PALERMO– Malasanità, fatalità? Di certo c’è che Maria Rita La Mantia – una donna palermitana di 43 anni – è entrata in ospedale per una frattura al piede ed è morta – parrebbe di setticemia – una settimana dopo. Maria Rita era stata operata nel reparto di Ortopedia del Policlinico, ma è morta in Rianimazione al Civico, dove era stata trasportata ormai in coma. I parenti hanno presentato denuncia.
Tutto è nato da una banale caduta e dal ricovero al Policlinico. In otto giorni la sua vita è finita: l’incidente è avvenuto il primo giugno in via dell’Orsa Minore, di fronte ad un bar, ma nessuno avrebbe mai pensato al tragico epilogo. Maria Rita La Mantia, soccorsa dal 118, riporta la frattura del piede destro, come accertato dai medici del Policlinico. “Ricoverata – spiega l’avvocato della famiglia, Salvatore Romeo – comincia a peggiorare. Le condizioni di salute della donna, infine, precipitano. Le giornate di degenza – aggiunge il legale – sono proseguite infatti tra atroci sofferenze e poi lo stato comatoso, che ha reso necessario il trasferimento al Civico. Nella notte tra sabato e domanica la paziente è deceduta. Sotto il profilo logico e giuridico – sottolinea – le motivazioni dell’accaduto rimangono misteriose ed inspiegabili.
I parenti non riescono ad accettare l’accaduto ed in particolar modo non riescono a comprendere come, a causa di una banale caduta e di una banale frattura dell’arto inferiore si possa perdere la vita ed a maggior ragione perché tutto ciò è avvenuto durante una ordinaria degenza ospedaliera e quindi sotto il costante controllo di medici ed infermieri”. maria Rita La Mantia, in base alle informazioni fornite dalla famiglia, non aveva alcuna patologia al momento del ricovero. Soltanto una lieve insufficienza renale che risaliva ad alcuni anni fa. Eppure Il medico legale ha scritto che la donna era affetta da “shock settico” e “insufficienza renale acuta”.
Maria Rita La Mantia era molto nota nel mondo del volontariato. Un amico su facebook ha scritto: “Vola in cielo Rita. Vola serena. Con i tuoi sogni e le tue promesse. La tua semplicità è stata il riflesso del tuo sorriso. La tua vita è stata tutta nel tuo sorriso che gratuitamente hai donato agli altri. Il tuo ricordo e la tua umiltà rendono dolce questo tuo congedo pur nella tristezza di questo distacco. Il mio ricordo è legato a questa tua immensa naturalezza ma anche alla tua fragilità. Grazie per tutto questo perché sapevi anche sdrammatizzare ogni cosa. Perdonaci Rita se a volte ti abbiamo trascurato quando tu eri sempre presente. Non ti dimenticheremo. E tu non dimenticarci e li dall’alto del tuo cielo pensa anche a noi. Ciao Rita”.

