CATANIA – Hanno fame di lavoro. Sono gli edili che il prossimo 31 gennaio scenderanno in piazza. La “marcia dei cappelli di carta” darà voce a una categoria all’orlo del tracollo. Il motore di questa manifestazione è la Feneal Uil che, in piena intesa con Cgil e Cisl, alla fine del mese busserà alle porte del prefetto Federico. “Se non riparte quel settore – dice Francesco Di Martino, segretario della Feneal -, decimato dalla crisi, Catania non riparte”. i Nostalgia del passato, degli “anni dei cappelli di carta, dei cantieri aperti per il coraggio dell’impresa privata e gli investimenti degli enti pubblici, siano stati quelli del boom economico a Catania”. Ma a che serve trincerarsi con gli occhi al passato, oggi il presente e le condizioni del mercato sono completamente diverse ed è necessario riprogrammare se non si vuole la tomba del comparto.
Segretario, tutto pronto per “la marcia dei cappelli di carta”?
Si, il 31 gennaio sotto la prefettura faremo una grossa manifestazione gli edili della provincia di Catania per denunciare lo stato di disagio che c’è in questo settore. Cinquanta percento di posti di lavoro persi, non ci sono situazioni di novità e quindi chiederemo al Prefetto di sensibilizzare tutte le stazioni appaltanti della provincia etnea per poter cantierare tutto ciò che è possibile, in modo da dare qualche risposta positiva ai lavoratori che rappresentiamo.
Questa amministrazione sta operando per supportare il comparto degli edili, oppure viceversa lo sta frenando?
Io credo che stia frenando. Perché è stato approvato il Pua, prima dalla scorsa amministrazione Stancanelli e ora da questo consiglio comunale, le carte sono in Regione, ma dal punto di vista dell’iter burocratico noi non sappiamo niente se non da notizie di stampa. Per quanto riguarda il Piano Regolatore Generale ancora una volta tante discussioni ma risposte precise non ce ne sono, per quanto riguarda Corso Martiri delle Libertà, la grande ferita della città, non abbiamo ancora capito se la vecchia amministrazione o questa nuova quali programmi e quali proposte ha per sbloccare questa importante opera che darebbe anche risposte ai lavoratori, senza che nessuno possa interpretare questa nostra posizione come un volere continuare a cementificare. Noi non siamo per cementificare la città, siamo per dare opere pubbliche utili alla cittadinanza catanese.
Secondo l’Anci il Prg non darebbe una svolta, ma bisognerebbe riqualificare e modernizzare il centro storico. Voi siete d’accordo?
Perfettamente d’accordo per la modernizzazione e innovazione del centro storico. Consideri che è abitato soltanto dal 30 percento della popolazione catanese. Su 120 mila vani del centro storico soltanto 30 mila sono abitati: è un peccato non utilizzare questo grosso patrimonio edilizio immobiliare

