Emergenza Coronavirus| "Servono amnistia e indulto"

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Commenti

    ok ma nelle carceri chi puo’ portare il contagio..?? Ogni scusa e’ buona per per garantire l’impunita’

    …ma fammi il favore, dai..

    A volte conviene tacere!

    Proposta intelligente, umana, civile e condivisibile. La sinistra appoggi la proposta dell’avvocato Bellavista in parlamento e il governo giallorosso la approvi con decretazione d’urgenza. Ne va della salute dei detenuti, dei loro parenti, delle guardie carcerarie e del resto della popolazione

    Ha idea di quanti imputati/detenuti cinesi ci sono in Toscana o in Lombardia?
    Basta che qualcuno vada a seguire le udienze in Tribunale o a trovare un parente detenuto e il contagio è servito.
    Non ci vuole tanto a capire che un tribunale è più affollato di un mercato.

    Proposta interessantissima che sottoscrivo in quanto il maggior numero di detenuti è costituito da immigrati extracomunitari la cui salute deve essere tutelata prima di ogni cosa.

    Idea geniale, che parta per la Cina e lo proponga ai cinesi, che saranno riconoscenti per questa geniale idea; lo proporrei anche per il premio Nobel per la medicina…

    ….questo è proprio fuori eh !

    cosè giochiamo a nascondino? **tana libera tutti **

    Ma se in carcere sono in quarantena di suo
    Lasciateli dentro per ora anzi per proteggerli evitate le visite di avvocati e parenti.
    Se poi servono soldi agli avvocati perché sono in crisi economica fate. Come volete.
    Già che la giustizia italiana e quella che è se poi per quei pochi in carcere fate di tutto per farli uscire fate pure.
    Ma la certezza della pena cos’è?

    Dai, a che ci siamo, liberiamo anche gli ergastolani! Assurdo! Ci vuole certezza della pena e tanta carcerazione per chi commette reati, altro che indulto o amnistia.
    Un giorno verrà il giudizio di Dio.

    Ma certo, adesso usiamo il coronavirus come pretesto per svuotare le carceri e non mandare in galera più nessuno …

    Proposta aberrante…..
    Liberi tutti…..
    Svuotiamo, intanto la delinquenza dilaga.

    Semplice fa gli interessi della propria categoria.

    Proposta ….veramente incredibile…cosa non si fa per ….trattamento umano e diritti garantiti ma anche certezza della pena

    glielo vai a dire tu alle vittime di questi delinquenti che sono liberi e non verranno condannati x il rischio remoto di coronavirus,,,,,,,,,,,,,,

    quindi se dobbiamo tutelare la salute la dobbiamo tutelare a tutti e non a pochi,,,,,,,,,,,,dunque secondo te dovremmo liberare tutti dal carcere a prescindere dalla pena,,,,,,,,,,o tuteliamo la salute di tutti o di nessuno

    mi ricordo di un film,,,,,,,,,,cosi parlò bellavista

    Una proposta folle e ridicola. Il coronavirus non è certo la peste nera ma semmai è più simile a una normale influenza, più contagiosa ma meno mortale.

    Il problema è che a portare il virus possono essere sia le persone al loro ingresso iniziale in carcere, sia gli operatori, sia infine i parenti. Di talchè è quasi impossibile prevenire il contagio all’inerno di un ambiente ristretto. Specie considerato il sovraffollamento delle carceri stesse.
    Si enfatizza molto sulla certezza della pena (che peraltro condivido), ma ritengo che i diritti di tutti, anche dei detenuti vadano salvaguardati sempre e comunque. Troppo spesso i diritti delle persone ristrette vengono dimenticati e rimangono sconosciuti all’opinione pubblica. Potrei fare molti esempi ma andrei fuori tema.

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Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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