO .. ANCHE VOI LO SAPETE. POI CI SONO QUELLI CHE (DA SECOLI) PORTANO FUORI LA RAGAZZA O LA MOGLIE O L’AMANTE E VANNO A FARSI UNA BIRRA O CONSUMANO UNA PIZZA … ECC… L’UNICA DIFFERENZA STA NEL FATTO CHE PRIMA UN PO’ TUTTI POTEVANO ANDARE AL RISTORANTE O MANGIANO IN PIEDI UN PANINO … DAVVERO QUALCUNO CREDE CHE IL POPOLO DEVE RISPARMIARE PER ALLONTANARE LA CRISI?
    E COSA RISPARMIA? SPEGNE LA LUCE E ACCENDE LA CANDELA? LAVIAMO A MANO NON COMPRIAMO DETERSIVI OPPURE FACCIAMO UNA COSA SERIA E INCOMINCIAMO A CHIEDERE AI TANTI SILVII O SINDACI DOVE SONO I SOLDI DEI TIKET SANITARI, I SOLDI DELLE MULTE, I SOLDI DELLE LOTTERIE E POI CHIEDIAMO PERCHè UN’IMPIEGATO DI EX vi LIVELLO STATALE (€1.400,00) APPENA SI METTE IN POLITICA ARRICCHISCE, E PERCHè DOBBIAMO PAGARE NOI LE SCORTE AI DEPUTATI E QUANT’ALTRI, AD ESEMPIO I NOSTRI POLITICI POTREBBERO RISPARMIARE NON USANDO I TELEFONINI, NON USANDO LE AUTO BLU E ALTRO ANCORA COMPRESI I VIAGGI GRATIS PERALTRO GUADAGNANO BENE.. E SE IO PAGO IL MIO TELEFONO E LA MIA AUTO .. UN POLITICO POTREBBE FARLO A MAGGIOR RAGIONE… MA STAI A VEDERE CHE QUESTO POPOLO PENSA CHE SIA GIUSTO CHE ABBIANO QUESTI PRIVILEGI, ANZI NO NON SONO PRIVILEGI, SONO GIUSTE ANZI GIUSTISSIMI DIRITTI E IO PROPONGO: DA DOMANI OFFRIAMOGLI LA NOSTRA CENA .. POVERINI CON TUTTE LE SPESE CHE HANNO E TUTTI I PROBLEMI DA RISOLVERE CHE QUESTO POPOLO GLI CREA … spero che qualcuno capisca il senso ed il controsenso- buona fortuna e.. mi raccomando da domani non si mangia perchè siamo un popolo di GRASSI !!! (AAAAAAA…)

    S.E. Paolo Romeo ha formulato uan considerazione coraggiosa che, però, entra in conflitto con il sentire comune. Mi permetto di dare un contributo alla riflessione, ma devo premettere che il Cardinale di Palermo non può “lasciare a metà” questo suo intervento, dovrà spiegare meglio, dovrà avere la pazienza e la tenacia di seguitare a “spingere” la collettività ad un tipo di riflessione sapiente e non emotiva, ad analizzare e non a scalciare come colpita da un ingiusto ceffone.
    L’economia del Sud, della Sicilia, di Palermo ha caratteristiche chiare e certe. L’assenza di un sistema diffuso di imprese ha limitato in passato l’occupazione al pubblico impiego (forze dell’ordine, postali, comunali, provinciali, regionali etc…), all’artigianato, al commercio, al turismo e, ancora più indietro nel tempo, all’agricoltura. Da anni tutto ciò è stabilizzato (bloccato), anche se, un po’ per la presenza del precariato e un po’ per altre ragioni, i numeri della disoccupazione, pur molto alti se paragonati al Centro-Nord, sono migliorati. Questa analisi è ovviamente quanto mai superficiale poiché deve fare a meno di analizzare minuziosamente l’assetto e l’evoluzione dell’economia siciliana e palermitana (compresa sia l’influenza mafiosa che sottrae risorse che, pardossalmente, i contraccolpi che anche sull’emerso sono derivati dalla benemerita lotta alla mafia. Parlo, su quest’argomento di numeri, non di civiltà e ricordo come fu necessario, in conseguenza al primo maxiprocesso che vide l’azzeramento dell’imprenditoria edile palermitana, costrinse all’impiego di risorse integrative statali, derivanti dal dl 24 che supplì, per quanto possibile, allo stop lavorativo derivato dagli arresti dei costruttori mafiosi). Palermo vive certamente in un tempo di crisi mondiale, ma da essa riceve danni minimi proprio perché la sua economia è di tipo più stabile perché dalla struttura, dalla natura poco sensibile, poco esposta ai mutamenti dei mercati. Vi è certamente chi ha perso il posto e vi è certamente chi non lo trova. Ma entrambe queste fasce rietrano per lo più nella fisiologica “patologia” palermitana. Insomma, crisi o non crisi, Berlusconi o non Berlusconi, Cammarata o non Cammarata, l’economia cittadina è assestata e stabilizzata e soffre di sacche di veri poveri. Come è “sempre” stato. Ma, come (viste le reazioni in questa pagina) coraggiosamente ha fatto Romeo, l’analisi del malessere va resa intelligente ed onesta. E’ indiscutibile che gli stili di vita sono influenzati dai modelli che, anche attraverso la tv, ci giungono in casa. E’ indiscutibile che gli stili di vita ci fanno essere cicale per 15 giorni al mese, e “poveri” per i successivi 15. E’ indiscutibile che ormai la “percezione” dei bisogni ha trasformato ciò di cui abbiamo bisogno in ciò di cui non sappiamo fare a meno. Andando qualche tempo addietro in una casa di veri poveri (tanto da non avere l’energia elettrica) ed avendovi portato un generatore elettrico per affettuare alcune riprese televisive, fui accolto festosamente perché..perché finalmente la famiglia poteva ricaricare i due telefonini in dotazione…
    Lo so, è odioso questo racconto. Non avevano anch’essi diritto ai telefonini? Certo, ma è questo proprio l’esempio che rivela la differenza tra un vero bisogno e ciò di cui non sappiamo fare a meno. Con una perfida aggravante. Se io non possiedo il cellulare per mia scelta o non vado in un locale il sabato sera per mia scelta non subisco conseguenze emotive, ma se il telefonino o la pizza mi fossero sconsigliati o inibiti per carenza di denaro mi scatterebbe la frustrazione della povertà. E’ veramente un problema di percezione ed è incolpevole chi ne soffre. Ecco perché il nostro Cardinale Arcivescovo farà bene a tornare sempre più spesso sull’argomento, perché soltanto dinanzi alla apparente Sua provocazione possa rimanere nelle coscienze il fastidio edificante del dubbio:che sia anche colpa mia?

    Concordo con Enzo1, l’Arcivescovo Romeo non ha fatto altro che fotografare i tempi. Non sbaglia quando dice che ancora oggi, in un momento di gravissima crisi, basta fare un giro per i locali per accorgersi che ancora nessuno rinuncia ad un tenore di vita al di sopra ormai delle proprie possibilità.Pizzerie stracolme, ristoranti idem, agenzie di scommesse sempre piene, gratta e vinci che vanno a ruba, a Roma qualche giorno addietro coda di circa 10000 persone per comprare non beni di prima necesssità, bensì cellulari, play station, televisori. Senza dubbio esistono anche le fasce povere, ma esistevano anche quando questa crisi non c’era.Mi sembra inutile quindi mostrarsi indignati per quanto affermato dall’Arcivescovo Romeo.

    Qualcosa di sbagliato nelle parole del Cardinale? Forse non è vero che più povero è il contesto più Gratta&Vinci vendono i tabaccai (10€ cadauno!)? Forse in pieno orario di lavoro non c’è la fila per comprarsi le Hogan e l’ultimo iPhone messo in commercio (e quindi in fila non ci stanno di certo professionisti e imprenditori)?
    Ah già…. ha citato Berlusconi! Vergogna!

    Per i vertici della chiesa la crisi è come la bestemmia: va contestualizzata!

    e la gente che vedo ogni giorno frugare nell’immondizia o affollare le mense delle Caritas? Forse sono invisibili?

    Ciò che dice l’arcivescovo è sacrosanta verità. Mi associo alle sue parole!

    arcivescovo, mi faccia il piacere certi commenti se li tenga per se, provi ad uscire dal palazzo e camminare a piedi per le vie della città e veda cosè visibile o invisibile ASSURDO!

    Per prima cosa non ho mai sentito Benedetto XVI esprimersi in tali termini, anzi. Secondo era facile per i genitori negli anni cinquanta-sessanta dire ai figli che bisognava risparmiare e passare il sabato pomeriggio ad una festa in casa, ad una partita di pallone all’oratorio e così via. Dopo venti anni di questa televisione, di superconsumismo e globalizzazione, di questa nefasta politica come fai dalla sera alla mattina a far cambiare stile di vita ai giovani per prima e agli adulti poi. Io sono sicuro che migliaia e migliaia di padri di famiglia come me hanno rinunciato da tempo a tante cose perchè abbiamo già vissuto quegli anni in cui o ti compravi il panino con le panelle o andavi a piedi da via roma nuova al liceo vittorio emanuele rinunciano all’autobus. Cambiare stile di vita non è semplice ma in ogni caso per riempire ristoranti ed aerei basta quel 10% della popolazione che detiene il 60% della ricchezza. E poi siccome non è tutto oro quel che luccica rischiamo davvero di fare una brutta fine se non si faranno scelte politiche in direzione diametralmente opposta a quelle che vorrebbero fare. Dieci anni fa a quei pochi economisti, sociologi e politici che dicevano e scrivevano come sarebbe andata a finire veniva dato del matto, del pessimista, del disfattista solo perchè dicevano ai politici di occuparsi del dissesto idrogeologico, del trasporto sostenibile, del futuro di generazioni che avrebbero visto solo buio, ed invece in tutta l’Europa e negli Stati Uniti una pazza corsa a finanza e derivati tossici, a mutui insostenibili, a spese folli per qualsiasi manifestazione si organizzi. Speriamo che ci sia una svolta nella testa di chi poi alla fine tiene i fili di tutto.

    Sua Eminenza ha già iniziato la campagna elettorale… C’era da aspettarselo. D’altro canto come dice un proverbio “Il sazio non crede a chi ha fame” e Sua Eminenza % company sazi lo sono davvero…

    e degli aerei pieni che si fa fatica a prenotare? Ne vogliamo parlare? Che ne sanno colui che rappresenta l’Italia(indegnamente, oseri dire) l’arcivescovo di Palermo e tutti i politici che parlano a casaccio di madri che lavorano fuori dalla Sicilia a 1500 Km e che pur di fare punteggio nella scuola non essendosi piegate alla logica del clientelismo e del favoritismo, prendono l’aereo ogni fine settimana pur di essere vicini ai loro figli e ai loro cari…Che ne sanno, questi politici di… ne conosco tante di madri che pur di non lasciare la loro terra si sacrificano, che ne sanno …..

    Scusate lo sfogo…ma parlo per esperienza diretta e anche per far conoscere la realtà che molti non conoscono

    E’ da sette anni che viaggio con l’aereo e se non fosse perchè veramente ci credo in quello che faccio, lascerei tutto ma non la mia Sicilia, perchè se veramente si vuole che le cose cambino, non bisogna fuggire, ma lottare e coinvolgere i giovani alla vita sociale e politica delle nostre città e trasmettere quei valori sani che ci hanno tramandato i nostri genitori e le persone che hanno dato la vita per la giustizia e la legalità.Valori per i quali nel mio piccolo combatto sempre e che trasmetto come madre e come educatrice.

    La cecità è davvero un male incurabile!

    La crisi c’è, ma di quale natura è? Certamente non è innazitutto economica come fa osservare S.E.. Questa crisi nasce dal vuoto nell’umano. Riempire questo vuoto è l’imperativo della società “civile” post cristiana. Società sempre in cerca di un nemico pur di non fare i conti con il proprio passato. Occorre riconquistare i beni non addizionabili per cui il padre si sacrifica per il bene del figlio. L’imperativo esistenziale è come questo possa avvenire. Iniziamo a guardare le parole di S.E. come figli.

    Dal Corriere della sera. «Acquista una pagina sul Corriere: «Italiani, compriamoci il debito!» L’appello a pagamento di un cinquantenne di Pistoia: «Acquistare Btp e Bot l’unico modo per tornare grandi»
    MILANO – Giuliano Melani è un cittadino italiano, un cinquantenne di Pistoia che la politica ha provato a frequentarla qualche anno fa animando, nella sua città, una lista civica e di finanza di occupa per lavoro nella sua agenzia di leasing. Giuliano ha pagato di tasca sua un’ intera pagina del Corriere della Sera per rivolgere un appello agli italiani: «Concittadini amici e fratelli, compriamoci il debito!» . Come? «Sottoscrivendo i nostri titoli di Stato». Perchè? «Per uscire dalla crisi, per non svendere il Paese, per fare a meno del governo e dell’Europa» sostiene lui che racconta di credere talmente a fondo in questa iniziativa da aver sfidato, tra le altre cose, l’ ironia del figlio ventenne che ha (affettuosamente) cercato di evitargli la spesa, l’esposizione mediatica o forse una delusione.»
    Gli italiani sono da sempre stati innamorati dei titoli di stato. Con le cedole di quei titoli, hanno prima mantenuto i figli a scuola e poi li hanno sposati. E furono in moltissimi, a partire dalla seconda parte degli anni settanta e fino ai primi anni novanta, quando i tassi d’interesse dei BOT, CTZ, CCT, BTP, e chi più ne ha più ne metta, erano a due cifre, che si sono potuti comprare anche la casa. Poi, nelle banche la politica è cominciata a cambiare e, con la scusa che ci si doveva preparare a confrontarsi con la concorrenza che veniva dall’Europa, a seguito della liberalizzazione del mercato, ma nella nuova ottima di fare utili con l’intermediazione sui titoli obbligazionari e azionari, la spinta a dirottare verso altri investimenti le famiglie italiane è partita dalle banche. Movimentazione dei dossiers titoli era la parola d’ordine. E movimentazione fu. Con tutto quello che ne è seguito. Perché di carta straccia, anche se nel nostro immaginario collettivo è rimasta a galleggiare soltanto quella relativa ai titoli della Parmalat, ne è passata tanta sotto le volte dei non tanto trasparenti istituti di credito italiani. Ma mentre l’Abi faceva sogni di gloria e si complimentava per i ricchi conti economici delle sue associate, stava nascendo, e non avrebbe impiegato tempo a crescere a dismisura, quello che poi, nella sua evoluzione patologica, è diventata la sistematica tosatura dell’inerme popolo che alle banche affidava, con i sudati risparmi, il proprio futuro. Questo ieri. Oggi, la vera falce che taglia la fiducia ai titoli di stato sono i vari Bersani, Franceschini, Letta e la loro capobanda Rosy Bindi. L’Italia, lo sanno anche le pietre, non è come la Grecia e non ne può condividere il destino, anche perché l’Ue non resterebbe a galla se lo Stivale dovesse scivolare nel Mediterraneo, ma i nostri eroi non fanno, da mane a sera, che affliggerci con i loro pianti greci. Per fortuna, e la maggioranza degli italiani è gente di buonsenso, il signor Giuliano Melani ha suonato la sveglia.
    L’arcivescovo di Palermo e il signore di Pistoia, ciascuno a modo suo, ha voluto segnalare l’immenso, infido, banco di nebbia verso cui la nave Italia sta navigando. La loro ansia è la nostra ansia.

    Sono d’accordo con Filius. E quindi credo che non siano blasfeme le parole di monsignor Romeo che hanno l’unico torto di essere controcorrente, dando ragione a quell’anima nera che per tutti è diventato Berlusconi. Eppure, poiché nessuno è perfetto nel male come nel bene, capita anche a lui di azzeccarne qualcuna.

    Questo piagnisteo, da parte di molti che scrivono, non mi convince.
    So che molte persone, le più dignitose, tirino la cinghia in silenzio.
    Sono anche sicura che molti di coloro che si lamentano non ne avrebbero diritto. Ho conosciuto una signora che, per sdebitarsi di una cortesia, voleva ripagarmi con generi di prima necessità di cui aveva pieno un armadio. “Me li dà la parrocchia. Io dico che ne ho bisogno…”

    Ho conosciuto una famiglia che non “potevano” comprare i libri di scuola perché impegnata economicamente a costruire villini , ovviamente abusivi, per tutti i propri sei figli.

    Dovremmo cominciare a riflettere onestamente sui nostri errori di genitori e di educatori. Perché lo siamo tutti educatori, qualsiasi sia il lavoro che ci siamo scelti. Sono le nostra azioni, le azioni di ciascuno di noi, a casa o per strada o nell’ambito del nostro lavoro, che educano chi ci osserva, chi si affaccia alla vita. A questi dobbiamo offrire valori nobili e saldi.

    E’ una rivoluzione culturale, estremamente difficile perché obbliga a rimettere in discussione sé stessi e le proprie scelte, ed è anche molto lenta, come tutte le rivoluzioni culturali. Ma se non cominciamo adesso, nel momento di maggior crisi (che sono sempre i più fertili), quando dovremmo farlo? Che cosa ci occorre? Una guerra vera con le armi vere? Io mi accontento di questa, in cui è precaria non la vita delle giovani generazioni, ma la quantità di danaro nel portafoglio dei loro genitori.

    @ Gabriella

    Le fa onore che se n’è andata dalla Sicilia a cercare il suo futuro altrove.
    Non è la sola. Lei sa benissimo che è in buona compagnia di meridionali ovunque lei si trova. Spesso laureati e con tanti problemi familiari come Lei. Purtuttavia per non rimanere nullafacenti e sentirsi dei falliti hanno deciso di rischiare e costruirsi il loro futuro. Il futuro è di chi se lo prende! Quindi coraggio. Ce ne vorrebbero di più persone coraggiose e in gamba come Lei.
    Non si lamenti, in fondo le sta andando meglio di molti altri.

    1. la crisi che viviamo è la crisi di uno stato che non riesce a onorare i suoi debiti (bond, obbligazioni, btp), prima ancora che crisi dei consumi dei cittadini

    2. la crisi dei cittadini e dunque dei consumi comunque c’è, come testimoniano le tante imprese che chiudono

    3. I consumi non calano come dovrebbero perché la gente si sovraindebita ad esempio con il credito al consumo (findomestic ecc.)

    Non mi lamento,sono orgogliosa della scelta fatta e posso camminare sempre a testa alta e ringraziare Dio che mi ha dato questa forza di non scendere a compromessi( le condizioni erano di andare a letto con un consigliere comunale di Catania, e qui mi fermo)e di lasciare( si fa per dire) la mia città e vivere lontano dalla mia famiglia. La mia vuole essere, scusate se vi posso sembrare presuntuosa, una piccola testimonianza e se da questa piccola storia qualcuno/a ne trarrà un incoraggiamento per non arrendersi mai, allora sarò felice di raccontarla 10,100, 1000 volte a costo di sembrare noiosa! Grazie per avere avuto il tempo di leggere la mia piccola storia.

    Caro prelato…Romeo…, certo, se il suo sguardo volge solo alla sua famiglia, quando mai è stata avvisata la crisi….!!!!! Purtroppo, ci sono realtà che Ella pare ignori, molto diverse dalla sua… Lei rappresenta la Chiesa istituzionale, ben lungi da quella spirituale…

    La dichiarazione del Cardinale Paolo Romeo, così riportata, risulta non corretta e fuorviante.
    Se uno legge bene l'”estratto di dichiarazione” attribuito al Cardinale, si può capire che più che dare ragione a Berlusconi, le parole del Cardinale Paolo Romeo denunziano con forza il ricorso all’usura e all’indebitamento, che porta a mascherare la reale entità della crisi, che invece continua ad avvertirsi fortissima nei ceti economiccamente più esposti.
    Sono certo che sia questo il giusto tenore della dichiarazione del Cardinale e in questo lo spirito è assolutamente opposto alle dichiarazioni di Berlusconi, che al contrario non riconosce l’oggettività della crisi.
    Pertanto ritengo che analisi e titolo di questo blog siano sbagliati e su questo oserei chiedere un chiarimento della redazione.

    Andrea Volpe

    La maggior parte dei commenti è critica perché ignorante e livorosa. Ignorante perché si ostina ad ignorare che questa terza guerra mondiale, combattuta a colpi di finanza, ha cause esterne ai fatti interni al nostro Paese; ignorante perché attribuisce una temporalità recente ad un assetto economico che attanaglia l’Italia da decenni; ignorante perché si ostina ad ignorare che l’Italia è al secondo posto in Europa come debito privato, il che vuol dire che le risorse dei privati italiani non sono poi così male (escludendo le sacche di povertà e di grande ricchezza); ingorante perché si ostina ad ignorare il condizionamento non virtuoso che ha suscitato nuovi vizi (chiamati stili di vita) che generano nuove povertà; livorosa perché qualunque pioggia, anche la meno condizionata dalla politica, non la si può che ricondurre al governo (attuale). Questa livorosa ignoranza, poiché ostinata, sembra anche un po’ tonta.

    Alcuni commenti ai commenti

    Da dove nasce l’idea che L’Italia non riesce a pagare i suoi debiti?
    Io non sono economista, ma neanche allenatore di una squadra di calcio, e se non leggo qualcosa su un giornale autorevole, scritta da persona riconosciuta onesta e obiettiva, non mi sogno di fare mia quella informazione. Certo poi, al bar, si parla di calcio ed economia.

    Honhil poi mi ha suggerito una domanda, una riflessione, che potrebbe essere utile a capire un po’ meglio. A chi giova tutto ciò che sta accadendo al Nostro Paese? Può, pur se potente, essere solo Berlusconi il responsabile di questa presunta mancanza di fiducia verso l’Italia? Certo, lui ci ha messo del suo, ma credo ci siano anche altre responsabilità altrettanto gravi o forse anche di più. Mi piacerebbe approfondire il tema.

    Gabriella, sei una Grande Donna.

    Tanto rumore per nulla!

    Che miseria! I commenti a questo articolo rivelano la pochezza intellettuale di tanti lettori. Sono cattolico convinto, ma altamente critico verso certa gerarchia ecclesiastica, la quale, avuta in custodia la Vigna del Signore, l’ha fatta appassire, insieme alla Fede. Quanto dico non è per fare la difesa dell’arcivescovo, in quanto esponente di spicco della Chiesa, ma di Paolo Romeo, parlante del quale sono state grossolanamente, e anche strumentalmente, travisate le parole.
    Forse ha fatto una cosa sconcia riferendo le parole di quell’anticristo di Silvio, secondo il quale “La crisi non è visibile”, ma non ha negato che la crisi esista. Basta leggere senza pregiudizio, e ci si accorge dell’intento ammonitorio delle sue parole. Tanta acredine, tante sciocchezze, non si sarebbero sprecate, e soprattutto, sarebbero rimasti a cuccia gli stomachevoli difensori d’ufficio dell’INDIFENDIBLE.

    Io qui di stomachevole ci trovo solo il livore di certa gente che si sente superiore ad altri solo perché ha il tesserino di giornalista in tasca.

    Le parole del Cardinale Romeo, ancor più di quelle del premier, mortificano quei cittadini palermitani che ogni giorno fanno la fila nelle mense dei poveri per sfamarsi insieme ai propri figli. Mortificano anche quei cittadini che, pur permettendosi il ristorante una volta ogni tanto, giorno per giorno, ora dopo ora si adoperano per la crescita sociale della nostra città….

    Silvio Moncada, Consigliere Provinciale del PD

    Ho sempre ritenuto che Live fosse un salotto in cui scambiarsi opinioni,anche animosamente, ma pur sempre nel rispetto di regole civili, dettate non solo dal buon gusto ma anche dalla netiquette, come da voi prescritto.
    Capisco che ognuno parla prevalentemente di ciò che, come dire?, maneggia con maggior confidenza, ma credevo che la Redazione non avrebbe dato spazio alle volgarità. Le chiedo pertanto se le regole sono cambiate e se, da adesso in poi, dobbiamo fare i conti anche con parolacce e motti di natura “escatologica”.

    eminenza non perde occasione per difendere l’amico berlusconi! sarebbe più opportuno di questi tempi che la chiesa si guardasse un po’ all’interno e desse il buon esempio con i fatti invece che predicare agli altri! si sa che anche nella chiesa vengono premiati i preti mamnager mentre la moralità non vale curriculum, siamo cristiani ma mica scemi|
    Se Lei come Berlusconi frequenta ristoranti aerei e feste che ne sa degli altri 40 milioni di italiani che non sono al ristorante in aereo e ai festini?
    un po’ di furbizia eminenza per una volta tanto si distacchi dalla destra e faccia mea culpa!

    Caro Puglisi, so di poterle parlare senza infingimenti giacché lei mi conosce bene ed ha mostrato, con suoi commenti che conservo come particolarmente cari, di tenere in lusinghiera considerazione la qualità dei miei interventi seppure, a volte, non condividendoli. Le pagine di Live Sicilia sono frequentate dall’umanità più varia e ciò la rende ricca, stimolante e, sempre, ammonitrice sulla molteplicità delle tipologie, delle mentalità, delle ingenuità, delle ignoranze, delle sapienze, dei suoi frequentatori. Come dire? ci sta tutto. Queste pagine, però, contengono anche alcuni limiti, proprio a garanzia della libertà di tutti; contengono limiti che fungono da garanzia sulla civiltà del dialogo. So bene che c’è chi non si porrebbe il problema di convivere con chi per formazione, per povertà d’espressione, per mancanza d’argomenti, per usanza di casa, fatica ad attenersi alle regole da voi indicate. Anche questa disponibilità, fa parte dello scenario umano, non me ne stupisco, ma, così come non potrei sedere a tavola se non dopo essermi lavato le mani, altrettanto non ho alcuna dispobilità a convivere seppur virtualmente con chi quella citata fatica mostra di vivere. So anche che queste pagine non hanno la fessura delle cassette per lettere e che l’accesso è consentito o negato da lei e da chi con lei collabora. Sono costretto a chiederle, quindi, in nome delle sue regole, di togliere dalla pagina il commento delle ore 22:16 la cui presenza, sono convinto, sia dovuta a mera distrazione nella gestione dei tasti di consenso all’accesso alla pagina. La ringrazio.

    aggiungo nella mia ignoranza ,ma non era il presidente del consiglio ha dire la crise non ce ,dovete continuare ha spendere e far girare l,economia? ho sbaglio? e poi adesso che mi ricordo ,vorrei far presente ha sua eminenza ,di andarsi ha sentire le intercettazioni del suo carissimo amicone ,e si accorgerebbe di quanto siano vomitevoli ,ho forse le ha gia ascoltate e fa finta di nulla .ma di una cosa ha ragione ,i mali di questo paese martoriato non e solo berlusconi ,ma di certo di giullari di bassa corte come lui ,vergognoso.penso che il mio caro papa giovanni paolo !! ascoltando queste abominevoli parole si stia rivoltando nella tomba ,che schifo.

    aggiungo ancora sempre nella mia ignoranza,visto che sua eminenza vive a palermo ,ma il comune ,la regione ,l,amia ,l,amat la sanita e quantaltro conoscono la crisi? le frabbriche che chiudono ,che non hanno soldi per pagare gli operai ,chi se li e inventate queste fandonie mago merlino? e poi vorrei chiedere ha qualcuno se puo ,sua eminenza ,cosa percepisce di vitalizio ,come fa ad andare avanti ha comprarsi le camicie gli anelli che ha addosso ,e mi fermo qui ,bene come vive qualcuno puo aggiornarmi ?

    Gentile Ipazia,

    non pensavo a lei quando ho scritto “stomachevole”: la riguarda solo per briciole. La prego non parli di “livore di certa gente che si sente superiore ad altri solo perché ha il tesserino in tasca”. Di quale tesserino mi parla, Ipazia? Della mia V elementare del 1948? Il “tesserino” che mi rende arrogante è l’ aver vissuto la vita ad occhi aperti, dignitosamente povero, ma orgogliosamente libero di alzare la voce contro chiunque voglia approfittare dell’ ingenuità della gente semplice per costruirsi la “propria” fortuna. E mi fa rabbia che la gente semplice oggi non vada più esclusivamente identificata nel contadino, nell’operaio e affini, ma anche in professionisti superbi della loro cultura, però incapaci di ravvisare i precisi lineamenti di un potenziale (?) dittatore che ha gettato nel fango la reputazione dell’Italia nel mondo. Gente di questo tipo (a cui si può concedere l’attenuante della vista corta, cosa meno grave della vocazione alla schiavitù) ha il torto di remare contro chi vuole tenere la testa alta come persona (e in questo, Ipazia, ci riesco) ma anche come cittadino di una Nazione ex grande. Ipazia, ti do’ una’altra informazione sul mio conto: sono sempre stato anticomunista. Saluti.

    Comunicazione privata per Roberto Puglisi
    Sono uno che non mi lavo le mani quando siedo a tavola.
    Se pensa che posso essere di disturbo a qualche raffinato commensale, non mi posti: non mi offendo.

    E’ strano come certa gente abbia la sfacciataggine di bluffare, avendo dimenticato quanto precedentemente scritto. E nella propria arroganza, vestita di umile saio per recitare meglio il ruolo del poverello, non si rende conto che forse ha sopravvalutato le proprie facoltà, non essendosi accorto che in questa pagina manca, adesso, dopo alcuni interventi, un post che aveva dato origine a garbate proteste.
    Se questa gente, nel giudicare un qualsiasi fatto, opera nello stesso modo, senza rendersi conto della realtà, ma presupponendone l’esistenza in modo conforme al proprio pensiero, e da tale cattedra vuole anche dare lezioni, seppure solo in briciole, allora grazie ne faccio a meno. Preferisco parlare con gente onesta intellettualmente.

    “I segni di una vera crisi non ci sono. Questa affermazione in un certo senso è vera. Ci sono alcuni settori in cui la crisi non appare perché la gente non scende dal livello di vita abituale, aumenta l’usura e ci si indebita. Quindi appare un consumo talmente elevato che non è proporzionato alla crisi stessa”.
    Il Card. Romeo denunzia la crisi attuale, nella quale legge l’aggravante di un grave degrado morale a causa dell’avvitamento su usura ed indebitamento. In questo afferma una cosa totalmente diversa da Berlusconi, che invece non riconosce una consistenza oggettiva alla crisi economica italiana.

    Insomma ,denuncia o non denuncia,ragione o non ragione,Romeo ha detto una grossa fesseria,dovrebbe scusarsi con tutti i palermitani.
    Soprattutto il tono delle sue parole CONTRADDICE quanto finora ,anche se blandamente e in determinate limitate occasioni (vedi messe per santa Rosalia e altre) aveva sempre lui stesso affermato :la citta’ e’ in ginocchio,……….e non certo per pregare ,cari tutti.Finiamola.

    Ma appunto perchè si è davanti ad una contraddizione così forte, dovresti pensare ad una diversa lettura da quella proposta.
    Io non ero presente all’incontro, ma posso darti la testimonianza scritta di uno presente che così ha scritto sul blog di Repubblica:
    <>.
    Spero che stavolta sia più chiaro, grazie

    Andrea Volpe
    Tel.: 091526914

    @Ipazia

    un po’ scomposta la reazione. Avevo scritto: “Che miseria! I commenti a questo articolo rivelano la pochezza intellettuale di tanti lettori”.

    Dov’è l’oltraggio, tanto grave da farle perdere la trebisonda? Abbiamo letto queste parole: “La crisi non è visibile. E’ vero quello che dice il premier Silvio Berlusconi la gente adotta ancora uno stile di vita superiore alle sue possibilità e non ha preso coscienza del valore del denaro”. Libero da qualsiasi condizionamento ideologico e appassionato amante della Verità, ho distillato la medesima, secondo il mio modesto ma onesto punto di vista.
    L’arcivescovo Romeo conviene “sulle parole” adoperate dal cavaliere dell’Apocalisse, non sulla sostanza dell’affermazione. Cioè: “La crisi non è visibile”, ma è palpabile, pensa Romeo, ad onta della non visibilità. La giustezza della mia interpretazione si evince chiara leggendo le righe successive alla frase incriminata, e poi quel “così non andiamo lontano”, non chiarisce meglio il pensiero del Cardinale? “Preferisco parlare con gente onesta intellettualmente”, scrive l’adamantina Ipazia. Allora io indegno bugiardo e mistificatore di fatti, ho torto di lamentarmi e ritenere grossolana e strumentale l’interpretazione di questo articolo fatta dai più? Mi cospargo il capo di cenere e reciterò cinque decine di avemaria,stasera, sperando con ciò di non procurarle un crisi da idiosincrasia … escatologica, gentile Ipazia.
    Buona notte

    comunico a qualcuno che i “miserabili” (il libro) ha avuto miglior fortuna di quanti dignitosamente ricordano ad altri la loro ignoranza: CHI è SUPERIORE A CHI? Scusate certe parole testimoniano solo che ABBIAMO FREGUENTATO LE SCUOLE, MAGARI L’UNIVERSITA’, MAGARI ABBIAMO LAVORATO IN “CERTI” AMBIENTI…. ma offenderemmo la nostra inteligenza se IGNORASSIMO l’esistenza della crisi crisi economica soprattuto e poi anche di valori. E’ facile ricordare agli altri quello che dovremmo fare noi, amici cari (!!). Silvio non sa più cosa dire, invita a non pagare le tasse, quelle stesse che il suo governo ed egli stesso impone (solo questo potrebbe dimostrare tante cose, ed io invece mi stupisco di leggere certi commenti irriverenti verso la nostra stessa società, verso noi stessi popolo, non c’è mai stata crisi per il ricco o (meglio) per l’arricchito dell’ultima ora. La crisi la creano loro perchè gli fa comodo, le tasse le pagano gli altri (evidentemente) mentre quasti ….. con i nostri soldi si compreranno a prezzi stracciati i beni immobiliari dello stato, e scusate questo lo sapete o lo immaginate. Una domanda: chi gioca in borsa quanto quadagna in questo periodo? compra titoli a prezzi stracciati e li rivende l’indomani, o no – Buona fortuna

    Meno male che gabriella e’ andata a lavorare al nord.
    Certo sarei curioso di sapere quanti di quelli che qui hanno attaccato romeo hanno ipad e iphone e quanti di loro si passano le serate a casa x nn spendere soldi,.
    La verita’ e’ che l’articolo manco l’avete letto. siete e resterete un popolo di zoticoni, superficiali e ignoranti.
    Romeo non fa campagne elettorali, e se le facesse di certo nn starebbe con berlusconi.se aveste.mai letto un giornale lo sapreste

    Gentile Andrea volpe.
    Commento cio’ che leggo.
    In caso contrario sarebbe una semplice alterazione della realta’,ma occorrono smentite dalla testata.
    Mi spiace mom non leggo il suo riferimento tra virgolette.

    Scusi : Andrea Volpe
    (dimenticavo minuscolo)

    Colpo di frusta.
    La contiuguita’ degli ambienti ecclesiali al carro del vincitore e’ arci nota e in Italia e’ storia.
    LA posizione della chiesa verso Berlusconi ha sempre sofferto di vile compromesso .

    Siciliano mio malgrado
    Lei e’ geniale

    Non visibile ..perche’ palpabile .Bellissima,dico sul serio ,interpretazione che costringe fuori dalle nostre consuete gabbie mentali

    @genio, (incompreso)

    la faccia è bifronte, con espressioni diverse. Le mani hanno lanciato qualcosa. Una freccia, o un boomerang? Uscire dalle gabbie mentali? Non sia mai, Genio. Si perde la faccia…siciliana!

    @ GENIO
    Una persona ponderata deve controllare sempre le fonti, specialmente quelle giornalistiche. Io l’ho fatto e la risposta l’ho avuta da uno che era presente all’intervista del cardinale Romeo e che così scrive (stavolta non ci metto le virgolette, che impediscono la lettura):

    Sono d’accordo su quanto dichiarato da “ANDREA VOLPE” in merito alle dichiarazioni attribuite al Cardinale Romeo. Ho assistito ad una parte dell’intervista e, successivamente, abbiamo conversato con il Cardinale assieme ad altre persone, commentando i segni di una crisi, che apparentemente sembra non esistere. Esiste invece ancora oggi la delinquenza (es. droga e prostituzione) che fa parte di quell’esercito che affolla i locali, così come tanti poveracci sprovveduti che si lasciano trascinare dalle tentazioni messe in atto dalla civiltà dei consumi. Era questo il senso delle dichiarazioni del Cardinale al quale, comunque dovrebbero giungere anche segnali direttamente dalla gente comune, che, spesso, viene isolata da “barriere” imposte dalle Caste che cercano di “blindare” il mondo della Chiesa.

    Penso, però, di aver ricostruito la dichiarazione completa del Cardinale che suonerebbe così:

    I segni di una vera crisi non ci sono. Questa affermazione in un certo senso è vera. Ci sono alcuni settori in cui la crisi non appare perché la gente non scende dal livello di vita abituale, aumenta l’usura e ci si indebita. Quindi appare un consumo talmente elevato che non è proporzionato alla crisi stessa

    Per me è tutto chiaro e confermo che i mass media ci hanno indebitamente marcato.

    Cordiali saluti,

    Andrea Volpe

    Abbiamo scritto giorni fa un commento a quanto dichiarato da un certo porporato circa la crisi e il pensiero di un governante. Ci rammarichiamo di non averne trovato traccia di pubblicazione sul vostro giornale online, nonostante lo avessimo più volte cercato. Forse che certe cose a proposito di accumulo di ricchezze, lasciti, donazioni, testamenti, palazzi, ori, banche, attività commerciali e quant’altro non debbano potersi pensare, e nemmeno dire? C’è forse di mezzo qualche casta (se la …tocchi prendi la scossa)? Ma è davvero questa la libertà di parola, di pensiero, di stampa e quant’altro di livello costituzionale garantita al cittadino? Che Belpaese!!

    Avete scritto, chi? L’anonima commentatori? Nello specifico, i commenti non passano perché violano le nostre regole. La libertà di pensiero deve essere usata secondo correttezza. Saluti.

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